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Conferenza droga
Pezzilli Dora - 24 luglio 1992
Quindi quei sessantadue rappresentano un patrimonio importantissimo, non solo dal punto di vista della ricerca medicopsicologica, ma dal punto di vista dell'etnologia, del diritto acquisito, un po' come per l'eutanasia.Cio' detto non addentriamoci molto in quest'ultimo tema, che per quanto mi riguarda e' una battaglia che voglio fare tardissimo.Verso gli 89 all'incirca.Quindi, a questo punto non ci resterebbe che trarre le somme e il logico giudizio, nei confronti di coloro che si atteggiano a terapeuti dell'altrui problema o a loro rappresentanti morali, per concludere, che rispetto ad alcune esperienze (vedi Tortora), ognuno puo' conportarsi a partire dalla propria esperienza soggettiva, unica leggittimata a consentirgli una scelta libera e adulta.Autonoma.C'e' differenza, e cio' lo fa intutire tra autonomia e indipendenza,(berne), quindi una terapia, riconosciuta o meno dall'ordine professionale, e' sempre un rapporto privato, indiscutibile tra medico-malato.I Muccioli della situazione, questo non voglion
o capire, non vogliono arrendersi all'evidenza che lo Stato ha fallito.E da buoni complici, gabellano per malattia quello che potremmo definire "UN RAPPORTO PRIVATO".Questo risolve i miei dubbi sul fatto che li' dove si vieta a qualcuno qualcosa che non apparytiene che alle decisioni dell'Adulto, si vieta a quella persona un diritto legittimo, di natura, e quindi si commette eresia, nei confronti della persona, nei confronti della Costituzione Italiana, in questo caso, e della legge piu' forte che esista, quella alla propria identita';alla propria storia,

 
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