apparsa sul Gazzettino del 14.01.93Il giudice Enrico Manzon: "Era ora fosse elevata la soglia di
punibilità penale"
Il PM Antonello Fabbro: "Saggia modifica ma chi paga i danni già fatti ?"
LA JERVOLINO-VASSALLI ERA UNA LEGGE INCIVILE
(M.B.) Unanimi nel salutare con soddisfazione il nuovo decreto in materia
di stupefacenti due magistrati penali chiamati ad applicare le nuove regole:
il giudice delle indagini preliminari Enrico Manzon ed il pubblico ministero
Antonello Fabbro. Il decreto istituisce la non punibilità penale del solo
consumo di droga, inasprendo nel contempo le sanzioni amministrative
(sospensione di patente e passaporto, ecc.) e prevede la perseguibilità di
chi venga trovato in possesso di oltre il triplo della dose media giornaliera
a lui necessaria (in tal senso saranno ammessi accertamenti medico-legali
caso per caso per stabilire l'entità di tale dose media).
"Era davvero ora che fosse elevata la soglia di punibilità - afferma senza
mezzi termini Fabbro - e poi è importante che i consumatori forti abbiano la
possibilità di assumere maggiori quantità di sostanze senza per questo essere
perseguiti. Ora sarà punito, com'è giusto, soltanto lo spacciatore. Insomma
il trafficante. Del resto consentitemi una considerazione: anche con la legge
in vigore da due anni questa Procura non aveva mai fatto incarcerare semplici
consumatori". A sua volta Manzon commenta il nuovo decreto come "una svolta
necessaria", visto che "il grave errore della legge Jervolino-Vassalli era
affrontare il problema della tossicodipendenza con il carcere, una logica
inaccettabile ed incivile: il tossicodipendente è un malato, non un
delinquente. Servono iniziative di recupero e questo decreto di modifica,
oltremodo opportuno, è in questa direzione quanto mai importante. Resta
un'amarezza: nel giro di due anni il legislatore ha mutato radicalmente
rotta, ma quanti danni ha fatto la legge Jervolino-Vassalli alle persone e
alle strutture dello Stato ?".