"Distribuzione controllata di eroina"
Questa intervista al Generale Arnaldo Grilli, vicecomandante generale dei
carabinieri e' stata pubblicata oggi 28 settembre su Repubblica p.21
D : Generale, fa sensazione sentire un militare che invoca la
somministrazione, seppure controllata, della droga.
R : "Me ne rendo conto, ma dobbiamo esaminare la realta'. Proprio parlando
da militare devo dire che la guerra planetaria che si e' combattuta
finora si e' scontrata contro grosse difficolta', contro interi eserciti
che proteggono i trafficanti, contro le coperture della popolazione.
A questo punto bisogna prendere atto che e' sulle aree di consumo che
bisogna intervenire ".
D : Crede che sarebbe sufficiente ?
R : "Oggi nei paesi di consumo ci sono enormi capitali riciclati in grado
di destabilizzare mercati, di alterare l'andamento delle Borse, di
abbattere addirittura sistemi politici. Allora la scelta non puo' che
essere quella di minimizzare i rischi, sottraendo alle economie illecite
questa straordinaria forma di guadagno. Sono i capitali sporchi il vero
aspetto eversivo della questione".
D : Non si preoccupa di un possibile aumento della domanda di droga ?
R : "Ma allora dovremmo parlare anche dell'alcolismo e del tabagismo.
Questa proposta in realta' va proprio nella direzione opposta all'aumento
della domanda, per il semplice motivo che la somministrazione sarebbe
non controllata ma controllatissima. Non attraverso noi, naturalmente :
Crede che non sappiamo che chi si droga quando vede una divisa vede
rosso ?".
D : Ma alle obiezioni dei proibizionisti che cosa risponde ?
R : "Che non possiamo esimerci dal pensare a chi oggi e' sottoposto alla
violenza della droga. Quello che succede quando un giovane e' nella
fase della dipendenza e' noto : non ha i soldi. Se li vuole, o si
prostituisce, uomini e donne, o scippa, ruba, o rapina. Se e' vero
che la nostra societa' si propone il recupero di una persona in
difficolta', allora io chiedo : questo aiuto perche' dobbiamo darglielo
quando si e' distrutto ? Allora una forma blanda di legalizzazione e'
un'ipotesi su cui si puo' cominciare a discutere".
D : Lei ha senz'altro presenti le difficolta' che ostacolano questa svolta ...
R : "E' ben vero che dobbiamo rispettare gli accordi internazionali, e uno
di questi impegna l'Italia a non legalizzare. Ma i trattati non sono un
fatto statico, immutabile. Anche la CEE comincia a intervenire
sull'ordine pubblico, con la nascita della polizia europea. Il processo
e' tutto da avviare e non potra' non coinvolgere in ultima analisi le
Nazioni Unite ".
D : Eppure resta l'ammissione di una sconfitta: le forze legali non possono
sconfiggere gli Antistati della droga.
R : "Io la vedo in maniera opposta. Lenin parlava dell'esistenza della guerra
di posizione e della guerra di manovra. In guerra arretrare non significa
soccombere".
D : Nel merito, un punto debole delle tesi Antiproibizioniste riguarda la
cocaina : il consumatore e' diverso, la sostanza e' diversa, c'e' il
rischio che il mercato clandestino sopravviva a ogni forma di
legalizzazione.
R : "Lo ammetto questo e' un probblema da studiare. Non credo pero' che sia
irrisolvibile, ogni obbiettivo richiede una strategia diversa " .
D : A chi affiderebbe la somministrazione controllata ?
R : "Senza dubbio le comunita' terapeutiche sono le piu' indicate, anche se
prendersi carico della soluzione pratica non sarebbe per loro una cosa
facile " .
D : E a voi cosa resterebbe da fare ?
R : (Grilli sorride) "Bhe, non ci si puo' chiamare sempre a reprimere.
Ma vuole che le dica un'altra cosa, magari come padre di famiglia ?
D : La dica ...
R : "Dobbiamo finirla di meravigliarci. Prima creiamo orrendi quartieri
dormitorio poi improvvisamente ci accorgiamo che di li' viene la droga,
la criminalita'. Ma perche', che cosa pensavano di trovare ?
Allora si chiede a noi o alla polizia di aprire una stazione....
Verrebbe voglia di dire : chiamateci quando fate il piano regolatore ! ".
D : Come crede che procedera' in Italia il dibattito sul tema, anche dopo
questa sua presa di posizione ?
R : "Spero non lanciando insulti e pomodori. Nessuno ha la ragione in tasca
e sono costretto a un'altra citazione : Platone e le tre anime,
la ragione, la passione, il bisogno . Noi dobbiamo a tutti i costi
raggiungere un equilibrio fra queste tre istanze " .
Commento :
Penso che nessuno si sarebbe aspettato una simile presa di
posizione , tanto piu' se si considera che a parlare cosi' e
il vicecomandante dell'Arma dei carabinieri .
Si deve riconoscere a questa persona una apertura mentale e
una chiarezza di idee non comuni tra chi , istituzionalmente,
si trova a dover affrontare il problema droghe avendo come
unico strumento di lavoro disponibile, la repressione .
Maldestro