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Conferenza droga
Partito Radicale Maurizio - 30 novembre 1992
Roma, 29 novembre 1992 - Dichiarazione di Maurizio Turco, segretario del CORA

QUANTI SUICIDI IN CARCERE VOLETE PER LEGALIZZARE LE DROGHE?

Ventisette anni, di Udine, detenuto nel carcere veronese del Campone per sei grammi di eroina: suicida.

Non è la prima volta e, se le leggi non cambieranno, non sarà l'ultima.

Nicolò Amato cifra in poco più di mille i detenuti per quantità di "poco superiore" alla dose media giornaliera, attribuendo ad altri reati le motivazioni della detenzione. Su questo serve, a tutti, chiarezza:

1 - il tossicodipendente, a causa delle leggi che regolano il mercato clandestino delle droghe, è costretto a delinquere. Il tossicodipendente che è detenuto lo è in quanto tale e non in quanto delinquente.

2 - premesso questo, larga parte dei tossicodipendenti è in galera non per aver commmesso scippi, furti o rapine bensì per "spaccio". Cosa diversa, ben diversa, dal reato di "traffico". E' noto che, anche il piccolo spaccio, è dovuto alla necessità di procurarsi il denaro e non di cercare adepti alla causa.

Ci chiediamo: quanti suicidi in carcere merita una riforma legislativa e un dibattito pari almeno a quello che merita il "proibizionismo" sul tabacco?

Come segretario del CORA mi sento più che mai impegnato, insieme a tutti coloro che si iscriveranno a questa associazione - unica organizzazione politica dell'antiproibizionismo in Italia - ad attuare le decisioni prese il 23 novembre al Congresso di Bologna. Abbiamo infatti deliberato -pur convinti che l'antiproibizionismo è una battaglia politica internazionale o è votata al fallimento- che bisogna pur iniziare a legalizzare in un paese e che questa iniziativa può essere calendarizzata a partire dall'Italia.

 
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