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Conferenza droga
Fischetti John - 17 dicembre 1992
MARIJUANA TERAPEUTICA

Riporto un articolo pubblicato su "LA STAMPA" il 22 luglio 1990

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RIABILITATA LA MARIJUANA - PUO' DIVENIRE UN FARMACO

Scoperta una sostanza analoga prodotta dal cervello

NEW YORK, dal nostro inviato

Il corpo umano produce una sostanza chimica naturale i cui effetti sul

cervello sono praticamente identici a quelli della marijuana. E' quanto

hanno affermato alcuni studiosi americani questa settimana, illustrando

i risultati della loro ricerca all'istituto di medicina del "National

academy of sciences".

La scoperta può apparire paradossale perchè proprio ora che le droghe

leggere sono sotto il tiro dei legislatori in molti Paesi occidentali,

tra cui l'Italia, risulta che il corpo è in grado di generare una

"marijuana" naturale. Gli studiosi hanno infatti individuato nel cervello

un ricettore molecolare sensibile agli effetti della marijuana. E se

esiste questo ricettore, spiegano, vuol dire che esiste anche, nel corpo,

una sostanza i cui effetti sono paragonabili a quelli della marijuana.

La scoperta ha un grande potenziale perchè la marijuana ha molte proprietà

che, separate dall'effetto tossicologico del fumo, sono utili alla cura

dei malati. Oltre all'effetto psicologico provocato dalla lieve euforia

che induce, molti medici considerano la marijuana utile nel trattamento di

glaucoma, asma, ipertensione e altre disfunzioni, nonchè per lenire il

dolore fisico.

<>, ha commentato Julius Axelrod, esperto di

farmacologia del "National institute of health". E a suo avviso scatenerà

immediatamente nei laboratori di ricerca una corsa per individuare la

"marijuana" naturale, che sarà utile soprattutto per perfezionare i prodotti

farmaceutici. L'obiettivo è quello di produrre dei farmaci che hanno tutte

le proprietà della marijuana, ma non provocano l'intossicazione dovuta al

fumo.

L'annuncio della scoperta ricorda quello di una ventina di anni fa, quando

un gruppo di ricercatori della John Hopkins University individuarono il

recettore sensibile a oppiacei come l'eroina e la morfina. Poco dopo fu

anche individuata la sostanza chimica naturale che produce effetti simili

agli oppiacei. Questo permise di sviluppare una gamma di farmaci che oggi

vengono usati nel trattamento di pazienti, soprattutto come antidolorifici.

Il ricettore della "marijuana" non è altro che una molecola che si trova

sulla superficie di una cellula e che si attiva al contatto con la sostanza

naturale simile alla cannabis. E' stata scoperta da Michael Brownstein, che

dirige il laboratorio di biologia cellulare al "National institute of

health". Lo ha rivelato Solomon Snyder della John Hopkins University, leader

dell'equipe di ricercatori che scoprirono il ricettore dell'eroina venti

anni fa.

Ma Brownstein mantiene per ora un assoluto riserbo sulla questione e si

limita a far sapere che la scoperta sarà illustrata sulla rivista "Nature".

Questo non ha impedito alla comunità scientifica americana di mettersi in

azione non appena ha sentito la notizia.

La certezza che se esiste il ricettore deve per forza esistere anche la

sostanza nasce dal fatto che questi ricettori sono sempre lì per una buona

ragione. <ha>>, sostiene Louis Harris, presidente del reparto di farmacologia al

"Medical college of Virginia". <sostanza chimica è importante>>.

[a.d.r.]

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Due cose su questo articolo le voglio dire...

Non capisco perchè il giornalista si sia tanto affannato a definire

"naturali" le sostanze prodotte all'interno dell'organismo (mi vengono

in mente le endorfine) contrapponendole così alle sostanze "innaturali"?

come cannabis e oppiacei. Io non vedo cosa più "naturale" di una bella e

rigogliosa piantina. E voi?

Inoltre, mi sembra che la scoperta non abbia avuto seguito, (qualcuno ne

conosce sviluppi?) e che la scoperta di un ricettore sia importante, ma,

sapendo che la cannabis ha alcuni effetti, non era ovvio pensare che questi

effetti avvengono grazie all'interazione della sostanza con alcuni ricettori,

particolarmente nel sistema nervoso centrale, anche se non specificatamente

dedicati a molecole così complesse? Se qualcuno ha informazioni più

dettagliate...

C'è una notizia pubblicata su CORA FAX 225 in cui si parla di un farmaco di

sintesi chiamato NABILONE. Premetto che non è questo il "seguito" alla

informazione sopra riportata, poichè ho la copia di un rapporto su tale

farmaco datato 08 maggio 1990. Il farmaco è della Lilly. Appena trovo un

po' di tempo trascrivo il rapporto in questa conf. E' interessante. Nel

frattempo, qualcuno sa come ci si può procurare il farmaco <>

in Italia ? Grazie.

John

 
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