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Conferenza droga
Parrella Bernardo - 8 dicembre 1992
IN GALERA PER CANNABIS TERAPEUTICA.
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Stralci da una lettera di F.M., detenuto nel carcere di Verona.

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Mi trovo rinchiuso in carcere essendo assolutamente innocente dal punto di vista umano, colpevole per il penale: il mio reato si riassume nel consumo di marijuana e per una mia scelta di vita di profilo politico.

Mi viene contestata la sola detenzione di marijuana, in quanto lo spaccio non potranno mai provarlo, dal momento che la marijuana per me é di solo valore terapeutico: sono affetto da una epatopatia risalente al lontano 1978, causata dal considerevole consumo di eroina e psicofarmaci quali Roipnol e Darkené. Questa mia autodistruzione si é trascinata fino al 1985, dopo di che per mia libera scelta decisi di smettere.

Le mie condizioni psicofisiche erano rimaste menomate,con dieci anni di tossicodipendenza alle spalle. Dopo due mesi d'ospedale e analisi d'ogni tipo, mi vennero riscontrati danni al fegato, infiammazioni alla prostata, gastrite, intercolite, insonnia, nervosismo.

(...) Dal 1988, quando ho iniziato il consumo di marijuana, le mie problematiche psico-fisiche sono gradualmente migliorate, la condizione epatica si é normalizzata e sono riuscito a trovare un certo equilibrio psicologico.

Con la marijuana ho trovato quel farmaco che mi ha ristabilito nel fegato, nell'insonnia, nell'emarginazione. Sono riuscito ad integrarmi socialmente, ho trovato lavoro come imbianchino, ho incontrato una ragazza fantastica che mi ha dato un figlio bellissimo ed ho ritrovato il gusto per la vita.

Ma tutto questo mio progresso é finito in un attimo la mattina del 30 settembre 1992, giorno del mio arresto.

Mi trovo qui non avendo commesso reati né contro l'uomo né contro il suo patrimonio e avendo una famiglia da mantenere. Mi vengono negati persino gli arresti domiciliari con la motivazione perché antiproibizionista convinto e coltivatore in proprio di marijuana d'ingente quantitativo .

L'ingente quantitativo si riferisce alle piante di cannabis che coltivavo e che mi sono state sequestrate, circa 5/6 kg. al lordo, rami e contenitori compresi, forse mezzo chilo di pincipio attivo - che doveva poi servirmi per tutto l'anno.

(...) Ho sempre approvato e sostenuto le posizioni antiproibizioniste e del CORA in particolare.

Sono per la legalizzazione totale delle droghe leggere in quanto non danno assuefazione, mentre per quelle pesanti penso che se venissero distribuite sotto controllo medico si otterrebbero immediatamente due risultati: sconfitta della narcomafia e diminuzione dei decessi tra i tossicodipendenti.

(...) Dopo la mia odissea per uscire dalla tossicodipendenza (ospedali, carceri, crisi d'astinenza, ecc.), grazie alla marijuana avevo raggiunto una certa normalitá di vita, ritrovando i valori della famiglia e del lavoro.

Ma questo ai giudici di Verona non interessa per nulla, e continuano a tenermi in galera come fossi un criminale, in un mondo che ormai ho lasciato da oltre 10 anni.

La condizione carceraria e il distacco dalla mia famiglia mi sta riportando nel medesimo stato depressivo che mi aveva portato alla rovina anni fa: l'unica alternativa rimane il Valium o il Darkené.

(...) Quando usavo marijuana la mia era una famiglia serena e tranquilla che lottava solo con i problemi della vita giorno per giorno.

Ecco invece i risultati dell'attuale legge sulla droga: la sofferenza delle persone e la distruzione delle famiglie, non la loro salvezza.

 
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