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Conferenza droga
Rossi Carla - 25 settembre 1992
la droga nell'antichita'
Articolo del Corriere della sera del 22.09.1992

di Viviano Domenici

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Assurdo l'annuncio che i faraoni consumassero tabacco e coca, ma è indubbio che si drogassero con altre sostanze

QUANDO LE DROGHE SERVIVANO A PREGARE

L'uomo ha sempre cercato l'aldilà attraverso i segreti del mondo vegetale

Accolta con enfasi dai mezzi di informazione, la notizia che i faraoni usassero tabacco e coca è immediatamente naufragata tra lo scetticismo degli studiosi. Scetticismo venato di ironia nei confronti dei ricercatori tedeschi che hanno affermato di aver rinvenuto tracce delle due droghe su mummie di egiziani vissuti tra il 1070 a.C. e il 395 d.C.

Non è la prima volta che in mummie egiziane vengono individuate sostanze identificate come tabacco (accadde nel 1983 sulla mummia di Ramsete II), ma poiché il tabacco non è arrivato nel Vecchio Mondo prima delle scoperte delle Americhe, è evidente che i ricercatori tedeschi devono essere stati ingannati da qualche altro vegetale che all'analisi ha "risposto" come tabacco. Ancora più improbabile la presenza della coca, e vedremo perché. Che i popoli dell'antichità facessero uso di droghe è cosa certa, ma l'uomo ha sempre trovato in casa propria i vegetali adatti allo scopo, senza dover affrontare viaggi transatlantici. "L'ultima conferma in questo senso è venuta pochi mesi fa da una nostra ricerca in Turkmenistan - spiega Giancarlo Ligabue, presidente dell'omonimo Centro Studi di Venezia, che ha in corso lo scavo di un santuario del III millennio a.C. a Gonur Tepe -. Nelle sale più interne del tempio, probabilmente dedicato al culto di Zaratustra, abbiamo rinvenuto resti di Cannabis, Ephedra e papavero, drogh

e che evidentemente avevano un ruolo importante nei riti del santuario. E' stata una scoperta importante, ma che conferma quanto già sapevamo sull'uso di droghe in molte religioni dell'antichità". "La notizia della scoperta di tabacco e coca nelle mummie egiziane è invece semplicemente ridicola - continua Ligabue -. Per accettarla dovremmo immaginare un continuo andirivieni di navi egizie nell'Atlantico visto che la coca, ad esempio, cresce solo in montagna e non può essere coltivata in Egitto. Quindi dovremmo dare per certi una quantità di viaggi transatlantici, tra il 1070 a.C. e il 395 d.C., per rifornire di coca generazioni di egiziani. Viaggi di cui, ovviamente non c'è alcuna traccia nelle loro iscrizioni". Nonostante siano molte (e di vecchia data: ne parla già Omero) le notizie circa l'uso di droghe nei tempi antichi, ogni volta che se ne torna a parlare, sia i mezzi di informazione che il grande pubblico paiono scoprirlo per la prima volta. Tanta sensibilità e attenzione sono evidentemente dovute all

a tragedia della droga che attanaglia il mondo moderno, ma questo finisce per mettere in una prospettiva errata il "fenomeno della droga" nelle civiltà antiche. Tutte le testimonianze in nostro possesso dimostrano infatti che l'uso di droghe nell'antichità non può essere in alcun modo assimilato a quanto accade oggi, e di certo non aveva né le stesse motivazioni né le stesse conseguenze. In epoca antica la droga era solitamente utilizzata sotto un controllo culturale che ne limitava l'uso a cerimonie in cui l'officiante assumeva la sostanza per "mettersi in contatto" col soprannaturale. Questo condizionerebbe anche gli effetti della sostanza. Alcuni studiosi sostengono infatti che l'ambito culturale in cui vengono assunti certi allucinogeni è in grado di modificare l'effetto stesso della sostanza, tanto che può risultare del tutto inefficace se presa - diciamo così - in un contesto "desacralizzato". Osservazioni in questo senso sono state effettuate tra i gruppi messicani del Rio Grande che consumano il cact

us allucinogeno peyotl per finalità religiose.

 
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