E' alle Nazioni Unite che spetta il compito di supervisione e coordinamento di quanto disposto dalle tre Convenzioni internazionali sulle droghe. Dal primo marzo del 1991 è operativo con sede a Vienna lo United Nations International Drug Control Program (UNDCP), che unifica le competenze di tre organismi prima separati: la Commission on Narcotics Drugs del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, creata nel 1946 con compiti di indirizzo politico nel settore; l'International Narcotics Control Board, composto da un gruppo di esperti e creato nel 1961 col compito di rilevare l'andamento mondiale del fenomeno; lo United Nations Fund for Drug Abuse Control (UNFDAC), fondato nel 1971 col compito di assistere i governi nella lotta alla produzione, al traffico e all'abuso di droghe.
Esiste poi un Expert Committee on Narcotic Drugs all'interno della Divisione di Farmacologia e Tossicologia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). All'OMS è demandato dalla Convenzione Unica e dalla Convenzione sulle Sostanze Psicotrope il giudizio sulle sostanze psicoattive, nel senso che questa organizzazione può proporre l'inclusione di nuove sostanze nelle tabelle, lo spostamento da una tabella all'altra, o la cancellazione di una sostanza - mai verificatasi, quest'ultima.
L'UNDCP ha un bilancio annuo, basato su contributi volontari, di circa 70 milioni di dollari. L'Italia è tradizionalmente uno dei principali finanziatori, dell'UNFDAC prima e dell'UNDCP ora e, a quanto pare, ha provveduto quasi la metà del bilancio 1992 (11). Ciò dovrebbe spiegare l'avvicendarsi di italiani alla guida di questo organismo: Giorgio Giacomelli, attuale direttore dell'UNDCP, è succeduto a Giuseppe Di Gennaro, che era a capo dell'UNFDAC.
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(11) Cfr. Marcello D'Angelo, "Droga e riciclaggio ormai straripano sull'intero pianeta", Il Giorno, 13 aprile 1992; Ernesto Ugo Savona, "Nasce un nuovo organismo delle Nazioni Unite", Cooperazione, gennaio 1991.