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Conferenza droga
Rossi Carla - 5 novembre 1992
DA FIESOLE UNA "CARTA" PER IL METADONE
da ASPE n. 18 - 9 ottobre 1992

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Siglato dai partecipanti al seminario europeo, il documento propone una base comune da cui partire per ripensare l'uso di un farmaco tanto discusso negli ultimi anni

Firenze - Ogni trattamento delle tossicodipendenze presenta indicazioni e controindicazioni. La difficoltà, ma anche il dovere professionale di tutti coloro che sono impegnati nel campo è di individuare l'intervento migliore possibile in un rapporto equilibrato tra beneficio del singolo e della collettività. A tal fine nessuno strumento di prevenzione, di cura e di riabilitazione può essere trascurato a favore (o a danno) di altri, ben sapendo che l'efficacia degli interventi è spesso funzione della loro integrazione.

E' compito del Servizio Pubblico garantire il diritto di accesso a tutte le cure disponibili per i consumatori di droghe, tra cui i trattamenti con i farmaci sostitutivi (metadone), oggetto da tempo di discriminazione e/o enfatizzazione ingiustificate, sia sotto il profilo scientifico, sia deontologico.

Il Servizio Pubblico non può effettuare pregiudiziali selezioni dell'utenza, ma deve essere in grado di definire le caratteristiche dell'intervento adatto e realizzabile ad ogni consumatore di droghe che si rivolga volontariamente ad esso.

Il metadone va quindi considerato farmaco utile per:

1. Favorire l'aggancio dei tossicodipendenti ad un piano terapeutico;

2. Limitare i rischi di danno alla salute associati alle modalità di assunzione delle droghe, compresi quelli determinati dall'infezione del virus HIV;

3. Consentire la disintossicazione con funzione propedeutica ad altri programmi terapeutici;

4. Migliorare le condizioni di salute delle persone in trattamento prevenendo anche le ricadute, con programmi e dosaggi e tempi individualizzati, fino a quando non riescono ad ottenere uno stato di remissione stabile;

5. Allontanare i dipendenti da oppiacei dal coinvolgimento in attività criminali;

6. Facilitare il reinserimento sociale delle persone, agevolando l'attività lavorativa.

Pertanto si concorda:

a) Sulla necessità di attivare iniziative di collaborazione tra privato sociale e servizi pubblici, mirati ad integrare, con interventi psicosociali, i programmi di limitazione dei danni per persone a mantenimento metadonico.

b) Sulla necessità di realizzare studi e ricerche, anche sperimentali, di valutazione dell'efficacia dei diversi interventi per i consumatori di droga; assicurandone la correttezza metodologica e una rigorosa osservanza di criteri etici.

c) Sulla necessità di garantire ai dipendenti da oppiacei ricoverati in ospedale o reclusi in carcere la somministrazione del metadone prescritto dal servizio pubblico.

d) Sulla necessità di assumere decisioni operative di sanità pubblica sulla base di evidenze scientifiche e di strategie sanitarie globali. In particolare sul piano della prevenzione della diffusione del virus HIV si auspica la realizzazione di unità da strada mirate soprattutto ai consumatori di droghe non in contatto con i servizi.

I partecipanti al workshop europeo di Fiesole "Il metadone nell'epoca dell'AIDS" chiedono a tutti i governi d'Europa, alle autorità pubbliche e ai responsabili amministrativi di garantire ai servizi la possibilità di realizzare tutti gli interventi idonei in questo settore

 
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