Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 27 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza droga
De Andreis Marco - 23 ottobre 1992
Il narcotraffico

Introduzione

Nel corso degli anni ottanta, il traffico di droghe illegali s'è imposto come una questione importante dell'economia e della politica internazionali, trovando sempre più spazio sulla letteratura specializzata e sui mezzi di comunicazione di massa. Perché?

Le ragioni principali sembrano essere due: un effettivo aumento della produzione e del commercio di stupefacenti su scala mondiale; la volontà politica delle amministrazioni Reagan e Bush di contrastare il fenomeno con maggiore energia (1).

In perfetta coerenza con le loro iniziative passate in materia, gli Stati Uniti hanno subito cercato di mobilitare la comunità internazionale: facendo pressione sui paesi d'origine delle materie prime perché cessino o diminuiscano la produzione; stimolando i paesi consumatori a un'azione concertata per l'interdizione del traffico e la riduzione del consumo. L'issue droga ha così fatto irruzione - dal vertice di Parigi del 1989 - nel Gruppo dei 7 paesi più industrializzati (G-7) che si è occupato in particolare di alcuni aspetti finanziari, come il riciclaggio del denaro, e commerciali, come il controllo dei trasferimenti degli agenti chimici impiegati nella lavorazione dei derivati dell'oppio e della foglia di coca. Gruppi di lavoro ad hoc sono sorti anche nella Comunità Europea (il Gruppo Pompidou) e nell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Le agenzie delle Nazioni Unite sulla droga sono state riorganizzate e una nuova Convenzione Internazionale si è aggiunta, nel 1988, a

lle due precedenti in materia di stupefacenti.

Come altri simili termini-contenitore, anche il narcotraffico nasconde una miriade di problemi. Problemi di definizione: capire cosa si debba intendere per droga. Problemi medici e farmacologici: diversamente da quanto si tende a credere c'è ben poco di certo quanto agli effetti individuali e sociali degli stupefacenti. Problemi normativi o, se si preferisce, di paradigma: è giusto, è opportuno, è fattibile proibire produzione, commercio e consumo di certe sostanze psicoattive? Problemi di contiguità o di intreccio con altre grosse questioni politiche ed economiche: debito, sottosviluppo e democrazia nel Terzo Mondo; tossicodipendenza, criminalità e libertà personali nei paesi sviluppati. Problemi di misurazione: sono affidabili le stime sul giro d'affari dei narcotrafficanti, o quelle sui consumatori e i loro comportamenti verso le droghe?

Da questo elenco di problemi deriva, per quanto possibile, la struttura del presente lavoro. Il primo e il secondo capitolo tentano di definire le droghe e di descrivere il regime internazionale che le regola. Il terzo capitolo, che assorbe gran parte della trattazione, guarda al fenomeno dal punto di vista dei paesi produttori. Il quarto capitolo è essenzialmente una rassegna critica delle stime sul fatturato globale e su quello italiano del narcotraffico - l'Italia compare come, diciamo così, studio del caso per la sola ragione che chi scrive è italiano e vive attualmente a Roma. Nelle conclusioni si suggeriscono ulteriori direzioni d'indagine. Non a caso queste riguardano proprio ciò che questo paper ha trascurato: le politiche interne dei paesi consumatori.

Infine qualche ringraziamento: al Gruppo Verde del Parlamento Europeo per aver finanziato la ricerca; e al personale della Biblioteca Americana di Roma dell'USIS e della biblioteca del CeSPI per la gentile ed efficientissima collaborazione.

---------------

(1) Le spese per la politica antidroga statunitense sono passate da 1,7 miliardi di dollari nel 1981 a 11,7 nel 1992. Cfr. National Drug Control Strategy, The White House, febbraio 1991, pp. 133-5.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail