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Conferenza droga
Fiorenzi Massimiliano - 7 settembre 1992
Un papavero contro il dolore

di Vittorio Ventafridda

Circa 3000 anni fa gli antichi egizi usavano i fiori di papavero contenenti

l'oppio per combattere i dolori. All'inizio del secolo scorso un tedesco

scopriva un derivato dell'oppio, la morfina, che a distanza di quasi

duecento anni , malgrado i progressi della farmacologia degli analgesici,

rimane il piu' efficace antalgico esistente .

L'azione dei derivati dell'oppio consiste nell'alleviare il dolore agendo

su particolari cellule specifiche, chiamate recettori, poste sulle vie di

trasmissione della sensazione dolorifica a livello spinale .

Morfina , dietilmorfina o eroina, idrossicodone (dilaudid), levorfanolo e i

composti sintetici metadone e fentanil rappresentano la gamma di sostanze

ad azione forte che agiscono con una potenza proporzionale al dosaggio .

Un secondo gruppo con azione piu' debole e' composto dalla codeina,

dall'ossicodone, dal destropropossifene sintetico e dalla buprenorfina

cloridrato (commercializzata con il nome di TAMGESIC) .

In questi ultimi 20 anni, partendo dai Pesi sviluppati, abbiamo assistito a

un'enorme ripresa di interesse nell'uso degli oppioidi, in particolare

nella lotta contro il dolore tumorale, tanto che per il problema sociale

che ne deriva la stessa Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS) ha

fatto sull'argomento una campagna di educazione e promozione a livello

mondiale .

Mediante un corretto uso basato come prima scelta sulla somministrazione

orale ad ore prefissate, sull'adattamento dei dosaggi e sul controllo degli

effetti indesiderabili e' possibile alleviare in piu' dell'85 per cento dei

casi le gravi situazioni del dolore dei malati di cancerosi, come

testimoniano numerosissime ricerche effettuate nei vari continenti .

A COSA SERVE : Recenti dati, inoltre, dimostrano come la morfina possa

essere usata anche in certe forme dolorose non tumorali di origine

reumatoide o da malattie o lesioni del sistema nervoso non rispondenti ad

altre terapie. Oggi per quanto riguarda la morfina sono disponibili le

compresse a lento rilascio che permettono l'assunzione ogni 12 ore con

grande solievo per i malati . Quando non e' possibile la somministrazione

orale, basta connettere un sottile ago sotto pelle a una piccola pompa con

soluzione di morfina posta sotto il vestito per avere per 24 ore

un'erogazione continua e permettere ai pazienti di svolgere le normali

mansioni .

Queste micropompe portatili, diffusissime in America, permettono che il

paziente premendo un bottone possa autosomministrarsi una dose

supplementare in casi di incipiente dolore . Inoltre, in casi particolari,

apparecchi similari possono essere impiantati sotto pelle e permettono un

sistema di erogazione diretto a livello spinale e cerebrale, cioe' dove

questo farmaco agisce, con dosaggi cento volte inferiori a quelli per via

orale .

I CEROTTI : Recentemente poi negli Stati Uniti (e presto seguira'

l'Europa), si e' andata diffondendo la somministrazione transcutanea,

mediante cerotti di fentanil applicati sulla pelle per 24-48 ore .

Questi moderni supporti analgesici permettono al malato di autogestire il

controllo del dolore e molto spesso, con una ripresa delle capacita'

fisiche, di guidare la macchina e riprendere il lavoro. Purtoppo per l'uso

scorretto di questi farmaci, l'azione contro il dolore puo' essere

accompagnata da una piu' o meno marcata depressione sensoriale (effetto

stupefacente), da una depressione della motilita' intestinale (stitichezza)

e dell'attivita' respiratoria e della possibilita' di nausea e vomito .

Si verificano cosi' effetti secondari che uniti ai falsi miti di una

tossicodipendenza, di un'assuefazione, alla presenza di una legislazione

limitante portano sia il medico sia il pubblico a una diffidenza verso

questi prodotti .

ASSUEFAZIONE : Per quanto riguarda la paura di creare dei dipendenti dal

farmaco, bisogna ricordare che numerosi studi hanno evidenziato che nel

paziente affetto da dolore sottoposto all'uso degli oppioidi non esiste

quella dipendenza psicologica che e' sempre presente nei tossicodipendenti.

Per quanto riguarda la tolleranza, cioe' la necessita' di assumere sempre

una maggiore dose di farmaco per ottenere un effetto analgesico, e' stato

dimostrato che essa e' dovuta molto spesso a un incremento della causa

stimolante il dolore, cioe' a una progressione della malattia .

Permettendo queste credenze , succede attualmente nel nostro Paese che

degli ammalati sofferenti nelle case e nelle corsie degli ospedali dopo

l'intervento chirurgico o per dolori tumorali, vengono negate o sottodosate

queste medicine e vengono somministrati farmaci non oppioidi che hanno

scientificamente un effetto analgesico estremamente piu' blando .

Questa consuetudine viene considerata dall'Organizzazione Mondiale della

Sanita' come prima causa della persistenza dei dolori cronici in questi

malati .

Se pensiamo che in Inghilterra il consumo medio terapeutico della morfina e

di 16 chilogrammi per milione di abitanti e in Italia, simile a quello del

Terzo Mondo, e' di 1,5 chilogrammi per milione, si capisce come nel nostro

Paese questo problema non sia preso affatto in considerazione .

PER OGNI DOLORE : Esistono da tempo nei drugstore americani, inglesi e sul

continente europeo composti validi per ogni tipo di dolore contenenti

piccole dosi di questi oppioidi liberi da prescrizioni (es. codeina 8mg

piu' acido acetilsalicilico). Purtoppo, allo stato attuale, nel nostro

Paese non disponiamo di tali preparazioni che hanno un'efficacia nettamente

superiore a quelle attuali presenti senza farmaci oppioidi .

Concludo questa breve disamina rivolgendo come esperto dell'OMS un appello

accorato agli organi competenti ministeriali perche' vengano facilitate le

prescrizioni mediche e vengano ammessi sul mercato quei farmaci oppioidi

puri a rilascio immediato e lento e quelli combinati con anti-infiammatori.

A tale proposito ricordo anche che circa 30 anni fa disponevamo nel nostro

Paese di gra parte di tali analgesici e che oggi , nel 1992 , siamo in

condizioni peggiori sebbene il progresso scientifico abbia dimostrato la

loro grande importanza .

Pertanto non bisogna dimenticare che l'uso terapeutico dei derivati

dell'oppio e' , allo stato attuale, l'arma piu' importante che abbiamo

contro i grandi dolori . Negare o combatterne la somministrazione nei

malati sofferenti , soprattutto inguaribili, rappresenta l'aspetto piu'

immorale della nostra medicina .

* Fondazione Floriani , Istituto Nazionale Tumori

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