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Conferenza droga
Parrella Bernardo - 8 luglio 1992
CARO CORA, NON CI SIAMO....

1.Certo, bene fa il CORA a battere il ferro (Violante & co.) finche' e'

caldo... E ancor meglio fa quando invita il PDS a "continuare la riflessione

sulla legalizzazione di tutte le droghe". Certo, (anche) questo è fare

antiproibizionismo.

Ma chiedo: se il CORA in quanto tale avesse dimostrato solo metà della stessa

attenzione verso quelle iniziative di disobbedienza civile che avevano il

medesimo obiettivo (differenziazione del mercato delle sostanze illegali), non

sarebbe stato politicamente più corretto ed utile? E la virtù non radicale del

settarismo, vale solo per l'esterno?

2.Prima ancora che le sconfitte, credo siano gli errori e le scelte politiche

sbagliate a tradursi in "anni di sofferenza per la gente di cui crediamo di

interpretare gli interessi". Proporre unicamente ragionevolezza e programmi

minimi, lavorare quasi esclusivamente a livello istituzionale/parlamentare,

innalzare a centralità le dichiarazioni di Violante, Dell'Unto e altri: a

questo si è ridotto il CORA? E la sua mancata crescita (di iscritti e/o

aderenti come di legittimità reale) penso sia l'effetto primario della scelta

politica di fondo di non volersi confrontare con i molteplici aspetti insiti

nella questione antiproibizionista. Informazione specifica su storia, costumi,

usi e abusi delle diverse sostanze, differenziazione del mercato delle

non-droghe da quello delle "droghe pesanti", riaffermazione del principio della

libertà individuale: questi solo alcuni dei fronti da rendere operativi da

subito! Oggi, fare antiproibizionismo - come battaglia di libertà e di civiltà

- vuol dire soprattutto sporcarsi le mani, confrontarsi di continuo con la

gente comune, stare nelle strade e nelle piazze insieme a tossicodipendenti e

consumatori, lanciare chiari segnali di cultura non-proibizionista e

non-punitiva. Mi pare che il CORA di oggi (e anche di ieri, direi) ben poco

abbia a che fare con tutto ciò. O sbaglio?

3. E visto che il Congresso è nuovamente saltato (privilegiando ancora le

questioni strettamente governative/istituzionali a fronte di urgenti confronti

ad ampio raggio), ecco qui tre rapide proposte:

a) sciogliamo il CORA in situazioni di movimento, senza segreteria e/o

dirigenza ma con coordinatori/trici locali (non coincidenti con i vari

consiglieri, please!)

b) riversiamo il patrimonio politico/istituzionale messo su in questi anni alla

LIA, attivandone da subito la struttura dirigenziale ed operativa.

c) costruiamo degli intergruppi militanti, informativi, culturali dove far

confluire chiunque voglia concretamente lavorare per obiettivi precisi, anche

in vista del referendum del '93 (Corte Costituzionale permettendo).

Mi fermo qui, per ora. Thanx. Bernardo Parrella.

 
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