tratto dal Gazzettino del 16.12.1992
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TEST OBBLIGATORIO ? INUTILE, SE NON VIENE ESTESO A TUTTI
di Umberto Tirelli (primario Aids-tumori Cro di Aviano)
Il Presidente del Consiglio, Amato, si mantiene in esercitazione come
giurista (non si sa mai...) ed interviene, purtroppo a sproposito,
sull'Aids proponendo l'obbligatorietà del test per medici, infermieri,
soldati di leva, detenuti, tossicodipendenti e chi più ne ha più ne
metta. Ha dimenticato di aggiungere farmacisti, veterinari (potremmo
aspettarci un'epidemia nel bestiame) prostitute e, perchè no, gli
idraulici, che sembrano quelli che hanno più rapporti sessuali
occasionali, stando ad una recente indagine.
Le richieste di test obbligatorio sono sempre più frequenti nel
mondo occidentale, ma non hanno senso per ragioni mediche, scientifiche
e tecniche. Se l'Aids fosse l'equivalente della peste, non solo si
dovrebbe rendere il test obbligatorio, ma i governi avrebbero ragioni
di mettere in atto delle barriere sanitarie alle loro frontiere. Ora
questo non è assolutamente il caso per quanto riguarda l'Aids. Anche
negli USA, dopo il caso di Kimberly Bergalis, morta di Aids dopo essere
stata infettata da un dentista, è stato richiesto l'obbligatorietà del
test sia per i medici che per i pazienti.
I Center for Disease Control americano hanno controllato 16.000 pazienti
trattati da medici e dentisti affetti da Aids e non hanno riscontrato
alcuno che si fosse infettato da questi medici.
Il virus dell'Aids non è facile da prendere e le precauzioni che gli
operatori della sanità adottano possono proteggere i pazienti
dall'infezione. Inoltre il test obbligatorio degli operatori sanitari
e delle altre categorie per le quali si propone il test obbligatorio
potrebbe dare un falso senso di sicurezza, che potrebbe essere dannoso
con un virus la cui presenza non è riscontrabile se non dopo mesi
dall'infezione.
Inoltre vi sarebbero dei costi ingenti che toglierebbero risorse per la
ricerca, per l'educazione e per trattare milioni di persone che sono
infette dal virus. Se poi si dovessero sottoporre al test tutti i
pazienti che devono essere operati, vi sarebbe un ritardo nelle cure ed
un aumento conseguente della mortalità per i pazienti ricoverati.
Quello che invece andrebbe fatto è di cominciare a parlare chiaramente
di come si usa il preservativo, di quando si deve usare e di tutti i
problemi connessi con il suo uso. Non è più sufficiente invitare ad
usare il preservativo, senza andare nei dettagli che sono indispensabili
perchè una persona possa utilizzarlo. Sarebbe come se arrivati in aereo
ci venisse detto che in caso di emergenza dovremmo usare il salvagente e
nessuno ci spiegasse nè dove si trova nè come si fa ad indossarlo.
L'unica arma che abbiamo per bloccare l'epidemia da Aids per via
sessuale è in alternativa all'astinenza sessuale e alla monogamia, che
non sembrano molto popolari, l'utilizzo del preservativo in tutti i
rapporti sessuali. Inoltre dovrebbero essere disponibili delle siringhe
autobloccanti, cosicchè sia del tutto impossibile scambiare la siringa
per l'uso dell'eroina, che ancora è una via di trasmissione dell'infezione
da Hiv tra i tossicodipendenti.
Questi sono i temi che il giurista Amato dovrebbe far svolgere ai suoi
alunni.
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e poi, alcuni giorni dopo...
tratto dal Gazzettino del 19.12.1992
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AIDS, DISTRIBUTORI DI SIRINGHE PER "ARGINARE" IL CONTAGIO
Primo significativo intervento dell'amministrazione comunale per la
lotta all'Aids. In questo senso si inquadra la delibera che la giunta
ha approvato nei giorni scorsi e che riguarda l'installazione a
Pordenone di 3 distributori automatici di siringhe con scambiatore,
100 contenitori per siringhe e 10mila siringhe da insulina. Ma
l'investimento dell'amministrazione non si ferma qui. Con la ditta
Hatu di Casalecchio di Reno è stato approvato l'acquisto per oltre
26 milioni di lire di profilattici. La ditta modenese fornirà
gratuitamente anche tre distributori. Il totale del finanziamento è
di circa 101 milioni di lire.
Il provvedimento arriva dopo che il consiglio comunale aveva recepito
(approvando quasi all'unanimità) la proposta del Verde Mario Puiatti.
Con lo scambiatore di siringhe ci sarà la possibilità per i
tossicodipendenti di non far usare la stessa a più persone in modo
da evitare una delle vie più diffuse del contagio per l'Aids.
Con i distributori di profilattici l'intenzione è di dare il
massimo di protezione a tutti gli incontri occasionali.
I distributori saranno sistemati sui muri esterni delle farmacie
comunali. A prelevare poi le siringhe usate ci penserà l'Amiu che
ha siglato un accordo particolare con l'amministrazione. Gli
scambiatori permetteranno agli utenti di avere sempre siringhe
nuove in cambio di quelle già usate con l'ago infilato.
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e il commento...
tratto dal Gazzettino del 20.12.1992
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AIDS, IL COMUNE HA FATTO CENTRO
di Umberto Tirelli (primario Aids-tumori - Cro di Aviano)
E' con vivo compiacimento che apprendo della prossima installazione di
tre distributori automatici di siringhe con scambiatore e di tre
distributori di profilattici da parte dell'amministrazione comunale
di Pordenone. Purtroppo la provincia di Pordenone è la più colpita
in Regione dall'epidemia Aids, con quasi la metà dei casi regionali
(49 su 113) e con almeno 185 sieropositivi residenti identificati al
Cro di Aviano (ma dovrebbero essere non meno di 400).
I tossicodipendenti sono i più colpiti e di questi la quasi totalità
si è infettata con il tragico scambio di siringa. Il che, se fossimo
stati tutti (politici, medici, farmacisti) più attenti e un po'
preveggenti dieci anni orsono, avremmo facilmente evitato quasi del
tutto, come è avvenuto nei paesi nordici.
Come ? Semplicemente dando la disponibilità di siringhe ed aghi puliti
ai tossicodipendenti eroinomani, come oggi decide di fare
l'amministrazione comunale di Pordenone, tra le prime in Italia.
Ma perchè non lo si è fatto prima ? Perchè molti (tra politici, medici,
farmacisti) hanno ritenuto, e una certa parte ritiene ancora, che la
disponibilità di siringhe equivalesse a stimolare la pratica della
droga. Il che non è assolutamente vero, come è dimostrato da esperienze
condotte da anni ad Amsterdam e più recentemente anche a New York.
E se anche per malaugurata ipotesi fosse così, non sarebbe meglio avere
qualche tossicodipendente in più, ma di questi nessuno infetto da HIV,
come invece lo sono quasi la metà dei tossicodipendenti di Pordenone
che hanno fatto uso di eroina ?
E' ovvio che bisogna combattere la droga e prevenirne l'uso tra i giovani,
ma è anche più importante prevenire il diffondersi di una infezione
potenzialmente mortale come l'Aids. E poi non è l'eroina che fa venire
l'Aids, ma l'uso scorretto delle siringhe e degli aghi per iniettarsi
l'eroina.
E' molto importante anche sottolineare il positivo messaggio che viene
dall'abbinamento tra prevenzione della diffusione dell'HIV attraverso lo
scambio di siringhe e attraverso i rapporti sessuali, con la contemporanea
installazione di distributori di siringhe e di profilattici. L'HIV è
un virus che nel mondo si diffonde principalmente per via sessuale (il
60-70% dei 10 milioni di casi si è così infettato) e soprattutto per via
eterosessuale.
Quindi va sfatato il mito che l'Aids è la malattia degli omosessuali,
oltre che dei tossicodipendenti. A parte il fatto che non è l'omosessualità
di per sè (come non lo è l'eroina) responsabile dell'Aids, perchè
altrimenti non ci si spiega come le donne omosessuali non siano praticamente
colpite, va sottolineato che questa infezione si trasmette soprattutto,
come ho detto prima, per via eterosessuale. Ed i tossicodipendenti sono
tutti, o quasi, eterosessuali e si devono guardare non solo dallo scambio
di siringa, ma dai rapporti sessuali occasionali non protetti, come del
resto tutta la popolazione di Pordenone. I distributori di profilattici
serviranno anche per questo. Sempre che i potenziali utilizzatori dei
profilattici li sappiano usare correttamente. Ma questa è un'altra storia.
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piace constatare che Umberto Tirelli, noto sbeffeggiatore di radicali,
storici e no, sia giunto per suo conto alla politica di riduzione del
danno, considero incluso anche lui fra i "disattenti" sopra citati.
John