ROMA, 10 LUG 92 - Potrebbe riguardare circa 400
detenuti il decreto legge varato oggi dal consiglio dei
ministri su aids e carceri . Tanti infatti,
secondo Giuseppe Visco, membro della commissione nazionale aids,
sono i malati di aids conclamato detenuti per i quali il
provvedimento prevede la possibilita' del giudice di disporre il
ricovero provvisorio nelle strutture sanitarie. La commissione
nazionale aids calcola che i detenuti sieropositivi sono circa
4300 pari al 10% della popolazione carceraria, gran parte della
quale (circa un terzo) e' costituita da tossicodipendenti.
''Quella di oggi e' una decisione importante - ha detto Visco -
che apre finalmente uno spiraglio per la soluzione di un
problema scottante. Il successivo decreto da parte del ministro
della Sanita' dovrebbe dare indicazioni precise; come per
esempio stabilire i criteri di incompatibilita' con lo stato di
detenzione e il ricorso a strutture sanitarie come i reparti
ospedalieri di malattie infettive, il ricorso ai day hospital e
in alcuni casi alle cure domiciliari''. In particolare, su
proposta di un gruppo di lavoro della commissione aids, si
prevede la totale incompatibilita' con la detenzione nei casi
gravi come un particolare indebolimento delle diferse
immunitarie ( con linfociti CD4 minore di 100)e nello stato di
aids dementia complex. Per altre coindizioni intermedie si
valutera' caso per caso.
- Le associazioni di volontariato
esprimono soddisfazione per il provvedimento di oggi, anche se
con qualche riserva per la sua fase applicativa. ''Il decreto
varato oggi dal Consiglio dei Ministri - ha commentato don
Ciotti del Gruppo Abele - pare indicare positivamente una nuova
e concreta attenzione al problema drammatico dei detenuti
sieropositivi e di quelli tossicodipendenti. L'auspicio - ha
proseguito - e' che esso introduca criteri certi e tassativi,
che garantiscono l'effettiva scarcerazione dei detenuti malati,
sottraendoli a quella discrezionalita' che fino ad ora aveva
prodotto un continuo gioco di rimando fra carceri ed ospedali''.
Positivo anche il commento di Marco Barbieri dell'Arcigay, che
ha pero' annunciato ''battaglia'' sui criteri che stabiliranno
l'incompatibilita' con il sistema carcerario. Su questo aspetto,
il segretario nazionale della Lega per la lotta all'Aids,
Vittorio Agnoletto, ha contestato i criteri definiti a riguardo
dalla Commissione nazionale Aids. ''Contestiamo in particolare -
ha precisato - il limite fissato per definire il 'grado di
indebolimento' del sistema immunitario del malato, perche'
troppo basso''. Luigi Cerina, presidente del Coordinamento
persone sieropositive, ha auspicato una pronta attuazione del
decreto, nella speranza che ''spetti al malato e non ai
direttori dei carceri, la richiesta di scarcerazione''.