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Conferenza droga
Porcelli Gaetano - 20 luglio 1992
Terza ed ultima parte (Della cortesia, ovvero)
Cara Dora,

un aspetto dell'uso del linguaggio cui siamo immediatamente sensibili

anche senza la minima preparazione è quello che riguarda i rapporti del

vivere sociale: le convenzioni linguistiche, le buone maniere nel

parlare, in una parola la cortesia.

Certo, la cortesia comporta anche altri tipi di comportamento oltre a

quello verbale, dal vestire alla posizione del corpo, ai gesti, ma il

codice verbale è tra i più importanti, e si può essere perfettamente

cortesi o scortesi anche in una conversazione telematica, fuori quindi

di ogni altro intervento.

La cortesia verbale ha vari scopi, e innanzitutto quello di tradurre nella

gamma di espressioni disponibili il rapporto sociale che c'è tra noi e

l'interlocutore, cioè le rispettive posizioni nella scala sociale; ma

perchè sia raggiunto l'effetto voluto, cioè l'esser cortesi, è necessario

ancora che il parlante abbassi leggermente il proprio status o innalzi

leggermente quello dell'interlocutore, o anche faccia ambedue le cose.

Spesso questo rapporto è impostato fin dalle forme iniziali che aprono

l'incontro, e che possono essere in chiave scherzosa, cerimoniosa, in

tono freddo, distratto, compunto. Queste modificazioni dello status

effettivo devono essere appropriate alla situazione e ai partecipanti,

perchè ogni eccesso otterrebbe un risultato esattamente opposto: la

formula usata, nel suo contraddire troppo manifestamente i reali rapporti

di status suonerebbe falsa, o derisoria, o alla meglio, ironica.

Gli elementi usati sono, in italiano, la scelta tra il tu e il Lei, l'uso

del nome o del cognome, la formulazione della frase, l'aggiunta di

allocutivi, cioe' di elementi che richiamano e definiscono l'interlocutore

infine le formule stereotipe e in qualche caso di espletivi.

C'è invece un voluto e calibrato uso dei meccanismi della cortesia per

ottenere (Cara Dora) l'effeto opposto, l'imbarazzo dell'interlocutore.

Alcuni di questi meccanismi sono il rimanere in silenzio dove ci si

apetterebbe una risposta, l'uso del Lei invece di un possibile tu, l'uso

del cognome (Cara Dora) al posto del ben conosciuto nome, un tono

impersonale e neutro invece di un tono cordiale, un vocabolario

volutamente irrigidito e preciso ecc...

Naturalmente questo comportamento può essere messo in atto solamente da chi

è in posizione più alta perchè presuppone la scelta; chi non può scegliere

non può non essere cortese.

Bacioni Gaetano

 
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