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Conferenza droga
Fischetti John - 21 agosto 1992
Questo è il testo dell'intervento di Giulio Andreotti
riguardante le droghe e pubblicato sul settimanale "Sorrisi

e canzoni TV":

LE DROGHE. In un caldo pomeriggio d'agosto, alla vigilia

delle vacanze, i senatori di Rifondazione comunista hanno

cercato di fare passare una modifica di enorme importanza

alla legislazione vigente in tema di droghe. Favorevoli alla

liberalizzazione pensavano di poterla introdurre attraverso

un ordine del giorno volto a "promuovere piani e forme di

sperimentazione di regolamentazioni sulla droga, diretti a

realizzare l'obiettivo indicato dalla drastica riduzione del

valore venale della droga legalizzando intanto l'uso

personale delle droghe leggere".

Il Senato ha respinto la proposta, ma sono sicuro che della

questione si continuerà a parlare; ed è un bene che se ne

discuta con profondità e in uno spirito oggettivo. Bisogna

evitare di citare, su sentito dire, quanto accade o è

accaduto altrove. Ma in più, se è vero che la libera vendita

potrebbe stroncare la malefica rete del narcotraffico,

rimane il punto essenziale della pericolosità fisicopsichica

di questo consumo. Da Rita Levi Montalcini, premio Nobel per

la medicina, ho sentito descrivere il logoramento cerebrale

per l'uso di narcotici in termini scientifici terrificanti.

Non si può eludere questo aspetto centrale.

Giulio Andreotti

*************************************************************

Io ho scritto ed inviato ad Andreotti una lettera di

risposta/commento al testo, lettera che qui sotto riporto.

Sen. Giulio ANDREOTTI

c/o Senato della Repubblica

ROMA

Egr. Sen. Andreotti,

colgo spunto da una Sua riflessione sulle droghe, pubblicata

nel settimanale "Sorrisi e Canzoni TV", di cui allego copia,

per proporLe a mia volta, certo della Sua attenzione, alcune

considerazioni sull'argomento.

Sono d'accordo con Lei che il metodo usato dai senatori di

Rifondazione Comunista è quantomeno discutibile, sfruttare

la distrazione di un caldo pomeriggio d'agosto per cercare

di "far passare" una norma è retaggio, a quanto so, di

governi ed opposizioni deboli, costretti a sotterfugi perchè

non è loro proprio il rigore morale di una posizione chiara,

sia di fronte ai loro colleghi che all'intero Paese.

Posso invece comprendere il motivo di questo machiavellismo

perchè ho sperimentato negli anni passati quanto fosse

difficile discutere con serenità, a livello istituzionale,

dell'argomento droga. I giornali ne han parlato pochissimo e

soltanto per amplificare le argomentazioni governative o di

enti morali riconosciuti, ad esempio la Chiesa; le

amministrazioni comunali, provinciali e regionali

rifiutavano di porre all'ordine del giorno questa materia,

se non per stanziare fondi per la "lotta" alla droga; lo

Stato ha prodotto leggi repressive che colpiscono

soprattutto i più deboli, cioè i tossicodipendenti, e ha

propagandato questa azione di volta in volta come l'unica

efficace e/o possibile.

Ora, agosto 1992, grazie al fatto che ne ha parlato una

delle massime autorità dello Stato: il ministro di Grazia e

Giustizia on. Martelli, finalmente in termini diversi da

quelli delle consuete crociate, si può assistere al balletto

di opinioni e relativi opinionisti, di tuttologi, di

politici riciclati a esperti conoscitori della materia, di

medici variamente ideologizzati, di salvatori di

professione; un vero e proprio sasso tirato in piccionaia.

Bene, finalmente almeno se ne parla, anche se già corre voce

che è solo una discussione "balneare" e che il panzer

ideologico di chi sa sempre quello che si deve fare ha

riacceso il motore, pronto nuovamente a macinare carne e

ossa in nome della morale.

Perchè questa è, senatore Andreotti, la vera questione.

Quando Lei dice che ha sentito descrivere gli effetti delle

sostanze in termini scientifici terrificanti, ha già in

pugno la vera natura del problema, e cioè la sua

riconducibilità all'ambito sanitario, non a quello

criminale. Esistono migliaia di sostanze che hanno questi

effetti, ma ad alcune di queste si preferisce dare una

connotazione di "portatrice di male", rendendole illegali e

facendo ciò si ottiene l'effetto opposto, quello di rendere

quelle sostanze economicamente interessanti, di costituirne

un mercato, di incentivarne la promozione e la distribuzione

da parte di chi non ha alcun interesse alla salute delle

persone.

C'è bisogno di un colpevole ? In un tossicodipendente è

facile trovarlo poichè l'effetto di questa sostanza non lo

spinge a cercare di smettere, di "guarire", quindi, si

applica la politica del rendergli la vita difficile, aspra,

per tentare, nella bilancia, di rendere più pesante il

piatto dei "contro", più pesante, appunto, mentre, a mio

parere, sarebbe molto più utile rendere più leggero il

piatto dei "pro".

Quindi se Lei dice che non si può eludere l'aspetto

centrale, cioè l'effetto di queste sostanze, mi dovrebbe

spiegare perchè altre sostanze altrettanto e forse più

nocive, che sono oggi legalizzate in Italia, non producono

milioni di tossicodipendenti. Lei dice che bisogna evitare

di citare quanto accade o è accaduto altrove, certo, non

citare superficialmente, altrimenti quale è l'esperienza che

ha valore, se non è diffusa e riutilizzata ? In alcuni Paesi

del Sud-America, soprattutto il Brasile, vi sono ogni anno

migliaia di bambini che perdono la vista o subiscono altre

menomazioni a seguito di inalazione dei vapori di colla,

sostanza che non è illegale nè in quei Paesi nè in Italia.

In Italia, al contrario, quando non è reperibile eroina,

come è successo alcuni anni fa a Milano, i tossicodipendenti

si arrangiavano con quel che capitava, hanno usato persino

una sostanza non sospetta come la maionese, a dirlo sembra

ridicolo ma gli effetti non lo sono per nulla.

L'eroina venne scoperta dai ricercatori della Bayer quasi

cento anni fa come potente analgesico che, a differenza

della morfina, non provocava assuefazione; Lei sarebbe stato

"pro o contro" un farmaco che, nel depliant inviato a tutte

le farmacie degli Stati Uniti, veniva presentato come

"Contro tutti i dolori, sedativa della tosse, per la cura

dei tossicomani"? [cfr. Guido Blumir, Eroina, Feltrinelli

1983] Certo, quella roba che oggi si vende per strada è ben

lontana dalla "medicina degli eroi" della Bayer.

Cosa dire poi dei derivati della Cannabis ? marijuana e

hascish vengono paragonate a eroina e cocaina, la legge non

distingue quello che è enormemente diverso in natura, così

come è diverso il tabacco dagli psicofarmaci, così come è

diverso il vino dal gin. Questo, è stato detto, è necessario

perchè tutti coloro che fanno uso di eroina o cocaina hanno

iniziato fumando cannabis, non rendendosi conto (o forse

rendendosi conto benissimo) che la vera causa di questo

passaggio è nel fatto che il mercato di queste sostanze,

così diverse ma unificate dall'illegalità, è tenuto e

gestito dalle stesse persone, e che è molto più redditizio

spacciare eroina che marijuana, per cui spesso avviene che

questo passaggio è "pilotato" togliendo dal mercato, anche

per lunghi periodi tutti i derivati della cannabis. Oltre a

ciò vale la pena di ricordare che, secondo stime abbastanza

serie, i consumatori di cannabis in Italia sono 3 milioni e

quelli di eroina sono 300.000 il che smentisce ulteriormente

la teoria del passaggio dalle droghe leggere alle altre.

Il fatto è, io credo, che non ha alcun senso dichiararsi pro

o contro una sostanza chimica, ha senso agire per cercare di

rendere meno autodistruttivo il comportamento delle persone,

o per dargli meno occasioni o motivi per essere

autodistruttive.

Riportare l'eroina in farmacia, ridarle il ruolo di farmaco

è un modo serio, laico, di affrontare il problema; da un

lato per evitare le morti per over-dose o per intossicazioni

da sostanze usate per "tagliare" l'eroina, per evitare i

rischi di contagio di AIDS, per eliminare la prostituzione e

la micro-criminalità indotta dalla disperata ricerca

quotidiana di denaro, dall'altro per togliere interesse

economico per una sostanza che in sè è banale, come può

essere banale una formula chimica. Una fiala di morfina, in

farmacia, acquistata con ricetta e relativo ticket, costa

700 lire; l'eroina potrebbe avere un costo simile, non le

80.000 lire circa della bustina equivalente.

Togliere interesse economico vuol dire togliere l'incentivo

alla promozione e diffusione, certo questo non vuol dire

automaticamente sconfiggere la mafia o la criminalità

organizzata dedita al traffico di droga, è ovvio che

l'attenzione verrebbe rivolta altrove, ad altri settori

dell'economia, ad altri mercati, tuttavia il narcotraffico,

rispetto ad altre attività criminose, ha una enorme

differenza, grazie alla legge proibizionista e repressiva

rende le sue vittime complici.

In nessun altro settore di grande rilevanza economica accade

questo, con la sola eccezione delle collusioni fra mafia e

politica; lì però vi sono altre strade, come ad esempio una

diversa regolamentazione del mercato degli appalti e delle

concessioni, là dove si concretizzano poi in guadagno e

potere gli accordi pre-elettorali.

Per quanto riguarda la droga, io credo che l'unica strada

percorribile sia la legalizzazione, non liberalizzazione,

come Lei ha scritto; ora la droga è libera, libera e

proibita, rendiamola legale e controllata, banalizziamola e

informiamo sui suoi effetti con messaggi credibili, non con

il terroristico "chi ti droga ti spegne", rendiamo il

drogarsi stupido, non criminale, restituiamo dignità alle

persone ed aiutiamole a crescere, responsabilmente.

Con i migliori saluti.

Pordenone, 19.08.1992

John Fischetti

************************************************************

p.s. Grazie a G.Votano per alcuni spunti e informazioni sui

quali ho elaborato questo documento.

John

 
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