plaudo alla decisione di "aprire" la conferenza agli
interventi multipli. E subito ne approfitto.
tratto dal Gazzettino del 24.12.1992
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Sì alla marijuana sintetica
IN TRE ANNI GLI ORFANI DELL'AIDS SARANNO IL DOPPIO
Nostro servizio
NEW YORK - La strage da Aids continua e allarga l'area dei
suoi nefasti effetti. Secondo uno studio pubblicato dallo
autorevole "Journal of american medical association" nel
giro di tre anni gli orfani di genitori morti di Aids saranno
raddoppiati; attualmente il 13% dei 21mila bambini sotto ai
13 anni che hanno perso i genitori lo devono al terribile male.
"E il loro numero non farà altro che aumentare", commenta
amaramente David Michaels, il responsabile della ricerca
pubblicata e professore dell'università cittadina di New York.
Nel 2000 saranno 80mila i bambini che rimarranno soli perchè il
virus ha colpito irreversibilmente i loro genitori. "Anche se
fossimo capaci di fermare adesso l'Aids grazie ad una bacchetta
magica - continua Michaels - non ci sarebbe nulla da fare: il
raddoppio degli orfani (specie neri ed ispanici, i più poveri e
quindi meno assistiti) è inevitabile".
L'unica (relativamente) buona notizia sul fronte dell'Aids viene
dai laboratori farmaceutici. Un derivato sintetico della marijuana
ha ricevuto l'autorizzazione dell'Ente statale USA che autorizza
la diffusione delle medicine ad essere usato nella cura dei malati
di Aids.
Sembra ormai certo che la marijuana, o almeno il suo derivato, aiuti
a superare alcuni sintomi dei malati come la nausea e la mancanza di
appetito. La medicina che presto entrerà in commercio si chiama
"Dronabinol" ed è una forma sintetica del Thc (il tetraidrocannabinolo),
il principale ingrediente attivo della marijuana e dell'hashish.
I ricercatori hanno provato la sua efficacia nei casi di nausee
persistenti e la sua capacità a stimolare l'appetito nei casi di
anoressia nei pazienti di Aids che tra l'altro devono spesso
combattere una pericolosa perdita di peso.
Già negli ultimi due anni, in California, molti malati di Aids
avevano trovato qualche sollievo nell'uso degli spinelli di marijuana,
provocando non poche polemiche in un Paese dove il proibizionismo
è legge.
D.S.
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tratto dal Gazzettino del 27.12.1992
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SPARA AL MARITO COCAINOMANE
BRESCIA - Ha sparato un colpo di pistola in testa al marito
che ancora dormiva, la mattina di Natale. Poi, sconvolta alla
vista del sangue, ha tentato di soccorrerlo chiedendo aiuto.
Emanuela Tanfoglio, di 27 anni di Bagnolo Mella (Brescia),
sposata da poco più di cinque mesi con Emiliano Bertolazzi, di
24 anni, ha puntato una pistola calibro nove alla testa del
marito ed ha premuto il grilletto da poco più di un metro di
distanza. Il proiettile, penetrato sopra l'orecchio destro,
ha attraversato il cranio del giovane causandogli gravissime
lesioni. La donna, in stato di choc, ha chiesto soccorso ad
un vicino, che ha chiamato un'ambulanza. Il giovane è stato
ricoverato in coma all'ospedale di Brescia. La Tanfogli, dopo
un primo interrogatorio, è stata condotta in una casa di cura
per essere sottoposta a trattamento psichiatrico. Non sono
ancora chiari i motivi del tentato omicidio.
Sembra, fra l'altro, che Bertolazzi facesse uso di cocaina e
che per questo avesse contratto anche dei debiti che la moglie
aveva pagato con i suoi risparmi.
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