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Conferenza droga
Cucco Enzo - 9 luglio 1992
CORA - CASIGLIANI

Intervento di Iolanda Casigliani sul CORA.

Carissimi lettori di Agorà, la polemica scaturita in queste ultime ore, dalle dichiarazioni di Violante, Taradash, Enzo Cucco e altri, mi stimolano alcune riflessioni che desidero per la prima volta comunicare in Agorà. La prima considerazione che ho potuto fare lavorando per la disobbedienza civile davanti alle Prefetture, è stata quella di constatare la mancanza di rapporti significativi tra gli eletti Antiproibizionisti (salvo qualche eccezione) ed i consumatori di droghe illegali. Un distacco dovuto certamente alla difficoltà di entrare in rapporto con un ambiente di non facile approccio, ma anche da una serie di preconcetti e di opportunismi politici che non hanno giovato al lavoro antiproibizionista che gli eletti, con il mandato attribuito loro dall'elettorato, erano stati chiamati a svolgere: un lavoro di collegamento tra le Istituzioni ed il mondo sommerso (perchè clandestino) del consumo di droghe illegali. E fra questi consumatori ci sono i tossicodipendenti che muoiono di overdose, si contagiano

Hiv e Hbv, rubano e vanno in galera, muoiono di Aids; ed i consumatori di droghe leggere che a migliaia anche loro vivono persecuzioni di ogni tipo: fermi, perquisizioni, colloqui dal Prefetto, invio ai Servizi, pipì tutte le settimane, analisi del capello, sanzioni, ritiro della patente, del passaporto, galera. E tutti insieme costoro foraggiano con il loro consumo le casse della criminalità organizzata. Sono i molteplici aspetti di una legge tutta sbagliata, tutta da cancellare e da riscrivere. Ma sappiamo che la politica, soprattutto la nostra, si fonda sull'individuazione di obiettivi raggiungibili considerati di possibile realizzazione. E così a piccoli passi abbiamo ottenuto spesso grandi cambiamenti. Caro Taradash, stai conducendo il giochino del tirare lo schiaffo e nascondere la mano: al Congresso del PR nella runione del CORA, avendoti rinmproverato di non mettere in atto la mozione, mi hai risposto che la mozione del CORA '91 non faceva riferimento alla divisione dei due mercati, ma alla risoluzio

ne di Francoforte, al punto 3 comma 2 la risoluzione parla di divisione dei due mercati.

Ora fai riferimento al programma minimo che conclude il libro di Manconi e che al punto 7 chiede la depenalizzazione del consumo e della coltivazione di Cannabis. Allora, firmi i documenti eppoi alla messa in atto di ciò che hai scritto di volere, ritiri frettolosamente la mano e blocchi come puoi qualunque iniziativa politica rivolta a questo. Continui poi ad attribuirci delle false intenzioni, e su queste false premesse dai vita alla tua contestazione. Parli di chi ha disobbedito alla 162 sul fronte delle droghe leggere come di coloro che pongono al centro della propria iniziativa politica antiproibizionista la separazione dei due mercati e continui a non tener conto di ciò che dimostra il contrario. Nessuno di noi ha mai sostenuto che questo sia il problema centrale. Non comprendi o non vuoi comprendere la differenza che c'è tra priorità e gradualità. Questo sarebbe soltanto il primo passo per una diversa politica sulle droghe ed avrebbe, soprattutto se noi fossimo in grado di lavorare efficamente, un eff

etto valanga rispetto a tutte le droghe. Così è stato ed è in Olanda, in Inghilterra, in Svizzera......non vedo proprio perchè in Italia dovrebbe invece significare un arretramento rispetto al nostro discorso complessivo. Ti ricordo inoltre che lavorare per questo vuol dire applicare appieno la politica di "riduzione del danno". Ti faccio anche presente che mi onoro di aver contribuito alla fondazione e conduzione di una Associazione di e per persone sieropositive che si è distinta in Italia e fuori per il livello di grande politicizzazione dei suoi componenti e sta portando avanti attraverso mille difficoltà una politica antiproibizionista fra decine di associazioni assai riluttanti. Così come me, tutte le persone che hanno disobbedito davanti alle Prefetture si occupano della legge 162 come Antiproibizionisti attaccandola su vari fronti. Solo tu ti ostini a dare voti e pagelle alle varie iniziative bocciando quelle che non sono tue. I consumatori di droghe leggere non sono soggetti politici, non sono emarg

inati, non è un mercato della Mafia, poi correggi il tiro e dici che non produce guadagni lauti come l'eroina.....insomma, adduci una serie di motivazioni capziose che ti vengono regolarmente, quanto inutilmente contestate. Vorrei sapere perchè ti ostini a dare del minoritario a chi sta semplicemente cercando di essere pragmatico ed un pò più concreto. Mi chiedo anche perchè l'Italia, unica nazione ad avere espresso un Parlamentare Antiproibizionista, abbia una legge fra le più retrive e repressive ma soprattutto un'applicazione della stessa che ha creato le catastrofiche conseguenze che sappiamo.

Persino in Germania, dove vige una legge alquanto repressiva esistono gli Yunkies Rooms sintomo senz'altro di maggiore tolleranza e ragionevolezza. E là non c'è il CORA ma dei gruppi di consumatori ed ex-consumatori come gli JES.

Non si chiede al Cora di diventare un sindacato di consumatori ma un pò più di attenzione verso le "sofferenze per la gente di cui crediamo di interpretare gli interessi" non guasterebbe proprio.

E quale migliore testimonianza di rispetto ed attenzione che dichiarare, come hai fatto alcune settimane fa al Mauizio Costanzo Show, precedendo nel tempo e superando nelle intenzioni il Ministro Marini, che "certamente i consumatori di droga non potranno fare i piloti di aereo ma il mestiere di facchino possono benissimo svolgerlo"!?!

Ora una personale ed amara considerazione: in quindici anni di battaglia antiproibizionista e contro l'abuso di droghe, i miei più accaniti oppositori non appartengono solo alla schiera dei proibizionisti: tanto brutale è stato a volte il boicottaggio da lambirmi persino il sospetto che anche tra gli Antiproibizionisti ci sia chi in questo regime proibizionista ha interesse a "marciarci" ancora un pò e con l'alibi del "o tutto o niente" tende a rallentare anzichè far procedere e strappare tutto il possibile. Un ultima perplessità la voglio esprimere circa il motivo per cui dovremmo regalare al PDS una conquista nostra seppur piccola, minima ma significativa della politica Antiproibizionista; per poi essere costretti, come ora per l'aborto, a fare la cronologia dei fatti per ristabilire la verità e non per rivendicare primogeniture ma per raccogliere almeno un pò di ciò che si è seminato.

A tutti un caloroso saluto con la speranza di vederci presto in Congresso,

Iolanda Casigliani

 
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