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Conferenza droga
Terni Laura - 25 luglio 1992
Gia` letto :-)
Anzi ti confesso che ho letto molto, e non solo in questo specifico settore.

Pero` vorrei parlare di antiproibizionismo, visto che siamo in conferenza droga. E vorrei parlarne per specificare l'uso della parola "antiproibizionismo" come la intendo io, e non solo io.

Per me, e ripeto non solo per me, "antiproibizionismo" non e` un concetto, non e` un' ideologia o un ideale, non e` un modo di vivere, non e` il vietare, non e` la censura. E` testualmente "antiproibizionismo sulla droga contro la criminalita` comune e politica" (nel nostro contesto, per lo meno, e cioe` nel contesto della lotta contro il proibizionismo sulle droghe con la legalizazione). Anti- Proibizionismo. Proibizionismo si riferisce alla legge americana sugli alcoolici che negli anni cosi` detti "ruggenti" nella Cicago di Al Capone, regalo` alla mafia italo-americana l'esclusiva del commercio e dello spaccio degli alcoolici con le conseguenze catastrofiche che conosciamo fin troppo bene e sulle quali non mi soffermero`. Questo e` il riferimento storico-politico che mi interessa, come mi interessa il superamento del proibizionismo nel mondo (inteso sempre "sulle droghe contro la criminalita` politica e comune".) Parlare di "antiproibizionismo" sulla parola, sui pensieri, sulle azioni, su quello che vuoi

tu, e` altro. Ed e` fuorviante usare questa terminologia in Agora` (radicale), in Conf. Droga (che si occupa di antiproibizionismo sulle droghe), o in conf. Partito Radicale, per la stessa ragione. Fuorviante ma certamente non "proibito", ci mancherebbe. So che molti radicali usano (secondo me a torto) la parola "antiproibizionismo" riferendosi a qualsiasi forma di "proibizione", e in qualsiasi contesto. La nostra battaglia politica non combatte la "proibizione", ma la "legge proibizionista".

 
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