PRATO (FI) 28 ott - Era stato trovato in possesso di due grammi di
"fumo" nel cruscotto dell'auto ed era scattata la denuncia , ma il
ragazzo non ne aveva fatto parola in famiglia.
L'ha ucciso la vergogna per l'umiliazione di vedere il proprio
nome comparire sul giornale sotto al titolo "Condannato per
droga", come se avessero arrestato un grande boss del
narcotraffico.
Bruno Bardazzi aveva 21 anni, il 19 maggio scorso era stato
trovato in possesso di haschish 1,7 grammi (!!) poco piu' di una
"canna", era stao fermato ad un posto di bolocco dei carabinieri
di San Marcello, in auto con lui c'erano due amici, una ragazza e
un ragazzo, Bruno si era subito addossato la responsabilita'
riguardo la proprieta' della sostanza rinvenuta.
Venerdi' si e' svolto il processo ed e' stato condannato a quattro
mesi con la condizionale, dopo che aveva richiesto il
pattegiamento. La famiglia pero' e' ugualmente venuta a conoscenza
del fatto, in quanto la notizia e' stata pubblicata sul quotidiano
locale .
Al rientro in casa, ha un brusca discussione con il padre che lo
interroga circa la questione della droga e che gli domanda in
maniera insistente se e' vero quanto ha letto.
Bruno scende in cortile, si avvia verso la rimessa della ditta del
padre, entra e s'impicca . Il corpo con ancora un filo di vita
viene trovato dalla sorella che aveva cominciato a cercarlo
quando, pronto da mangiare in tavola, non vedeva rispondere Bruno
ai numerosi richiami .
In seguito, e' emerso che probabilmente, Bruno si era addossato
una colpa non sua per proteggere i suoi amici dalle
responsabilita'.