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Conferenza droga
Rossi Carla - 16 settembre 1992
il narcotraffico
La repressione del narcotraffico

Si afferma che dal 1 gennaio al 31 maggio 1992:

"- i sequestri di eroina sono stati pari a Kg. 631,654 (contro i 576,024 Kg. del corrispondente periodo del 91, con un incremento pari a 9,65%);

- i sequestri di cocaina sono stati pari a Kg. 657,488 (contro i 401,962 Kg. del corrispondente periodo del 91, con un incremento pari a 63,56%);

- i sequestri di cannabis e derivati sono stati pari a Kg. 4609,029 (contro i 5869,571 Kg. del corrispondente periodo del 91, con un decremento pari 32,9%),

- le operazioni antidroga contro il traffico e lo spaccio sono state 9487 (8623 nel corrispondente periodo del 91, con un incremento pari a 10,01%);

- le persone oggetto di informativa di reato sono state 15.037 (contro le 12.493 del corrispondente periodo del 91) e di queste 11.059 sono state arrestate (9.928 vennero arrestate nel corrispondente periodo del 91)."

A proposito di tali affermazioni osserviamo che, tenuto conto che, da un'analisi piuttosto dettagliata della Guardia di Finanza, riportata nel rapporto Jervolino del giugno 1991, la quantità di droga sequestrata nel 1990 risultava approssimativamente pari al 4% della sostanza in circolazione e che nel 1991 si registrava un incremento dei sequestri di poco inferiore al 100% rispetto all'anno precedente, se si ipotizza una sostanziale stabilità del mercato (ma è possibile che sia ancora in espansione, dato che la qualità della sostanza sembra migliorare e i prezzi si mantengono costanti) si possono stimare pari a:

- circa il 10% della sostanza in circolazione per quanto riguarda l'eroina;

- circa il 13% della sostanza in circolazione per la cocaina;

- non piu' del 3,5% per la cannabis.

Preoccupa proprio il decremento dei sequestri di cannabis, che potrebbe indicare una tendenza dei trafficanti a sostituire le droghe leggere con quelle pesanti, come da noi più volte ipotizzato e come già sperimentato negli Stati Uniti al tempo della guerra alla Marujana (v. OLD V). Giova a questo proposito ancora una volta evidenziare l'urgenza di pervenire ad una separazione dei due mercati, anche alla luce di recenti stime, di fonte Svizzera, che riportano che attualmente, nonostante l'unione dei mercati, solo una proporzione non superiore a 1% dei consumatori di droghe leggere passa a quelle pesanti; sembra quindi non sussitere il pericolo paventato da quanti, sulla base di un'errata interpretazione delle statistiche (che riportano che il 70% circa dei consumatori di droghe pesanti ha in precedenza consumato quelle leggere), hanno sostenuto che le droghe leggere costituiscono un ponte quasi naturale verso quelle pesanti.

Nel documento si afferma anche "L'attenzione rivolta al particolarmente incrementato abuso di ecstasy....diffuso soprattutto nelle fasce di età più giovani, ha portato nel periodo in esame a risultati apprezzabili con il sequestro di 37.311 capsule, contro le 5136 dell'intero 1991. L'ecstasy, già nota come droga negli anni '60, sta manifestando progressivi aspetti di pericolo negli ultimi anni; la "socializzazione" indotta dall'uso di tale droga sintetica ne rende infatti frequente l'abuso soprattutto nei momenti di aggregazione (discoteche, raduni giovanili, etc.); assunta in contemporanea con l'alcool, può essere la concausa dei gravi incidenti automobilistici registrati nei fine settimana nei quali risultano, per la quasi totalità coinvolte persone di giovane età."

Queste considerazioni da sole basterebbero a dimostrare che non c'è decremento dei morti per droga, ma semmai solo di quelli con la siringa nel braccio, e che i più giovani sono attratti dal mercato illegale non meno di prima, solo che non si dedicano più tanto all'eroina, ma anche ad altre droghe, non meno pericolose per se e, soprattutto per gli altri.

Abbiamo già rilevato come si riportino statistiche, evidenziate nelle tabelle che seguone, non omogenee con quelle dei rapporti precedenti per quanto riguarda le persone coinvolte. Infatti si parla di persone oggetto di informativa e non si riportano le statistiche degli arresti disaggregate per quantità di sostanza. C'è comunque da osservare che la proporzione di arresti sembra essere in diminuzione (dal 90% del '91 all'86% dei primi 5 mesi del '92) e questo può essere dovuto sia ad una maggiore cautela nel procedere nei casi meno gravi, sia ad una maggiore frequenza di questi ultimi. Giova osservare inoltre che, comunque, le operazioni contro il narcotraffico riguardano comunque per lo più "pesci piccoli" se, come risulta dai dati si ha che:

- il 49% delle persone oggetto di informativa per possesso di eroina, possedevano comunque non più di 5 grammi;

- per la cocaina la percentuale è pari a 34;

- per l'hashish e' pari a 35.

Globalmente quindi si può concludere che a finire in carcere sono soprattutto i piccoli spacciatori, per lo più tossicodipendenti, e non certo i capi mafia.

 
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