----------------------------Capitolo 1
IL TRATTAMENTO METADONICO
di Roberto Nardini
SCHEDA RIASSUNTIVA SUL TRATTAMENTO METADONICO
Il metadone è una sostanza oppioide sintetica. Il suo uso corretto, quello attualmente raccomandato per il trattamento della tossicodipendenza da eroina, presuppone la conoscenza delle sue peculiari caratteristiche che in sintesi sono le seguenti: è un sostituto degli oppiacei, e perciò evita al tossicodipendente i sintomi dell'astinenza se questi ha cura di rimpiazzare con metadone le sue dosi abituali di eroina.
L'eroina ha un tempo di azione ed implica rapidi cambiamenti emozionali: dall'euforia subito dopo la somministrazione, al disconforto del "calo" poche ore più tardi. La rapidità di questo ciclo impone al tossicodipendente un comportamento di difesa, che si sostanzia nella ricerca compulsiva della dose successiva. Se non si procura alla svelta la sostanza, egli andrà in stato di sofferenza. La sua esistenza, dunque, è totalmente orientata verso la ricerca della droga. Il metadone, se la dose è adeguata (in corso di terapia 60-120 mg/dì, o comunque 150 mg. per ml. di concentrazione plasmatica), agisce per 24/36 ore, contro le 4/6 dell'eroina. E' dunque sufficiente una sola somministrazione giornaliera per ottenere gli effetti. Il metadone produce cambiamenti emozionali sensibilmente più attenuati e interrompe la dinamica di ricerca: il tossicodipendente si sente bene, interrompe in modo quasi automatico gli atteggiamenti compulsivi, e può cominciare a riprendere le normali attività.
Se la dose è sufficiente (il livello iniziale dipende da quello di assuefazione all'eroina, poi dal modo individuale di metabolizzazione), il metadone blocca l'azione di ulteriori assunzioni di oppiacei, così che, se il tossicomane assumerà eroina, non ne avvertirà gli effetti.
A dosi inferiori a quelle necessarie il metadone non blocca gli effetti dell'eroina, né sopprime la "fame di narcotici" (craving) descritta da J. Jaffe come "un avvertito senso di anormalità fisica". In queste condizioni il soggetto continuerà l'uso di eroina.
Se preso per bocca in dosi costanti il metadone sviluppa tolleranza ai suoi stessi effetti e a quelli di ogni altro oppiaceo, non produce effetti narcotici, cioè, non funziona come droga. Chiunque lo assume in questo modo è, e si sente, perfettamente normale.
Le visite giornaliere o periodiche al programma costituiscono la base per promuovere una struttura comportamentale totalmente diversa da quella tipica dell'eroinomane. Il soggetto in cura può utilizzare al meglio le sue risorse e quelle offerte dal programma, e può costruire un modello di vita alternativo a quello tossicomanico nello stesso ambiente dove vive, cosa impossibile per chi segue un programma residenziale drug-free. In questa prospettiva, dopo che i modelli positivi di comportamento siano stati sviluppati, e confidando sul fatto che il suo ambiente e le sue relazioni modificate renderanno meno probabile la ricaduta, egli può tentare un disimpegno dal metadone che, in quanto possibile, resta l'obiettivo ultimo del programma.
I programmi metadonici, con o senza servizi di sostegno, forniscono al tossicodipendente un buon ausilio psicologico, purché gli operatori si preoccupino che il paziente stia bene ed agiscano mostrando fiducia nelle possibilità del programma. É stato dimostrato che questi atteggiamenti sono importanti nella pratica medica a lungo termine.
I programmi metadonici costituiscono attualmente negli Stati Uniti il più diffuso e controllato sistema di trattamento degli eroinomani, e si sono rivelati lo strumento migliore per contenere la diffusione del virus dell'AIDS fra i consumatori di droghe endovena.
Fino ad oggi, dopo oltre 25 anni di accurate ricerche, non si sono evidenziati particolari effetti tossici attribuibili al metadone, né effetti di particolare rilievo.
BIBLIOGRAFIA
U.S.Departement of Health, Education and Welfare, 1977-89.
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NIDA (National Institute on Drug Abuse), 1983-1991.