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Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 16 gennaio 1993
I PRO E I CONTRO DI UNA QUASI-RIVOLUZIONE / 2

Don Mazzi: »Amato è stato di parola ora bisogna ideare la via del recupero

Il Giorno, 13 gennaio 1993

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Mi ha lasciato benevolmente spiazzato la nota-stampa uscita ieri pomeriggio dal Consiglio dei ministri.

Il dibattito droga carcere, partito qualche mese fa e poi condotto con fasi alterne, da più parti aveva assunto di volta in volta sfumature, accenti, equivoci, speranze, blateramenti, delusioni.

A dire il vero avevo, come da tempo faccio, messo il cuore in pace. »La melina assopirà tutto e il partito della punibilità, lavorandoci ai fianchi, avrà il sopravvento , così ho pensato.

Invece, toh! che il governo c'è e che Amato è stato di parola. Tale evento va sottolineato. Ora aspetto di leggere meglio l'elaborato del governo.

Mi pare di capire, già da ora, che la depenalizzazione non riguarda solo i tossicodipendenti puri, cioè non spacciatori e non microcriminali, ma che è nell'intenzione del governo tentare di interpretare anche alcune sbavature connaturate al fenomeno stesso.

Molti tossicodipendenti, di fatto, sono anche piccolissimi o piccoli spacciatori, spacciando quel tanto che basta per non rubare. Su questo aspetto, innovativo, delicato e interessante (mi trovo, lo dico contento, totalmente in accordo) dobbiamo stare molto vigili a non giocarcelo su false interpretazioni o su, viceversa, tentativi di stiracchiamenti pericolosi.

Il »novum giuridico, se interpreto bene, sta nel riconoscere l'intenzione non criminale nell'azione del tossicodipendente trovato con un surplus di roba (mi sembra tre dosi).

Vorrei, però, subito invitare i miei colleghi e gli operatori del settore a rimettersi al tavolo di progettazione. La popolazione di cui si parla in questa nuova proposta del governo, non facilmente accederà alle storiche comunità. Dobbiamo riscoprire e sperimentare altre ipotesi recuperative.

Sarà nella pluralità e nell'elasticità delle proposte che troveranno spazio quei giovani che ora sovraffollano le carceri italiane.

Se il governo ha tentato di ascoltare molti di noi e, lasciatemelo dire una volta tanto, ha fatto prevalere la legge del cuore, ora tocca a noi far sì che non rimangano a mezz'aria, come è successo tante altre volte, preveggenze sagge e profondamente umanitarie.

Perché se le leggi le possono cambiare in pochi, l'attuazione delle leggi stesse avverrà solo laddove tutto il tessuto sociale si mobiliterà.

 
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