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Conferenza droga
Parrella Bernardo - 9 dicembre 1992
SAVONA: DROGA, SI CAMBIA...??
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Riporto integralmente il pezzo apparso sul Secolo XIX, cronaca di Savona, il 2 dicembre scorso, a firma Luciano Corrado.

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DROGA SI CAMBIA: NIENTE ARRESTO CON POCHI GRAMMI.

La Procura ha inviato una direttiva alle forze dell'ordine fissando nuovi limiti per le modeste quantitá.

Rivoluzionaria svolta nella lotta alla droga in provincia di Savona. La Procura della Repubblica del tribunale ha diramato alle forze dell'ordine una direttiva destinata a mutare radicalmente la strategia repressiva. Stop agl arresti facili', a mesi di carcere per un paio di grammi di eroina. L'arresto in flagranza, per detenzione, diventa obbligatorio solo quando il quantitativo di stupefacente sequestrato supera un limite piu' alto.

Non solo, ma per scongiurare possibili errori (restare in galera perché sorpresi con droga che poi si rivela innocua polverina o con una minima percentuale di principio attivo) é stato ridotto da 30 a 10 giorni il termine di deposito della perizia, se la persona é detenuta.

L'obiettivo dell'innoazione che muta un ventennale indirizzo giudiziario della nostra provincia, é stato spiegato al Secolo XIX-Savona dal Procuratore della Repubblica Renato Acquarone.

Una premessa é tuttavia necessaria. Fino a ieri, chi veniva trovato in possesso di un piccolo quantitativo di droga quasi sempre era tratto in arresto. Occorreva poi aspettare anche un mese e mezzo per sapere se il tasso di principio attivo (cioé la purezza dello stupefacente in grammi) superava i limiti di legge fissati: 0,1 per l'eroina, 0,15 per la cocaina, 0,05 per l'hascisc.

Ora la procura ha disposto che pur restando ferma questa tabella, le forze di polizia procedano subito all'arresto solo se il quantitativo complessivo di droga supera una certa barriera. In ipotesi diciamo 5 grammi per l'eroina, 3 per la cocaina, 20 per l'hascisc e cosí via per il crack, l'exstasy, la marijuana, la morfina, il metadone.

In effetti - ha chiarito Acquarone - ci siamo posti il problema di limitare la massimo gli arresti e il carcere che comportano, tra l'altro, una gran mole di lavoro e di spese a carico della collettivitá. Vogliamo invece concentrare gli sforzi sui casi piu' gravi. Questo non significa impunitá, ma evitare che i vari organi dello Stato debbano impegnare tempo prezioso nelle piccole cose, rimanendo schiacciati da montagne di fascicoli e incombenze che finiscono per sottrarre energie alla lotta contro il crimine organizzato, contro i reati piú gravi e di maggiore allarme sociale. Penso al grosso spaccio, all'usura, al racket, agli attentati incendiari, alle possibili infiltrazioni mafiose, fino ai reati contro la pubblica amministrazione .

Questo non significa abbassare la guardia, semmai privilegiare le prioritá, la qualitá rispetto ai numeri, alle statitische, ai micro-reati.

In effetti qusto é l'unico ttribunale della Liguria - osservano alcuni penalisti - dove non c'é un perito in loco, ma soprattutto dove bisognava attendere oltre un mese per il deposito della perizia e dopo che lo stesso perito aveva firmato l'incarico ricevuto. Il caso di Marco Protti, sollevato dal Secolo XIX e dagli antiproibizionisti, é sintomatico. Di fronte ad un sequestro di meno di due grammi di eroina, poi rivelatasi pura solo al 4%, l'indagato ha trascorso due mesi in carcere ed un mese di detenzione a casa. Il Gip, per due volte, aveva persino respinto l'istanza di remissione in libertá e solo il ricorso al Tribunale del riesame ha permesso la concessione degli arresti a domicilio. Si é dovuto infine attendere il deposito della perizia perché fosse ordinata la scarcerazione e disposta l'archiviazione. E il caso Protti, purtroppo, confermano gli stessi penalisti, non é sicuramente un'eccezione.

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