Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 27 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 2 dicembre 1992
Dietrofront sulla droga

RIFIUTI TOSSICI

I "poveri tossici" devono stare in galera o fuori? Questa è l'unica domanda che i commentatori si rimpallano l'un l'altro. Perché non ricominciare a parlare invece dei consumatori di hashish che non fanno male a nessuno, neanche a sé stessi? Sono loro che vengono puniti più degli altri: proprio perché non fanno né paura né compassione.

di Giancarlo Arnao - Cuore, 30 novembre 1992

----------------------------------------------------------------------

Dopo la notizia dell'accordo Amato-Pannella, il fronte dei "nemici della modica quantità" si barcamena con argomenti imbarazzanti e contraddittori. Si dice che la legge non prevede il carcere per i semplici consumatori; ma si dimentica che la "punibilità dei drogati" era considerato il punto qualificante e decisivo della legge 162, né si spiega come mai i carcerati per droga sono aumentati. Si sostiene che in carcere non ci sono "tossicodipendenti puri", ma soltanto quelli colpevoli di spaccio; dimenticando che attraverso le demenziali dosi medie giornaliere gran parte dei consumatori (praticamente tutti quelli che usano droghe leggere) sono incriminabili per spaccio. Si insiste a parlare sempre e soltanto di "tossicodipendenza", insistendo nella identificazione (tipica della subcultura ministeriale) fra tossicodipendenza e uso di qualsiasi sostanza illegale, dimenticando che negli ultimi due anni abbiamo avuto almeno tre casi di suicidio di giovani arrestati per hashish. Ma soprattutto ci si straccia le ves

ti domandandosi dove mai si potranno mandare quei "poveri" tossici che fin'ora stavano bene in galera. Una domanda che da una parte fa leva sul pietismo sadico della Russo Jervolino, dall'altro sui timori dei potenziali bersagli della criminalità secondaria. Già: cosa ne facciamo? Se questa domanda dovesse essere presa sul serio, si potrebbe eccepire che i cosiddetti "tossici" che potrebbero uscire di galera grazie all'accordo Amato-Pannella sono la centesima parte di quelli che sono ancora fuori; e rivoltare la domanda: che facciamo con i 200 o 300 mila tossicodipendenti che non sono in galera? Su questo punto la risposta dei proibizionisti è vaga. C'è chi propone comunità per tutti, e fa finta di credere che la cosa sia realisticamente possibile; e soprattutto dimentica che (secondo la letteratura scientifica internazionale, e secondo operatori di vasta esperienza e di insospettabile matrice culturale come Mario Picchi e Luigi Ciotti) le comunità sono destinate a funzionare mediamente su non più di un toss

icomane su tre.

Nessuno di questi problemi esiste peraltro per i soggetti incriminati per "spaccio" di cannabis (basta mezzo grammo di hashish, un quantitativo che non esiste sul mercato). I consumatori di cannabis sono in Italia circa un paio di milioni, vale a dire la grande maggioranza dei "fuorilegge" che usano sostanze illegali. Non sarebbe questa una buona occasione per sancire per costoro una normativa specifica integralmente depenalizzante?

Il tema viene invece ignorato dai commentatori. Forse perché appare più edificante prendere le difese dei "poveri tossici" piuttosto che di chi persegue il piacere senza farsi male; insomma, i consumatori di cannabis vengono penalizzati perché non fanno né paura né compassione.

Stranamente, l'accordo Amato-Pannella sembra aver messo in qualche imbarazzo anche il fronte antiproibizionista "istituzionale". Ne fa testo, ci sembra, una recente dichiarazione dell'eurodeputato Marco Taradash a La Repubblica del 10 novembre, secondo cui la legalizzazione "è una questione improponibile, è un casino fino a quando non sarà possibile affrontarla in un concerto internazionale": un'argomentazione che è stata finora usata come alibi per non fare nulla "qui e adesso".

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail