Ci sono alcune dimenticanze come, per esempio, le disobbedienze civili messe in atto nella primavera del '92 da militanti antiproibizionisti e della Lista Pannella che andarono a fumare spinelli davanti alle prefetture o la veglia per i ragazzi suicidatisi in carcere nell'agosto del '91 o ancora si dimentica di dire che i ricorsi contro il "decreto metadone" furono presentati da e per iniziativa del CORA. Infine, per ragioni temporali, non riporta gli ultimi avvenimenti significativi: lo smascheramento ad opera del CORA della truffa sulle cifre dei morti per overdose, il recente decreto legge che modifica la legge 162, la sentenza di ammissibilità del referendum.Nel complesso, tuttavia, il testo serve utilmente a rinfrescare la memoria e credo offra spunti di riflessione sull'esito disastroso della legislazione proibizionista italiana in materia di droga.
Sulla storia della battaglia antiproibizionista del Partito Radicale, del CORA e della LIA consiglio la lettura del testo #4688 nel settore Archivio Partito Radicale.
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LEGGE »JERVOLINO-VASSALLI : CRONOLOGIA DI UN FALLIMENTO
Dalle ambiguità della "dose media giornaliera" alle critiche della Corte Costituzionale. Dalla "lieve entità" decretata da Martelli alle recenti dichiarazioni di Amato. Storia di una legge malriuscita.
ASPE anno 11, n.21 - 4 dicembre 1992
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92.0844 - 26 novembre 1992: 870 giorni di Jervolino-Vassalli.
Due anni e 5 mesi, ovvero 29 mesi, ovvero 870 giorni: un lasso di tempo sufficiente per tentare un bilancio della legge 162 del 1990, »Aggiornamento, modifiche e integrazioni della legge 22 dicembre 1975, n.685, recante disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza .
Noi, che pure ai tempi del dibattito sociale e parlamentare su questa legge avevamo apertamente criticato la logica ed essa sottostante del punire il tossicodipendente, anziché educare indicando i rischi che ciò avrebbe potuto comportare, non siamo oggi gratificati dal constatare che i fatti hanno dato, in larga misura, ragione a quelle preoccupazioni.
Oggi c'è però da chiedersi quanto è costata questa legge a chi vive la tossicodipendenza sulla propria pelle? Quanto a chi consuma droghe, magari leggere? Quanto alla cultura del diritto e alla libertà terapeutica? Quanto alle istituzioni - tribunali, carceri, magistrati e forze di polizia - in termini di carico di lavoro mirato a punire il consumo? Quanti soldi è costata alla comunità e con quali risultati?
ASPE ha cercato risposte a queste domande durante questi 870 giorni, attraverso servizi, inchieste, notizie e pubblicazione costante di dati: la rubrica »Osservatorio droga , nei primi due anni, e pii articoli che hanno analizzato scelte e ricadute della legge.
Oggi »si ricomincia da tre : non da zero, come qualcuno dopo rapida conversione sembra volere. Non da zero perché non si può calpestare chi, consumatore, ha subito carcere, terapie di fatto coatte, chi si è suicidato, chi ha visto il, proprio nome sul giornale per tre grammi di hashish. Non da zero perché in Italia esiste un ampio e variegato schieramento di operatori, amministratori, politici, esperti e gente che ha accumulato negli anni le esperienze, le riflessioni, la concretezza necessarie a ripartire, a battere nuove strade.
La scadenza del referendum e la drammaticità della situazione carceraria hanno imposto anche a chi, nella compagine governativa, aveva sostenuto la legge, di riconoscerne il fallimento. Due emergenze, una politica e una di gestione dell'universo carcerario, dettano i tempi del dibattito. Ben vengano tutte le posizioni critiche che contrastano le logiche repressive e punitive. Ma, ci pare, adesso, passato ferragosto, si tratta di analizzare seriamente le realtà e di progettare con concretezza e lungimiranza politica. Reprimere non serve, non basta, è dannoso per tutta la società, non solo per i tossicodipendenti. Ma erano poi proprio necessari questi 870 giorni di Jervolino-Vassalli per capirlo?
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GIUGNO 1990: viene varata la legge 162/90.
LUGLIO 1990: ci sono difficoltà nella definizione della dose media giornaliera (Dmg). L'Istituto Superiore di Sanità si dice contrario a stabilire con certezza un tetto la consumo di droga nelle 24 ore uguale per tutti; la Commissione ad hoc di tecnici istituita presso il ministero della Sanità deve riunirsi molte volte per trovare un accordo e boccia una prima stesura del decreto proposta dal Ministero. Il 12 luglio il Consiglio di Stato non approva il decreto, in quanto i valori delle dosi sarebbero stati fissati con criteri »finalistici più che »oggettivi : cioè, i valori sarebbero stati tenuti troppo bassi rispetto alle indicazioni degli esperti farmacologi.
LUGLIO 1990: primo arresto a Torino, una coppia detiene 5 grammi di hashish. Primo arresto a Roma, un ragazzo detiene 2 grammi di cocaina. A Cagliari, viene comminata una pena di 2 anni e 4 mesi di reclusione e 2 milioni di multa per »spaccio di 2 grammi di eroina.
LUGLIO 1990 : Raffaele Bertoni, presidente dell'Associazione nazionale magistrati: »Non servono leggi manifesto, ma leggi che funzionino realmente. Per questo chiediamo che una struttura già di per sé deficitaria venga immediatamente rafforzata per far fronte al maggior carico di lavoro che la normativa sugli stupefacenti richiede .
OTTOBRE 1990/APRILE 1991: alcuni giudici di merito (Roma, Torino, Bergamo, Camerino) ricorrono alla Corte Costituzionale. Oggetto: la Dmg, che fissando rigidamente i limiti tra consumo e spaccio, »appiattisce tutti su di una tabella ministeriale. Non c'è più e non è rilevabile la differenza tra spacciatore e consumatore (G.Caselli, presidente 1a sezione penale tribunale Torino).
DICEMBRE 1990: viene emanato il decreto n.445 che determina limiti e modalità di impiego dei farmaci sostitutivi nei programmi di trattamento degli stati di tossicodipendenza. Di fatto, non è più possibile ottenere un trattamento di mantenimento metadonico.
De Lorenzo invia i Nad (Nuclei anti-droga) dei carabinieri a controllare come i medici usano il metadone in 300 dei 500 servizi per le tossicodipendenze.
GENNAIO 1991: a sei mesi dal vero della legge, sono 6 mila le segnalazioni di consumatori giunte alle prefetture. I morti di overdose passano dai 973 dell'89 ai 1152 del 1990.
Alla fine del 1990, i tossicodipendenti detenuti sono il 28,8 per cento della popolazione detenuta; erano il 19 per cento nel 1986.
1991-1992: i giudici del Csm hanno allo studio un progetto di depenalizzazione dei reati minori, inclusi quelli del consumo e della detenzione per uso personale di droghe.
APRILE 1991: la legge 162 prevedeva che entro 60,giorni dovessero essere fissati per decreto organici e caratteristiche dei Sert. Nell'aprile del '91 il personale, previsto in 5400 unità, non supera le 2500. Al sud, su 50 Ussl solo 25 hanno un Sert. Nessun Sert rispetta il servizio previsto aperto 24 ore su 24.
APRILE 1991: 303 i morti per overdose nel 1o trimestre dell'anno. Erano stati 239 nel 1o trimestre del '90.
MAGGIO 1991: secondo i dati della direzione Affari penali del ministero di Grazia e giustizia, tre il luglio '90 e il maggio '91 le forze dell'ordine hanno segnalato alle procure oltre 25 mila persone (+25 per cento rispetto ai 10 mesi antecedenti la legge), con un aumento del 30 per cento degli arrestati, che sono 19 mila a fronte dei 5548 a piede libero. Leonardo Agueci, sostituto procuratore a Roma: »L'effetto più evidente della nuova normativa è l'aumento massiccio degli arresti dei consumatori e dei piccoli spacciatori .
GIUGNO 1991: il Tar della Lombardia dà ragione ad alcuni medici e tossicodipendenti che chiedevano »libertà di terapia , di mantenimento metadonico secondo i bisogni del singolo paziente, oltre le rigidità astratte del decreto ministeriale n.445/90.
GIUGNO 1991: i morti per overdose arrivano a 528 dal 1o gennaio. I detenuti tossicodipendenti arrivano a 7300. Su 9053 casi di Aids in Italia, 6219 riguardano consumatori di droghe.
LUGLIO 1991: la Corte Costituzionale, pur non accogliendo i dubbi di incostituzionalità posti da numerosi giudici di merito, nota che questa legge »introduce norme insolite e rischia »di perdere legittimità se ingiustificatamente protratta nel tempo . Fa poi appello al legislatore, ricordandogli il suo »compito essenziale di verificare sul concreto terreno applicativo, alla luce del sistema normativo in questione, la bontà delle scelte di merito e di individuare le linee di ogni possibile ed utile modifica migliorativa .
LUGLIO 1991: Ivrea, Reggio Calabria, Lecce. Tre giovani si suicidano in cella dopo l'arresto per detenzione di sostanze stupefacenti. Uno di loro ha 18 anni e una dose di hashish di poco superiore alla Dmg.
AGOSTO 1991: il ministro Martelli vara subito dopo il decreto 247/91 con cui dichiara non più obbligatorio l'arresto di chi viene trovato in possesso di una quantità di droga di poco eccedente la Dmg, invitando con ciò i giudici e le forze dell'ordine ad una scelta meno repressiva. Nasce la »lieve entità (di poco eccedente la Dmg). Martelli dichiara: »Non è una nuova legge ma un'interpretazione autentica della legge che rimette alla valutazione del giudice anziché a rigidi automatismi la privazione della libertà personale .
OTTOBRE 1991: rilevante è il successo della raccolta delle firme per il referendum abrogativo di quella parte della legge 162 che prevede le sanzioni penali contro il consumatore, promosso dal CORA, Coordinamento radicale antiproibizionista e appoggiata dai partiti d'opposizione e da numerose realtà del volontariato e del privato sociale. Nonostante una campagna referendaria povera di mezzi e di strumenti di comunicazione, ben 721 mila cittadini hanno votato contro le norme repressive.
NOVEMBRE 1991: in questa direzione, del resto, si sta muovendo l'Europa, con la scelta di alcune grandi città di attuare strategie che rifiutano la repressione, che danno per sconfitto il binomio punizione-terapia (Dichiarazione di Francoforte, 1990, ribadita e rinnovata nel 1991).
Lo stesso Parlamento Europeo se pure non ha alla fine approvato, per un minimo scarto di voti, la risoluzione proposta da una sua Commissione contro la punibilità del consumatore, ha visto per la prima volta uno schieramento massiccio di parlamentari di gruppi diversi dichiararsi a favore di nuove strade da tentare, oltre e dopo la sconfitta della »guerra alla droga di stampo statunitense.
31 GENNAIO 1992: 1279 morti per overdose nel '91 (+10,16 per cento). Aumentano i tossicodipendenti che entrano in contatto con i Sert (+24 per cento) ma anche quelli che entrano in carcere: sono ormai il 34 per cento della popolazione detenuta.
GIUGNO 1992: si costituisce a Roma l'Intergruppo antiproibizionista, composto da parlamentari di tutti i partiti - anche di governo - escluso l'Msi. All'ordine del giorno la riforma della legislazione sugli stupefacenti e la discussione attorno ad ipotesi di legalizzazione.
LUGLIO - NOVEMBRE 1992: sull'onda del sovraffollamento delle carceri il Consiglio dei ministri vara un decreto legge (più volte reiterato, fino all'attuale 431/92) che sancisce formalmente l'incompatibilità tra stato di detenzione e Aids, pur apparendo ancora limitativo e a rischio di inefficacia. Lo stesso decreto fissa in 4 anni (anziché 3) la pena o la pena residua al di sotto della quale il tossicodipendente può fruire della forma alternativa dell'affidamento in prova.
AGOSTO 1992: il ministro Martelli afferma la necessità di rivedere alcuni aspetti delle sanzioni penali contro i consumatori, interrompendo il passaggio dal circuito amministrativo a quello penale. Il presidente della Commissione giustizia della Camera, il democristiano Nicotra, si dice favorevole ad una ipotesi di legalizzazione per lottare con più efficacia contro la mafia.
Un gruppo di 19 senatori di Pds, Rifondazione, Pri e Verdi presenta una mozione che sottolinea »la necessità e l'urgenza di una valutazione senza pregiudiziali ideologiche sulla reale efficacia delle legislazioni proibizioniste .
Anche durante la discussione sulle misure antimafia, da parte di esponenti di gruppi parlamentari diversi, riemerge la necessità di rivedere la legge.
L'ex presidente del consiglio Andreotti dichiara che la legalizzazione è »un argomento da discutere con profondità e in spirito oggettivo . Il segretario nazionale del sindacato di polizia Siulp si schiera contro la punibilità dei tossicodipendenti e per la legalizzazione.
OTTOBRE 1992: le carceri scoppiano. Si arriva a 50 mila detenuti, erano 32 mila all'inizio del 1991. Di loro oltre un terzo sono tossicodipendenti. I detenuti sieropositivi sono oltre 4 mila. Protestano e denunciano una situazione invivibile in tutta Italia detenuti, operatori e polizia penitenziaria.
NOVEMBRE 1992: il presidente del consiglio Giuliano Amato, in una conferenza stampa congiunta con l'antiproibizionista radicale Marco Pannella - sabato 14/11 alle ore 17,30 - annuncia che »per i tossicodipendenti non serve il carcere , pur confermando la necessità di mantenere l'illiceità del drogarsi (»le sanzioni penali vanno superate, magari mantenendo quelle amministrative ).