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Conferenza droga
Cucco Enzo - 21 luglio 1992
VIOLANTE E LA DROGA
APPUNTI PRESI AL DIBATTITO "CENT'ANNI DI MAFIA" FESTA DELL'UNITA' DI S.AMBROGIO DI TORINO - 19 luglio 1992

I relatori del dibattito erano: Giancarlo Caselli (magistrato), Carlo Federico Grosso (docente universitario e vicepresidente del Consiglio regionale), Luciano Violante (responsabile PDS per i problemi della giustizia).

Il dibattito si è svolto subito dopo la notizia dell'attentato di Palermo.

CASELLI

Illustra la vicenda del "pool antimafia". Accusa chi ha attaccato tale esperienza ed i giudici in generale: "Il caso Tortora è uno ...". "E' guerra...".

Denuncia la crisi del controllo di legalità (cita la legge "antidroga": una legge-manifesto senza controlli sulla sua attuazione).

Il magistrato Colombo propone il condono per le tangenti? Si vede che conosce il livello di sfascio del sistema!

GROSSO

La mafia è una cosa diversa dal regime della corruzione; la mafia non può essere combattuta con i normali strumenti giudiziari.

VIOLANTE

"Cosa Nostra" investe in Calabria; a Reggio non si uccide più da mesi. Si stà formando una Cupola anche per le famiglie calabresi.

La DIA ha solo 200 uomini (sui 3.000 previsti).

Il Ministero del Tesoro si oppone duramente all'attuazione della legge anti-riciclaggio.

Ci sono state 113 leggi sull'ordine pubblico dal 1982 ad oggi (1 ogni 35 giorni).

Non occorrono leggi speciali.

La mafia poteva essere vinta già in passato: nel 1963, dopo la strage di Ciaculli, la reazione dello Stato portò allo smantellamento delle cosche; nel triennio 1983/85 furono arrestati moltissimi capimafia. Poi arrivò l'attacco di Sciascia ai "professionisti dell'antimafia", a Borsellino.

"Sciascia ha tenuto negli ultimi anni un atteggiamento ambiguo ...", a differenza dell'impegno civile che anima le pagine dei suoi primi libri.

Violante partecipò una volta ad una discussione nel salotto di casa Sciascia ed accusò lo scrittore di essere un "piccolo-borghese che non accettava che membri della sua classe scendessero in strada a manifestare contro la mafia insieme al popolo" (sic)

Nella lotta antimafia occorre stabilire le priorità; individuare sei o sette punti di sfondamento, sei o sette situazioni particolari in cui concentrare gli sforzi, aprire brecce nell'omertà.

Tutti i sequestrati liberati sono stati il frutto di pagamenti di denaro o dell'intervento di delinquenti appositamente scarcerati; si crea un circuito micidiale: si rapisce l'ostaggio sicuri che qualcuno pagherà - l'ostaggio torna a casa - lo Stato-salvatore fa una bella figura.

No all'esercito in Sardegna; si a pattugliamenti a tappeto di squadre miste polizia/esercito per interdire i collegamenti alla mafia. Durante il sequestro Cirillo la presenza massiccia delle forze dell'ordine a Napoli creò seri problemi alla camorra, che pose come condizione al suo intervento a favore di Cirillo la cessazione di tale controllo del territorio.

La battaglia si vince a Palermo.

Dichiarazione del ministro della Giustizia Darida (1982). "Bisogna ridurre la mafia alle sue dimensioni fisiologiche".

I corleonesi hanno ucciso Lima, punto di contatto fra mafia e politica, divenuto superfluo. Il maggior beneficiario di tale omicidio è stato Calogero Mannino, che ha "ereditato" i voti di Lima, ma che è ora "terrorizzato" per la sua vita.

Il giudice Carnevale è appoggiato dalla Massoneria.

Occorre compiere scelte dure.

Intervengo dal pubblico e pongo a Violante due domande: il suo giudizio sull'entrata nel governo regionale siciliano del PDS, che rinnova la pratica consociativa e permette ad Orlando di sottrarre al PDS (non certo alla Dc) altri consensi; il suo giudizio sul legame antiproibizionismo-antimafia.

Risposta di Violante:

Sono contrario al "governissimo" siciliano. A livello generale ci sono otto regioni in crisi; dire "no" sempre e comunque è sbagliato.

In materia di "legalizzazione" delle droghe leggere occorre una riflessione laica; no al "furore antiproibizionista" (sic).

Non crede all'abbinamento antiproibizionismo/antimafia (negli Usa la fine del proibizionismo non pose fine alla criminalità).

Non si può legalizzare tutto per tutti (il crack, per esempio).

Sperimentiamo, verifichiamo....

(Appunti presi da Giulio Manfredi)

 
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