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Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 4 dicembre 1992
CARI AMICI, SULLA DROGA IO VI DICO...

di Paolo Villaggio - L'Unità, 3 dicembre 1992

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Da due settimane e più mancano le sigarette per uno sciopero dei dipendenti del Monopolio. Se le sigarette dovessero venire a mancare fino a Natale penso che ne vedremo di tutti i colori e si manderà l'esercito nelle zone calde del Paese.

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Io penso che se lo Stato dovesse applicare la repressione, cioè si sostituisse alla volontà dei sudditi, apparentemente nel loro interesse s'intende, vietando l'insulina ai diabetici e le vendite delle siringhe ipodermiche per questi malati che senza quel farmaco rischiano di andare in coma allora credetemi ne vedremmo veramente delle brutte.

(...)

Parlando di droga liberalizzata o droga proibita si è fatta della demagogia e una grande speculazione elettorale e i cattolici, voi lo spate bene, quando vogliono liberarsi di una minoranza fastidiosa ricorrono a sistemi molto antichi. E come cercano di liberarsi dei tossicodipendenti? Ma come hanno fatto con i malati di mente rinchiudendoli nei manicomi.

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Per il tossicodipendente lo Stato invece per ora suggerisce una terapia ancora più sinistra: rinchiudere dei ragazzi di 18 anni in magnifiche colonie come quelle di Poggioreale o di San Vittore, piene solo di violenza e di Aids.

La signora Rosa Russo Jervolino e il dottor Craxi, che hanno voluto fortissimamente questa legge, avevano solo in vista la voglia di catturare i voti dei maledettissimi benpensanti cristiani che popolano questo paese.

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A vedere tutto questo ci verrebbe il sospetto assurdo che al timone di questo paese ci sia la mafia stessa perché il mercato nero della droga è il più grande business di questo secolo.

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Credo che sia veramente giusto quello che chiedono da tempo Marco Pannella e il dottor Taradash che però a Bologna vengono fraternamente presi a calci dalle madri coraggio in mezzo alle quali, se non l'avete letto, la polizia ha beccato molte spacciatrici mascherate da sante. Io nella mia assoluta ignoranza non dico libera droga in libero Stato, ma solo controllo della droga da parte di uno Stato più onesto e non della mafia.

 
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