INTERVENTO DI RICARDO SANCHEZ - GIORNALISTA PERUVIANO, EX PREFETTO DEL CARRAO, DIRETTORE DEL CANALE TELEVISIVO »CANAL 13 E DEL QUOTIDIANO »EL CARRAO - al Convegno Internazionale "Droga: l'Impero del Male - Una Guerra Planetaria" organizzato a Roma il 12 maggio 1992 dall'ADN-KRONOS.(Il presente testo fa parte del Rapporto OLD n. 5.)
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Signore e Signori,
per una illustrazione più chiara ai presenti, ritengo indispensabile e fondamentale distinguere tra pianta di coca, pasta di cocaina e narcotraffico.
La coca è la pianta sacra dei nostri indigeni, dei Quechua e Aimaras, nota anche come mamma-coca. Non solo essa è una pianta medicinale, ma è altresì elemento costitutivo dell'identità etnica degli indigeni, risalendo il suo uso a circa 4000 anni fa. E' un arbusto silvestre, di grande fecondità e produttività. Non ha bisogno di concimi, cresce da solo e, per questo motivo, i contadini non necessitano di tecniche o studi. Mitiga la fame e la stanchezza. E' importante dal punto di vista della nutrizione. Nel suo libro "La Coca", il peruviano Estremadoiro racconta che il generale Giuseppe Garibaldi, mentre si trovava nel Callao, stette male, colpito da malesseri comuni, dolori allo stomaco e dal »soroche (N.d.T. disturbo causato dalla rarefazione dell'aria ad altezze elevate). Venne curato con infusi di coca e tè di coca, dei quali apprezzò lo straordinario carattere medicamentoso e che naturalmente non gli crearono assuefazione.
E' opportuno ricordare come circa quaranta anni fa, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, con un verdetto discutibile, dichiarò che la coca era un prodotto che causava tossicomania. Oggi, ormai, le viene riconosciuto un consumo lecito, che è quello medico, quello industriale o gli usi che ne fanno gli indigeni (i quali la polverizzano o la masticano). Non bisogna accusare l'uva di essere la causa dell'alcolismo. La coca, allora, non è nè maligna nè dannosa. E' l'uomo che ha aggiunto sostanze chimiche altamente tossiche, trasformandola in spazzatura: la pasta di cocaina ed il cloridrato di cocaina. Sostanze eminentemente tossiche che alterano tutte le virtù della foglia di coca e che sono nemici mortali del pianeta. La PBC, o pasta di cocaina, viene indicata come la droga con la maggiore capacità di distruzione per coloro che ne sono dipendenti. L'uomo perde la sua dimensione umana e nel tempo si trasforma in un robot o zombi. L'effetto è doloroso e, al tempo stesso, molto costoso. Il narcotraffico rapprese
nta un'aberrazione di quell'uso antico e tradizionale. Il Perù è il maggior paese produttore di coca e di foglia di coca nel mondo, con il 60% della produzione. Seguono la Bolivia con il 22% e la Colombia con il 18%.
Solo nel mio paese, negli anni settanta, gli ettari di terra coltivati a foglia di coca erano 18.000. Oggi, vi sono circa 300.000 ettari di foglia di coca, il che si traduce in un raccolto di circa 300.000 tonnellate di foglia di coca all'anno, vale a dire - e senza entrare in ulteriori dettagli - un milione di chili di cloridrato di cocaina pura, circa 3 milioni di cloridrato di cocaina adulterata. Pensiamo, quindi, ai profitti astronomici della mafia dei narcotrafficanti, se consideriamo che ogni chilogrammo di cloridrato vale a Lima 3.000 dollari, mentre negli Stati Uniti il prezzo varia intorno ai 30.000 dollari, in Giappone 100.000 dollari, in Grecia ed in Australia 95.000 dollari, ed in Italia si parla tra i 50.000 ed i 90.000 dollari.
Fate un po' i conti e ricaverete quanto guadagnano i narcotrafficanti in un anno. E' evidente, pertanto, l'importanza di questa attività ed il perchè le più varie persone rimangano coinvolte in questo tipo di reato. Quali sono le sostanze che vengono aggiunte? A titolo divulgativo, le sostanze additive che vengono utilizzate per l'elaborazione del cloridrato di cocaina sono il cherosene, la calce, l'acido solforico, il carbonato di sodio, l'acqua, l'acido acetico, il permanganato di potassio, l'ammoniaca, l'etere, l'acetone, l'acido cloridrico e filtro cartaceo.
Contadino non è sinonimo di narcotrafficante. Dove è che ha origine il reato? Ha inizio con la coltivazione pura e semplice della coca? O con la destinazione che viene data al prodotto ed il trattamento cui lo stesso viene sottoposto? Il contadino peruviano viene sfruttato dalle grandi mafie. Il suo guadagno, infatti, è di circa 1.400 dollari per ettaro all'anno, mentre i profitti dei narcos sono astronomici ed oscillano intorno ai 100 miliardi di dollari. Bisogna anche distinguere tra quelle che sono le mafie dai narcotrafficanti che industrializzano la coca e controllano il commercio, e gli agricoltori che, per ragioni di sussistenza, operano nella produzione della foglia di coca. Fino a poco tempo fa, inoltre, prevaleva una visione errata in quanto si confondeva il contadino con il narcotrafficante, mentre adesso è stato riconosciuto che non sono la stessa cosa.
Nell'accordo, tra Perù ed USA, contro il narcotraffico, si afferma che i contadini coltivatori di coca costituiscono una classe economica e sociale molto diversa da quella di cui fanno parte le persone dedite al narcotraffico. La stessa cosa viene riconosciuta dalla Convenzione di Vienna.
Nè dobbiammo chiudere gli occhi davanti alla realtà che abbiamo davanti. L'uso legale di 10.000 tonnellate di coca - che è quanto viene utilizzato, il nostro fabbisogno, diciamo la quantità che utilizzano i contadini - non può infatti giustificare l'esistenza di 290.000 ettari di foglia di coca destinati ad un comprovato utilizzo delittuoso. E' qui che comincia parte del problema.
Esiste, inoltre, una terza concezione errata nella lotta contro il narcotraffico, che è iniziata molto tardi, dal momento che i paesi produttori e consumatori si accusavano gli uni con gli altri di essere i responsabili del problema. I paesi produttori affermavano che all'origine del problema vi era la domanda. Da parte loro, i paesi consumatori sostenevano che senza coca non ci sarebbe droga. Un editoriale del New York Times ha scritto: "Le industrie scompaiono solo quando viene meno la domanda dei loro prodotti.
Grazie a Dio, la discussione è inutile - hanno concluso - dal momento che a livello internazionale è stato consacrato il principio della corresponsabilità o responsabilità condivisa. Dobbiamo preoccuparci non solo del consumo e della destinazione finale della droga, ma anche della sua semina e produzione".
Sviluppo alternativo
Il Perù ha la volontà politica di eliminare gli effetti del narcotraffico. Il Presidente della Repubblica ha adottato al riguardo una specifica iniziativa, nota come dottrina Fujimori. Essa consiste nel combinare la sostituzione delle coltivazioni con un registro federale rurale. In altre parole, dal momento che i contadini non hanno titolo legale di possesso della terra che lavorano - e per questo motivo non possono avere diritto a crediti o prestiti dalla banca agraria e, ancor meno, possono essere autorizzati ad esportare - con questo registro, disposto dal Presidente Fujimori, adesso, sì, che i contadini potranno godere di propri benefici e dare inizio, così, al processo di sostituzione delle coltivazioni, censendole e fiscalizzandole. Son ben 290.000 gli ettari, coltivati a coca e a foglia di coca, che bisogna sostituire. Si tratta di un milione di persone che devono cambiare attività. I dirigenti »cocaleros hanno dichiarato di essere d'accordo ad eliminare le coltivazioni di coca, ma chiedono quale si
a l'alternativa. Queste coltivazioni possono essere sostituite con altri prodotti, quali cacao, olio di palma, caffè, yuca, achote, ecc.; ma non si tratta semplicemente di sostituire una coltivazione con un'altra, quanto di promuovere uno sviluppo alternativo globale. Attualmente, la coltivazione del cacao consentirebbe al contadino un guadagno di dieci volte inferiore a quello che gli assicura oggi la coca. Si tratta, quindi, di considerare anche l'aspetto legato a mercati, strade, trasporti, prezzi e commercializzazione, oltre a quello di una maggiore presenza dello Stato in queste zone, affinchè i contadini non vengano minacciati o siano ostaggi dei narcotrafficanti come succede adesso.
Con l'aiuto degli USA, il Perù ha realizzato vari programmi per la riduzione delle coltivazioni: il CORA (Controllo e Riduzione delle coltivazioni di coca nell'Alto Guyana, che è la più grande zona di produzione di coca nel mondo); il PEA (Programma Speciale dell'Alto Guyana), riuscendo a eliminare 10.000 ettari di piantagioni di coca. A sostegno di questi compiti, collaborano lavoratori e tecnici del Ministero dell'Agricoltura, i quali compiono grandi sforzi, malgrado le condizioni ostili nelle quali sono costretti ad operare. Si è anche notato però che molti contadini abbandonano le loro terre per lavorare nelle zone di produzione della coca. Attualmente, scarseggia la manodopera per la coltivazione lecita. Il Presidente Fujimori ha concesso migliaia di prestiti agricoli ai contadini dell'Alto Guyana, 5.000 titoli relativi a terreni e, attraverso il PEA (Programma Speciale dell'Alto Guyana), 15.000 contadini hanno ricevuto assistenza tecnica, anche se tutti loro si vedono boicottati dall'alleanza narcoterr
orista.
L'obiettivo della lotta antidroga - ha affermato il Presidente - è quello di ottenere una riduzione sostanziale o l'eliminazione totale della coltivazione illegale della foglia di coca e della commercializzazione dei suoi derivati. E per raggiungere questo, è necessario portare avanti uno sviluppo basato sulla creazione di un'economia sociale di mercato, che promuova la realizzazione di attività economiche diverse dalla coltivazione della foglia di coca e dei prodotti che da essa derivano.
Il narcoterrorismo
La lotta antidroga, nel mio paese, è resa ancora più difficile da un'alleanza criminale esistente tra i narcotrafficanti ed i terroristi. I gruppi terroristi »Sendero Luminoso e »Movimiento Revolucionario Tupacamaru finanziano la loro violenza grazie ai narcos, dai quali ottengono il denaro in cambio della protezione che permette loro di portare avanti i propri sporchi affari. Fino a qualche tempo fa, non si era potuto stabilire con certezza l'esistenza di un legame tra terroristi e narcos. Il 22 giugno 1991, l'allora Presidente del Comando Congiunto delle Forze Armate, generale Delaire Arnaldo Belarde, ha denunciato detta alleanza. Da un documento - rinvenuto durante l'operazione »Zarpazo nella regione selvatica del Ucayali - è risultato che i sovversivi si impegnavano a fornire protezione ed a pagare una somma oscillante tra i 6.000 ed i 10.000 dollari, per ogni veivolo atterrato nell'area di produzione della coca. Il contratto è risultato firmato da dirigenti e narcotrafficanti.
»Sendero Luminoso ed il »Movimiento Revolucionario Tupacamaru sono due fazioni terroriste diverse ed in lotta anche fra loro per ottenere il controllo delle zone di produzione della coca e disporre, così, delle risorse economiche e delle armi che consentono loro di sviluppare l'esercito guerrigliero del popolo per la presa del potere politico. La alleanza narcoterrorista cerca di distruggere l'apparato produttivo del paese (industria mineraria, agricoltura ed infrastrutture) e favorisce lo sviluppo del narcotraffico. Attualmente, esercita un'unfluenza distruttiva sulla società peruviana ed il mondo in genere. Questo vincolo criminale ha un impatto destabilizzante e disintegrante sul sistema democratico. Il narcotraffico ha portato delinquenza, corruzione, violenza e distruzione alle nostre città, oltre che dolore e sofferenza a milioni di famiglie. Distrugge la nostra economia ed è un pericolo per la sicurezza nazionale. A causa del loro terribile potere economico, i narcotrafficanti ottengono potere polit
ico e giudiziario fagocitando in questa maniera le nostre istituzioni democratiche. Abbiamo avuto tre parlamentari, legati al narcotraffico, che in passato si sono infiltrati nei regimi del momento, compreso nel Ministero dell'Interno. Attualmente, infatti, risultano detenuti un generale della polizia, José Jorge Sárate, ed i suoi subalterni a seguito di uno scandalo legato alla droga. I narcos avevano perfino un telefono nel Ministero dell'Interno. Inoltre, vi sono stati diplomatici coinvolti, giudici che li rimettevano in libertà ed imponevano pene benigne. Un famoso narcotrafficante, conosciutissimo in tutto il mondo, è stato assolto dalla Corte Suprema ed un altro condannato, Alba de Calderón, aveva in casa sua un vero e proprio laboratorio. Al narcotrafficante Lambert è stata concessa la libertà condizionale. Il generale Sárate ha goduto di uno sconto di pena e si è scoperto che il tristemente celebre narcotrafficante Reinaldo Rodriguez Lopez viveva in una cella dotata di aria condizionata, frigorifero,
bar e televisione a colori, vale a dire l'equivalente di una camera di albergo a cinque stelle. Il recente ingresso delle forze armate e di polizia nell'amministrazione carceraria ha posto fine alle carceri d'oro.
Narcoeconomia
Per quanto riguarda l'economia, il narcotraffico promuove un'economia speculativa e si sostituisce a quella ufficiale, assicurando profitti rapidi e facili. L'effetto è visibile nel tipo di trasformazione che è dannosa per il paese, in quanto si scontra con la politica di assetto e accelera la crescita dell'inflazione, la cui riduzione rappresenta la base politica, la base economica dell'attuale governo.
Il narcotraffico assicura entrate per circa 800 milioni nell'economia nazionale, ed il risultato è che i narcodollari stanno mettendo fuori concorrenza i settori in cui abbiamo vantaggi comparativi. L'industria mineraria è collassata. Le esportazioni non possono essere concorrenziali per via del dollaro basso, e le importazioni soffocano le nostre industrie. A questo, dobbiamo aggiungere i costi della guerra contro il narcoterrorismo e la sua azione distruttiva che superano i 20 milioni di dollari, una somma equivalente al debito estero del mio paese. Tutto questo obbliga anche ad effettuare controlli maggiori, per evitare che la politica monetaria sia sottomessa ai narcodollari.
Misure straordinarie
Il Presidente Fujimori ha sottolineato come il problema più grave che il Perù si trova ad affrontare sia il narcoterrorismo ed ha aggiunto che se non fosse per questo, tutti gli altri problemi potrebbero essere risolti. Devo dire che nel mio paese la corruzione aveva preso il sopravvento sulla democrazia al punto da attentare alla sicurezza nazionale ed alla sopravvivenza della Repubblica stessa. Ed è proprio per questo motivo, che lo scorso 5 aprile il Presidente Fujimori ha adottato delle misure straordinarie e, al tempo stesso, transitorie, proprio con il fine di preservare la democrazia, evitare l'impunità, sanzionare l'immoralità e restituire ai peruviani la fiducia, evitando così di far cadere il paese nelle mani del narcoterrorismo. Da molteplici sondaggi compiuti al riguardo, è emerso che il 90% dei peruviani appoggia il Presidente della Repubblica per le misure adottate. Platone affermava che in democrazia si vive la dura dittatura delle leggi e le leggi nascono proprio dal Parlamento. Ma questo P
arlamento, questo Congresso Peruviano non legislava, non dava leggi, dedito come era ad ostacolare le azioni del potere esecutivo. L'intero programma antidroga è partito dalla Presidenza della Repubblica. Il Congresso Peruviano non ha voluto approvare la legge mediante la quale il governo sanziona penalmente il riciclaggio di capitali provenienti dal narcotraffico. Si è proceduto a destituire giudici corrotti, compresi i magistrati della Corte Suprema che hanno rimesso in libertà per mancanza di prove il leader terrorista Ismael Guzmán, capo di Sendero Luminoso. Dall'altra parte, ci sarà una rotazione permanente del personale militare e di polizia che verrà inviato alle zone di produzione della coca, e detto personale dovrà rendere delle dichiarazioni giurate prima e dopo aver prestato servizio in tali zone. Questo non vale solo per loro, a livello personale, ma anche per le loro mogli e le loro famiglie. Il governo è d'accordo circa l'estradizione dei narcotrafficanti ed ha cominciato a mettere a punto la c
reazione di un comitato contro la corruzione, che prevenga, indaghi e persegua i casi che potranno verificarsi. Sono state altresì decretate pene più severe contro i funzionari dello Stato che prendano parte al narcotraffico o coprano i narcotrafficanti. E' previsto l'ergastolo per i terroristi ed è possibile che venga introdotta la pena di morte, previa consultazione popolare. Attualmente, la forza aerea ha un maggiore controllo aereo, vale a dire, controlla aeroporti ed il suo personale presta servizio nelle torri di controllo degli aeroporti della selva, allo scopo di controllare il traffico aereo ed evitare, in questa maniera, che questo possa essere diretto da persone interessate a favorire i narcotrafficanti. Per garantire una maggiore sicurezza, vi sarà una rotazione periodica di tale personale, anche alla luce delle voci circa la partenza dal paese di dieci veivoli con un carico di pasta di cocaina, sotto forma di alette. Il Presidente della Repubblica ha dichiarato: "Non permetteremo che a livello
internazionale ci si consideri come un paese infiacchito, che versa in uno stato di corruzione e sospetti internazionali, riducendo la fiducia della comunità delle nazioni ed aumentando la nostra emarginazione."
Operazioni
Negli ultimi anni sono state sviluppate numerose operazioni destinate a distruggere parte delle decine di piste di atterraggio clandestine esistenti. Oltre a centri di elaborazione, di stoccaggio della pasta di cocaina, vi sono state le famose operazioni »Condor , finanziate dagli Stati Uniti, nonchè la costruzione della base di Santa Lucia nella selva - estremamente importante nella lotta antidroga - a spese sempre degli statunitensi, i quali ci sostengono validamente anche con satelliti e radars. Nella selva intervengono cacciabombardieri, »tucani e veivoli di marca italiana, e si utilizzano elicotteri N-25 per la loro grande versatilità. Questo non significa che il Perù si sia trasformato in un nuovo Vietnam: è semplicemente per individuare e lottare le manifestazioni di violenza che traggono forza dalla droga. Sono stati abbattuti numerosi veivoli dei narcos. Numerose vittorie sono state riportate a livello di combattimento vero e proprio. Le Forze Armate stanno offrendo sicurezza in alcune zone del Guy
ana, ma i tagli al bilancio non consentono sforzi maggiori e manca la continuità. La forza aerea non controlla permanentemente il passaggio aereo per questo motivo: mancanza di risorse economiche. Questa mattina - mi sembra opportuno parlarne - la signorina Emerson ha fatto riferimento all'abbattimento di un aereo statunitense e alle ripercussioni di questo episodio, trattandosi di un aereo impegnato nella lotta antidroga. Devo dire che, ad onore del vero, detto aereo veniva da una zona in cui c'era molta droga. Ha cambiato rotta, ha cambiato la rotta che gli era stata indicata dal governo peruviano, e si è diretto ad un altro spazio aereo - diciamo del Perù - all'interno del Perù, dal momento che il Perù riconosce le 200 miglia del mare territoriale. Gli Stati Uniti riconoscono solo 12 miglia. Ossia il problema era che l'aereo in questione non è stato nemmeno abbattuto. Questo aereo, vi sono stati alcuni spari perchè non hanno risposto alla richiesta di atterraggio fino all'atterraggio stesso. E' un problem
a che esite. Al riguardo, c'è una commissione di inchiesta sia del governo statunitense che del governo peruviano, anche se io non ho voluto toccare questo argomento in questa sede in quanto non ha alcuna relazione con il problema della droga nel mio paese. Il Perù sostiene che l'aereo si trovava all'interno del territorio nazionale e che inoltre non aveva la bandiera, nemmeno statunitense, che si trattava di un aereo senza insegne, mentre da parte loro gli Stati Uniti sostengono che sì aveva il permesso e che invece si trovava nella zona aerea internazionale. Si tratta di un problema che entrambi i governi cercheranno di risolvere e non mi sembra opportuno aggiungere altra legna al fuoco.
La polizia si fa carico del peso maggiore della lotta antidroga. L'anno scorso sono stati arrestati 1.000 trafficanti, confiscate 75 tonnellate di foglia e coca, pasta di cocaina e cloridrato di cocaina, nonchè 6 veivoli. Sono state sgominate 31 organizzazioni criminali, 10 delle quali erano straniere. Sono state sequestrate 45 tonnellate di acido solforico, 53 tonnellate di carbonato di sodio, 18 tonnellate di acetone e 2.500 chili di acido cloridrico. Anche le forze doganali, particolarmente nell'aeroporto internazionale di Lima, sono impegnate in un lavoro straordinario. Sono state inoltre scoperte varie navi che trasportavano droga. Il Sottosegretario di Stato degli USA per gli Affari Latino-Americani, Bernard Aronson, ha affermato che gli Stati Uniti riconoscono i risultati latinoamericani, ottenuti nella guerra contro la droga, ma che si tratta ancora di sforzi insufficienti di fronte alle dimensioni gigantesche del narcotraffico. In un paese povero come il nostro, cosa può fare la gente? L'aiuto dell'
Occidente si rende sempre più necessario.
Ambiente
A coronamento di tutti i mali citati, voglio ricordare che il narcotraffico sta provocando la distruzione del polmone del mondo, la selva amazzonica, degradando in maniera irreversibile l'ambiente. Ciò si deve all'impulso dato alle coltivazioni illegali di coca, responsabili della deforestazione ottenuta con l'abbattimento indiscriminato di boschi e dell'inquinamento di oltre un centinaio di fiumi, a causa dei rifiuti chimici durante la trasformazione della foglia di coca. Migliaia di litri di acido solforico, benzina, cherosene e insetticidi finiscono nei fiumi. La produzione della cocaina è responsabile della distruzione di oltre 1.600.000 acri di selva amazzonica.
Invasione colombiana
Per quanto riguarda il Perù, non dimentichiamo l'esistenza di un altro problema. La straordinaria opera antidroga del governo colombiano, dei presidenti Gavidia e Barco, ha infatti provocato una penetrazione delle mafie colombiane nel nostro territorio, che minacciano così di trasformare il nostro paese in una polveriera. Il numero di laboratori è cresciuto. Parimenti, si è avuto un incremento della produzione di cloridrato di cocaina, di elevata purezza. Ultimamente, infine, sono state individuate piantagioni di papavero, materia prima dell'eroina, il cui valore è di 150.000 dollari al chilogrammo. In considerazione di tutti questi elementi, dobbiamo evitare la formazione di cartelli - così come è avvenuto in Colombia - con le inevitabili sequele di sangue e violenza ad essi connesse.
Altri mercati
Secondo gli ultimi dati del governo statunitense, negli Stati Uniti si è registrata una diminuzione del 35% nel consumo di droghe, a seguito delle azioni di prevenzione, interdizione e repressione. Ciò fa sì che la droga sia alla ricerca di altri mercati, come quello europeo, quello giapponese, e, su scala minore, il mercato interno peruviano - per il prezzo, tra gli altri. I narcotrafficanti non perdono. La cocaina è un grande affare ed una grande tragedia. A causa del suo consumo, 200.000 neonati negli USA nascono con danni irreversibili al cervello ed un milione di bambini sono privi di attività cerebrale a causa del crack, che è un prodotto di scarto della pasta di cocaina. Nel 1987 sono penetrate in Europa 40 tonnellate di cocaina e si afferma che lo scorso anno ne è penetrato il doppio. Secondo fonti di intelligence, i porti di entrata sono le spiagge di Italia, Spagna e Francia. E, nel caso di Italia - abbiamo già visto - i narcos colombiani e sudamericani ricevono la cooperazione delle mafie italiane
. Tra i nostri Paesi e l' Europa esiste solo un coordinamento minimo a livello di forze di intelligence, ed è giunto il momento che si prenda coscienza di questa grave minaccia e la si affronti con azioni congiunte, pianificate e permanenti.
Azioni contro il narcotraffico
1. Per una lotta integrale nel mio Paese contro il narcotraffico, sarà necessario rivedere il codice penale laddove si depenalizzano il consumo e la detenzione di dosi personali di stupefacenti. Credo che nel caso dei consumatori, essi possano venire penalizzati ricorrendo ad impieghi municipali sottopagati.
Un altro punto negativo è che è stata definalizzata la coltivazione di coca, per cui le grandi organizzazioni criminali possono comprare terreni per i loro fini illeciti. Il codice penale del mio paese deve distinguere tra coltivazione per uso tradizionale e coltivazione per usi illeciti. Infine, questo nuovo codice penale non entra oggi in vigore, a causa delle misure straordinarie adottate ultimamente dal Presidente Fujimori.
2. Sebbene in Perù sia stato creato per legge un organismo denominato IDEA (Istituto per lo Sviluppo Alternativo) per la sostituzione delle coltivazioni, è necessario che dello stesso entri a far parte un Comando Unificato che diriga anche la lotta contro il narcotraffico.
3. E' necessario che la Comunità Internazionale, in particolare Europa e Giappone, ci aiutino nel finanziamento e nella realizzazione della sostituzione delle coltivazioni. Il Perù, per quanti ulteriori sforzi potrà compiere, non dispone di mezzi per sostituire le coltivazioni su grande scala. Gli Stati Uniti di America stanno cooperando nella misura in cui possono, ma sembra che gli Europei dicano che debbano essere gli USA a farsi carico di questo problema, dal momento che essi ancora non lo avvertono o lo avvertono molto poco. Infine, qualsiasi progetto che potrete, che potrà essere finanziato, da parte nostra ci sarà il fattore sicurezza.
4. Rinforzando il sistema giudiziario, in Perù è necessario reintrodurre la pena di morte per i narcoterroristi. Non devono esistere pene benigne, libertà provvisorie, nè alcun beneficio di sorta. Bisogna intervenire penalmente sui vari anelli della catena, riconoscendo responsabilità diverse al produttore illecito, al narcotrafficante ed al consumatore.
5. La repressione non dovrà essere l'unica via. E nemmeno l'eliminazione obbligatoria delle coltivazioni, dal momento che non sortirebbe effetto e si aggraverebbe la situazione sociale, spingendo il contadino nelle braccia terroriste di Sendero. Voglio ribadire che il programma di Sviluppo Alternativo consentirà alla popolazione di tornare alla legalità.
6. Una situazione più fattibile sarebbe l'industrializzazione della foglia di coca a fini medici e per altri prodotti. I nostri fratelli boliviani in questo senso sono più avanti di noi. Esistono rimedi contro il mal di stomaco, rimedi per la perdita di peso, rimedi contro la tosse, paste dentifricie. I boliviani, sì, in questo hanno compiuti grandi progressi.
Il Perù è fermamente intenzionato a combattere il narcotraffico, ma abbiamo bisogno di risorse economiche. Rinviare a domani l'appoggio di cui oggi abbiamo bisogno, significherebbe intervenire ormai tardi. Il Perù ha bisogno di risorse economiche, non solo per risolvere il suo problema del debito esterno ma anche per programmi sociali di emergenza: programmi per preservare l'equilibrio ecologico, la salute della collettività, l'istruzione, la cooperazione in materia di informazione ed intelligence, per scorte militari, etc. La cooperazione che chiediamo può essere soggetta ai progressi che faremo contro il terrorismo. E, infine, il narcotraffico è ormai un fenomeno globale che interessa la sicurezza collettiva del pianeta, alla stregua della fame e dell'inquinamento ambientale. E' necessario porre l'accento sulla prevenzione e l'interdizione. Le vittime del narcotraffico sono i contadini, la gente che consuma droga, l'umanità.
Il denaro va a finire in un gran »salvadanaio o nelle banche europee o di Miami. Dobbiamo seguire il tragitto dei capitali sporchi e perseguire con vigore le organizzazioni criminali. I colpi più dolorosi che potremo infliggere ai narcos saranno proprio i sequestri dei loro capitali. Come parte della strategia per l'eliminazione del narcotraffico, i paesi industrializzati dovranno adottare meccanismi di controllo per la vendita dei prodotti chimici che vengono elaborati nel loro territorio. Germania e Canada, per esempio, per quanto riguarda l'acido solforico ed il permanganato di potassio (quest'ultimo viene utilizzato prevalentemente nell'industria tessile e del vetro). Al tempo stesso, dovranno impedire il riciclaggio di dollari mediante la creazione di banche di dati finanziari che permettano di seguire tutti quei fondi la cui provenienza risulti essere sospetta. Inoltre, dovranno effettuare controlli sulle armi e sugli accordi per l'importazione di beni, oltre a rinforzare anche le rispettive dogane. I
o sono giunto domenica, all'aeroporto di Fiumicino. Sono sceso, ho mostrato il mio passaporto e sono uscito con la mia valigia contenente 30 chilogrammi di oggetti, che avevo portato con me, senza che qualcuno mi controllasse. Avrei potuto avere con me anche trenta chili di droga. Ma... chissà...forse, sarà dipeso dal fatto che ho le fattezze di un europeo, ma i narcotrafficanti non hanno odore, nè razza, nè religione.
Signori, non tutto è denaro. Abbiamo bisogno della vostra scienza e della vostra tecnologia. Abbiamo bisogno non solo che i vostri scienziati studino le proprietà della foglia di coca, ma anche che venga studiato il perchè la gente si droga. Non si tratta, infatti, solo di combattere il cloridrato di cocaina - dal momento che la gente può sempre ricorrere ad un'altra droga sintetica o naturale - ma è altresì necessario risolvere il problema della perdita di valori, della mancanza di fede, per evitare che l'uomo si rifugi nella droga. Sarebbe necessario che ci chiedessimo in quali società esiste il maggiore stress, il maggior numero di attacchi cardiaci, il maggior numero di attacchi cerebrali, le maggiori tensioni. E' necessario risolvere questo problema costruendo una società giusta e migliore, sia nelle nostre società povere quanto nelle società ricche. Molte grazie.