Una campagna informativa sull'uso corretto delle siringhe monouso
autobloccanti partira' nei prossimi giorni e durera' un mese .
L'iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare i tossicodipendenti a
eliminare lo scambio di siringhe per ridurre il rischio di AIDS.
Locandine, opuscoli e fumetti, saranno distribuiti nelle 16.000
farmacie italiane .
E fino a qui era la notizia , su cui vorrei fare alcune considerazioni.
Certo, la campagna informativa per ridurre lo scambio delle siringhe
tra i tossicodipendenti e' importante, ma probabilmente sarebbe stata
assai piu' efficacie ed utile se fosse stata svolta almeno due o tre
anni fa' quando si comincio' a parlare di siringhe monouso da distribuire,
e non con cosi tanto ritardo, non quando la maggior parte dei
tossicodipendenti e' ormai diventato sieropositivo all'HIV .
Sull'opportunita' o meno di distribuire siringhe di tipo autobloccante
ho gia' avuto piu' volte occasione di evidenziare l'innutilita' di
queste ultime, spiegando ampiamente e dettagliatamente i motivi per cui
le siringhe autobloccanti sono controproducenti ed anzi, spingono i
tossicodipendenti a conservare le siringhe di vecchio tipo non potendo
di fatto, utilizzare quelle autobloccanti .
Occorre anche dire, che certo voler insegnare ad un tossicodipendente
il corretto uso delle siringhe, appare un po una presa in giro,
considerando che se invece di spendere milioni e milioni per stampare
volantini sull'uso delle atubloccanti, si fossero distribute gratuitamente,
le siringhe da insulina o di altro tipo (purche' non autobloccanti),
probabilmente il messaggio sarebbe arrivato a destinazione degli utenti
finali . Dobbiamo infatti ritenere che questa e' una campagna " mirata ",
e quale miglior " promo " poteva esssere , distribuire gratuitamente le
siringhe ai tossicodipendenti allegandovi un'opuscolo informativo sui
metodi contagio del virus HIV nelle pratiche del buco ?
Questa sarebbe stata una campagna educativa " mirata " ed intelligente,
che sicuramente avrebbe ragiunto gli utenti finali .
Invece si e' scelta una campagna che ha tutte le caratteristiche di chi
vuole mettersi in pace la coscenza, con tardivo ritardo, senza voler
realmente fare qualcosa di concreto per tutelare quella parte (purtoppo
ormai molto piccola) di tossicodipendenti che ancora sono sieronegativi
al virus HIV e che, trovandosi nelle medesime condizioni di chi li ha
preceduti, si vedra' condannato a sua volta ad essere infettato .
Che senso ha distribuire opuscoli informativi se poi dopo le 10 di sera
chi vuole acquistare una siringa e non possiede le 5000 mila lire per
pagare la " tariffa notturna " e' costretto ugualmente a riciclare quello
che trova, od a usarne una sola in comune tra piu' persone ?
Che senso ha fornire siringhe sterili , senza poi fornire anche una
fiala di acqua sterile per sciogliere la droga ?
Per chi non lo sapesse, fino al 1983-84 circa, anno in cui si presume sia
entrato il virus HIV in Italia, la malattia principale che contraevano
i consumatori di droghe per via endovenosa era l'epatite di tipo B ,
anche'essa veicolata dallo scambio di siringhe e dall'uso di liquidi
non sterili per la soluzione dell'eroina (spesso acqua di fontanella).
Il problema quindi non e' cambiato, ma a fronte di nuove malattie e
nuove infezioni, la risposta e' invariata . Le siringhe non vengono
distribuite gratuitamente, delle macchinette scambia siringhe se ne
vede qualche raro esemplare , piu' a livello di esperimento, che non
come diffusione capillare sul territtorio, che la questione delle
autobloccanti rischia di vanificare completamente .
Considerando tutto questo, la campagna informativa appare sempre piu'
una amara presa in giro, ennesimo fumo negli occhi , una gattopardesca
manovra per dire " facciamo tanto, per non cambiare niente" .
Maldestro