Abbiamo inviato (Romano Scozzafava e Carla Rossi) la seguentelettera ai Direttori de IL CORRIERE DELLA SERA, LA REPUBBLICA, LA
STAMPA, IL GIORNALE, IL MESSAGGERO, IL GIORNO, L'INDIPENDENTE, IL
TEMPO.
Roma, 2 Dicembre 1992
Caro Direttore,
In questo periodo, su televisioni pubbliche e private, su quotidiani
e settimanali, c'e` un gran fervore di programmi e articoli sui
problemi della droga, con discussioni e dibattiti sulla punibilita` e
sul recupero dei tossicodipendenti : gli aspetti emotivi prevalgono su
quelli razionali, si indaga sulle storie individuali e si interroga il
consumatore di droghe per sapere, in particolare, se fumava spinelli
(cioe` le cosiddette droghe "leggere", come hascish e marijuana) prima
di diventare tossicodipendente. La risposta e` di solito affermativa,
e nei dibattiti questo fatto viene regolarmente usato per sostenere la
necessita` di proibire anche queste sostanze, che sarebbero la "porta
d'ingresso" alla tossicodipendenza.
Ma e` corretto, se si vuole studiare se un certo fatto A (per
esempio, fumare spinelli) e` causa di un fenomeno B (per esempio,
essere tossicodipendenti), contare quante volte il verificarsi di B e`
preceduto da A ? La risposta e` "no" : se si chiedesse infatti ai
tossicodipendenti se attraversano le strisce pedonali solo quando il
semaforo e` verde (fatto A), la risposta sarebbe quasi sempre
affermativa, ma cio` non consente di concludere che attraversare con
il verde porta alla tossicodipendenza (fatto B) ! Cosi` pure, se si
chiedesse ai tossicodipendenti se da piccoli succhiavano ogni tanto
qualche caramella, si avrebbe un gran numero di risposte positive, e
tuttavia succhiare caramelle da piccoli (fatto A) non aumenta la
possibilita` di diventare consumatori di droghe (fatto B).
Quindi, se si vuole cercare una presunta relazione di causa-effetto
fra un fatto A (uso di droghe leggere) ed un fenomeno B
(tossicodipendenza), va completamente rovesciato il modo di ragionare:
occorre esaminare, tutte le volte che si osserva il fatto A, quante
volte esso e` seguito dal verificarsi di B. Infatti possiamo
escludere, per esempio, che attraversare col verde o succhiare
caramelle porti al consumo di droghe, perche` osservando un gran
numero di persone che compiono quegli atti possiamo constatare che
esse, di solito, non diventano anche tossicodipendenti. In
conclusione, quindi, e` fra i consumatori di spinelli che andrebbe
fatta un'indagine per vedere quanti diventeranno consumatori di droghe
"pesanti", e non viceversa : ma e` stata mai fatta una tale indagine ?
Prof. Romano Scozzafava, ordinario di Calcolo delle Probabilita`
presso l'Universita` "La Sapienza", Roma
Prof. Carla Rossi, ordinario di Statistica Matematica presso l'Univer-
sita` "Tor Vergata", Roma