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Conferenza droga
Fischetti John - 28 dicembre 1992
AIDS, SESSO e SIRINGHE

tratto dal Gazzettino del 16.12.1992

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TEST OBBLIGATORIO ? INUTILE, SE NON VIENE ESTESO A TUTTI

di Umberto Tirelli (primario Aids-tumori Cro di Aviano)

Il Presidente del Consiglio, Amato, si mantiene in esercitazione come

giurista (non si sa mai...) ed interviene, purtroppo a sproposito,

sull'Aids proponendo l'obbligatorietà del test per medici, infermieri,

soldati di leva, detenuti, tossicodipendenti e chi più ne ha più ne

metta. Ha dimenticato di aggiungere farmacisti, veterinari (potremmo

aspettarci un'epidemia nel bestiame) prostitute e, perchè no, gli

idraulici, che sembrano quelli che hanno più rapporti sessuali

occasionali, stando ad una recente indagine.

Le richieste di test obbligatorio sono sempre più frequenti nel

mondo occidentale, ma non hanno senso per ragioni mediche, scientifiche

e tecniche. Se l'Aids fosse l'equivalente della peste, non solo si

dovrebbe rendere il test obbligatorio, ma i governi avrebbero ragioni

di mettere in atto delle barriere sanitarie alle loro frontiere. Ora

questo non è assolutamente il caso per quanto riguarda l'Aids. Anche

negli USA, dopo il caso di Kimberly Bergalis, morta di Aids dopo essere

stata infettata da un dentista, è stato richiesto l'obbligatorietà del

test sia per i medici che per i pazienti.

I Center for Disease Control americano hanno controllato 16.000 pazienti

trattati da medici e dentisti affetti da Aids e non hanno riscontrato

alcuno che si fosse infettato da questi medici.

Il virus dell'Aids non è facile da prendere e le precauzioni che gli

operatori della sanità adottano possono proteggere i pazienti

dall'infezione. Inoltre il test obbligatorio degli operatori sanitari

e delle altre categorie per le quali si propone il test obbligatorio

potrebbe dare un falso senso di sicurezza, che potrebbe essere dannoso

con un virus la cui presenza non è riscontrabile se non dopo mesi

dall'infezione.

Inoltre vi sarebbero dei costi ingenti che toglierebbero risorse per la

ricerca, per l'educazione e per trattare milioni di persone che sono

infette dal virus. Se poi si dovessero sottoporre al test tutti i

pazienti che devono essere operati, vi sarebbe un ritardo nelle cure ed

un aumento conseguente della mortalità per i pazienti ricoverati.

Quello che invece andrebbe fatto è di cominciare a parlare chiaramente

di come si usa il preservativo, di quando si deve usare e di tutti i

problemi connessi con il suo uso. Non è più sufficiente invitare ad

usare il preservativo, senza andare nei dettagli che sono indispensabili

perchè una persona possa utilizzarlo. Sarebbe come se arrivati in aereo

ci venisse detto che in caso di emergenza dovremmo usare il salvagente e

nessuno ci spiegasse nè dove si trova nè come si fa ad indossarlo.

L'unica arma che abbiamo per bloccare l'epidemia da Aids per via

sessuale è in alternativa all'astinenza sessuale e alla monogamia, che

non sembrano molto popolari, l'utilizzo del preservativo in tutti i

rapporti sessuali. Inoltre dovrebbero essere disponibili delle siringhe

autobloccanti, cosicchè sia del tutto impossibile scambiare la siringa

per l'uso dell'eroina, che ancora è una via di trasmissione dell'infezione

da Hiv tra i tossicodipendenti.

Questi sono i temi che il giurista Amato dovrebbe far svolgere ai suoi

alunni.

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e poi, alcuni giorni dopo...

tratto dal Gazzettino del 19.12.1992

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AIDS, DISTRIBUTORI DI SIRINGHE PER "ARGINARE" IL CONTAGIO

Primo significativo intervento dell'amministrazione comunale per la

lotta all'Aids. In questo senso si inquadra la delibera che la giunta

ha approvato nei giorni scorsi e che riguarda l'installazione a

Pordenone di 3 distributori automatici di siringhe con scambiatore,

100 contenitori per siringhe e 10mila siringhe da insulina. Ma

l'investimento dell'amministrazione non si ferma qui. Con la ditta

Hatu di Casalecchio di Reno è stato approvato l'acquisto per oltre

26 milioni di lire di profilattici. La ditta modenese fornirà

gratuitamente anche tre distributori. Il totale del finanziamento è

di circa 101 milioni di lire.

Il provvedimento arriva dopo che il consiglio comunale aveva recepito

(approvando quasi all'unanimità) la proposta del Verde Mario Puiatti.

Con lo scambiatore di siringhe ci sarà la possibilità per i

tossicodipendenti di non far usare la stessa a più persone in modo

da evitare una delle vie più diffuse del contagio per l'Aids.

Con i distributori di profilattici l'intenzione è di dare il

massimo di protezione a tutti gli incontri occasionali.

I distributori saranno sistemati sui muri esterni delle farmacie

comunali. A prelevare poi le siringhe usate ci penserà l'Amiu che

ha siglato un accordo particolare con l'amministrazione. Gli

scambiatori permetteranno agli utenti di avere sempre siringhe

nuove in cambio di quelle già usate con l'ago infilato.

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e il commento...

tratto dal Gazzettino del 20.12.1992

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AIDS, IL COMUNE HA FATTO CENTRO

di Umberto Tirelli (primario Aids-tumori - Cro di Aviano)

E' con vivo compiacimento che apprendo della prossima installazione di

tre distributori automatici di siringhe con scambiatore e di tre

distributori di profilattici da parte dell'amministrazione comunale

di Pordenone. Purtroppo la provincia di Pordenone è la più colpita

in Regione dall'epidemia Aids, con quasi la metà dei casi regionali

(49 su 113) e con almeno 185 sieropositivi residenti identificati al

Cro di Aviano (ma dovrebbero essere non meno di 400).

I tossicodipendenti sono i più colpiti e di questi la quasi totalità

si è infettata con il tragico scambio di siringa. Il che, se fossimo

stati tutti (politici, medici, farmacisti) più attenti e un po'

preveggenti dieci anni orsono, avremmo facilmente evitato quasi del

tutto, come è avvenuto nei paesi nordici.

Come ? Semplicemente dando la disponibilità di siringhe ed aghi puliti

ai tossicodipendenti eroinomani, come oggi decide di fare

l'amministrazione comunale di Pordenone, tra le prime in Italia.

Ma perchè non lo si è fatto prima ? Perchè molti (tra politici, medici,

farmacisti) hanno ritenuto, e una certa parte ritiene ancora, che la

disponibilità di siringhe equivalesse a stimolare la pratica della

droga. Il che non è assolutamente vero, come è dimostrato da esperienze

condotte da anni ad Amsterdam e più recentemente anche a New York.

E se anche per malaugurata ipotesi fosse così, non sarebbe meglio avere

qualche tossicodipendente in più, ma di questi nessuno infetto da HIV,

come invece lo sono quasi la metà dei tossicodipendenti di Pordenone

che hanno fatto uso di eroina ?

E' ovvio che bisogna combattere la droga e prevenirne l'uso tra i giovani,

ma è anche più importante prevenire il diffondersi di una infezione

potenzialmente mortale come l'Aids. E poi non è l'eroina che fa venire

l'Aids, ma l'uso scorretto delle siringhe e degli aghi per iniettarsi

l'eroina.

E' molto importante anche sottolineare il positivo messaggio che viene

dall'abbinamento tra prevenzione della diffusione dell'HIV attraverso lo

scambio di siringhe e attraverso i rapporti sessuali, con la contemporanea

installazione di distributori di siringhe e di profilattici. L'HIV è

un virus che nel mondo si diffonde principalmente per via sessuale (il

60-70% dei 10 milioni di casi si è così infettato) e soprattutto per via

eterosessuale.

Quindi va sfatato il mito che l'Aids è la malattia degli omosessuali,

oltre che dei tossicodipendenti. A parte il fatto che non è l'omosessualità

di per sè (come non lo è l'eroina) responsabile dell'Aids, perchè

altrimenti non ci si spiega come le donne omosessuali non siano praticamente

colpite, va sottolineato che questa infezione si trasmette soprattutto,

come ho detto prima, per via eterosessuale. Ed i tossicodipendenti sono

tutti, o quasi, eterosessuali e si devono guardare non solo dallo scambio

di siringa, ma dai rapporti sessuali occasionali non protetti, come del

resto tutta la popolazione di Pordenone. I distributori di profilattici

serviranno anche per questo. Sempre che i potenziali utilizzatori dei

profilattici li sappiano usare correttamente. Ma questa è un'altra storia.

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piace constatare che Umberto Tirelli, noto sbeffeggiatore di radicali,

storici e no, sia giunto per suo conto alla politica di riduzione del

danno, considero incluso anche lui fra i "disattenti" sopra citati.

John

 
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