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Conferenza droga
Fiorenzi Massimiliano - 5 agosto 1992
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA
A QUANTI, TRA I CITTADINI ITALIANI, INTENDONO ASCOLTARE

Sabato 6 giugno scorso, intorno alle 23.00, e' morto un dete-

nuto malato, nella cella n.6 del 3 piano-chirurgia del Centro

Clinica di Regina Colei in Roma.

Si chiamava Stefano Belli, una trentina d' anni, era entrato in

carcere 3 giorni addietro. "Tossicodipendente" viene timbrato.

E' una categoria non un uomo ! E' in "crisi di astinenza". Vie-

ne collocato in una camera con altri detenuti; in questi casi

l' unica assistenza valida e' quella dei compagni di cella, per

superare la crisi.

Dopo qualche giorno, incomprensibilmente, lo spostano in una

cella singola. E' un pacco non un uomo ! Isolato, perche' ?

Protestano i compagni di cella, si sono accorti che ha bisogno

di continua assistenza: respira con difficolta' non e' opera

della sola "crisi", c' e' qualcosa di piu' grave.

Non vengono ascoltati, rischiano addirittura un "rapporto".

Sabato mattina Stefano fa il colloquio con i familiari, piu'

tardi si sente male e chiede di essere visitato da un dottore.

Gli si risponde che l'ora delle visite e' terminata.

Chiede di essere riportato nel camerone con i suoi compagni per

un aiuto. Gli si risponde: " Dopo ".

Verso le 16,00 vediamo l'Agente di custodia della sezione

preoccupato chiamare il medico di guardia che arriva dopo molto

tempo. Visita brevissima, qualche secondo, non viene preso nes-

sun provvedimento.

Verso le 23,00 la situazione precipita: vediamo correre agenti,

infermieri e medici. Si riesce ad intravvedere Stefano sdraiato

al suolo, le gambe fuori dalla cella; viene trascinato nel cor-

ridoio, un medico (non e' lo stesso del pomeriggio) cerca di

praticargli un massaggio cardiaco o una respirazione. Ma

ormai.... gli occhi sono sbarrati, la faccia bianca, la bocca

schiusa nell'ultima sua smorfia di dolore. Anche la barella

arriva con esasperante ritardo. Stefano e' morto! Perche'? Per-

che' si lascia morire un giovane per l'incuria e l'incapacita'

di alcuni? Per un sistema carcerario-sanitario totalmente ina-

deguato. Perche' si lascia morire un giovane solo e abbandonato

come un animale selvaggio? Perche'? Perche'? Perche'?...

N.B. Questi fatti sono stati osservati da numerosi detenuti

delle celle limitrofe alla cella n.6, che sono pronti a testi-

moniare davanti L'Autorita' Giudiziaria, a Parlamentari, a

chiunque voglia ascoltarli.

Sono state ordinate e scritte da Ricciardi Salvatore e Gallina-

ri Prospero.

Roma 7 Giugno 1992.

 
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