Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 27 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza droga
Partito Radicale Paolo - 5 luglio 1992
Cecoslovacchia
LA NARCOMAFIA CERCA DI CONQUISTARE IL NOSTRO MERCATO?

DROGHE (PER ORA) ILLEGALI

Con questo titolo il quotidiano ceco »Telegraf del 3 luglio 1992 pubblica il seguente articolo firmato da Miloslav Frydl (che si occupa anche del Partito radicale).

Ci sono da 30 a 40 mila tossicodipendenti in Cecoslovacchia. Nonostante la Cecoslovacchia tolleri più di prima questa deviazione, l'86% dei Cechi e il 94% degli Slovacchi sono per l'obbligatorietà delle cure mediche per i tossicomani. Tale il risultato della ricerca condotta nel mese di giugno dall'Istituto dell'Opinione pubblica.

Dei 1252 cittadini cecoslovacchi intervistati, il 56% si è espresso contro la distribuzione controllata della droga. Il 35% è invece d'accordo.

Chi è per la legalizzazione della droga è la fondazione praghese "Drop-in". Questa organizzazione non-governativa (che a suo tempo agiva nell'ambito della II Clinica-sanatorio della Facoltà di Medicina) è ora autonoma, finanziata in parte da donatori svizzeri e in parte da cecoslovacchi. Le opinioni e i progetti della gente della fondazione sono, agli occhi di alcuni esperti, rivoluzionari; altri li considerano interessanti, originali; altri ancora (la maggioranza) li vedono come insensati.

Cosa vuole Drop-in? Dice Ivan Douda, psicologo: »Non ci facciamo illusioni sulla possibilità di risolvere questo problema. Noi siamo per la strategia che porterà alla diminuzione della piaga. Cerchiamo di imporre la possibilità di rifornirsi liberamente di siringhe e di aghi, la possibilità per il tossicodipendente di ottenere droga su ordinazione medica. Cerchiamo di imporre il cosiddetto programma metadone. Sprecare soldi nella querra contro la droga, spenderli per la polizia, magistrati e avvocati, non ha senso.

Secondo Drop-in è tutto molto facile. La droga sarà legalizzata, ai "bravi tossicomani" sarà offerto come surrogato il metadone. Questi poi, in cambio, rinunceranno a distruggere e rompere, a svaligiare farmacie, a trovare i soldi per comprarsi "l'erba" vendendo droga ai bambini. Fidarsi della coscienza di un tossicomane, del suo fair play, del suo buon senso è però un grosso rischio. Bisogna tenere conto dell'aumento continuo dei loro bisogni e della loro esigenza di dosi sempre maggiori. Il carosello prende velocità e c'è una sola cosa che può fermarlo: ogni tossicodipendente sa bene che cosa vuol dire trovare la vena aurea...

Quelli che sono per la "liberalizzazione della droga" e i critici delle misure prese finora (I.Douda: »Secondo il modello americano cerchiamo di costituire il comunismo delle droghe... ) danno come esempio la politica liberale inglese in questo campo.

L'opinione di Slavomil Hubalek, portavoce dell'(oggi ex) Ministro della sanità, è un po' diversa: »Il Ministero della Sanità della Repubblica ceca deve rispettare le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, del Consiglio d'Europa e del Gruppo Pompidou relative alla politica sulla droga. Tutte raccomandano la massima prudenza, accentuando il lato della prevenzione, senza però raccomandare -tra le misure di prevenzione- la semplice legalizzazione. La nostra legislazione nel campo della politica anti-droga è fra le più liberali del mondo. Si punisce soltanto lo spaccio, e non chi fa uso di stupefacenti.

Siamo per la prevenzione, perché sia impedito il trasporto, perché si proceda contro gli spacciatori e perché non si permetta alla mafia di stabilire sue strutture nel nostro paese .

Secondo il Dr. Hubalek la narcomafia cerca tutte le strade, compreso il programma metadone, per penetrare sul mercato. E' un affare da 500 miliardi di dollari l'anno. Il portavoce pensa che alcuni di quelli che cercano con veemenza di legalizzare la droga svolgevano delle attività nell'ambito del Partito radicale transnazionale che, come è noto, è la longa manus della mafia italiana. Ad ogni modo, qualsiasi cambiamento della nostra politica ufficiale anti droga è di competenza del nuovo governo.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail