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Conferenza droga
Rossi Carla - 22 gennaio 1993
Prevenzione AIDS a scuola.

L'intervento che segue è tratto da un tema svolto da un ragazzo di Liceo scientifico, tra quelli più impegnati in quelle attività para ed extrascolastiche che implicano attenzione a temi sociali. In particolare, Francesco si occupa, all'interno della sua scuola, del "Progetto Giovani", interessandosi specificamente di attività legate al settore musicale.

Ritengo utile l'analisi di quanto riportato nel tema perché sono ben evidenziabili aspetti importanti legati al problema dell'informazione e della prevenzione.

Già dal titolo emerge, infatti, un primo problema di imprecisione dell'insegnante, che confonde l'AIDS con il virus che determina la relativa sindrome. Potrebbe trattarsi di un problema dovuto principalmente all'opportunità di mantenere abbastanza breve il titolo del tema, ma, anche in tal caso sarebbe stato meglio evitare ogni possibile confusione.

Il titolo del tema era il seguente:

"Come vedi il problema dell'AIDS e le conseguenze che questo virus comporta nell'ambito della società."

Per lo svolgimento è stata scelta la forma di dialogo sul tema; ne riportiamo alcuni stralci:

...Poche settimane fa mi telefonò una mia amica chiedendomi di andare da lei per parlare di una cosa importante. Quando arrivai trovai che aveva un umore strano, rideva quasi istericamente, poi, all'improvviso, diventava seria. Dopo circa mezz'ora diventò cupa e mi disse a mezza voce: "Ho l'AIDS".

Rimasi senza parole. Lei disse : "Ho paura". Le risposi: "Cerca di continuare a vivere il più serenamente possibile. Passeranno anni prima che la malattia si sviluppi, non ti abbattere ora."

Cominciò a piangere, poi disse: "Adesso non è il virus a spaventarmi, sono gli altri. Ho paura dei pregiudizi che avrà la gente nei miei confronti. Sarà la gente il mio primo problema, non la malattia."

"Ti capisco. Forse è veramente questo il problema dei sieropositivi. La campagna di informazione che è stata fatta a proposito del virus ha contribuito a creare il terrore tra la gente e ha fatto vedere i sieropositivi come dei veri mostri."

Le chiesi ancora: "Come sei stata contagiata?"

"Tramite il mio ragazzo. Non avevo il minimo sospetto che potesse avere il virus e neanche lui lo sospettava. Probabilmente è stato contagiato in modo del tutto casuale e se ne è accorto circa un mese fa, quando è andato a fare i "3 giorni". Sono la sua prima ragazza e non fa uso di droghe, non fuma neanche!"

"Ormai il rischio maggiore è proprio tra le "categorie non a rischio". Tutti sanno come evitare il contagio e quando si trovano a contatto con "categorie a rischio", prendono le dovute precauzioni, ma...."

"Sono stata proprio imprudente!"

"Forse sì, ma penso che anche qui la campagna di informazione abbia indirizzato la tua scelta. Si è messa in allarme la gente verso i soggetti cosiddetti a rischio e non ci si è occupati degli altri. Bisognerebbe utilizzare precauzioni con chiunque, senza pregiudizi."

"Hai ragione, ma chi l'avrebbe mai detto che un ragazzo come lui potesse essere infetto. Questo virus sta veramente invadendo il mondo."

"Sinceramente credo di no. Secondo me, prima o poi con un'adeguata informazione si riuscirà ad arginare il virus. In questo modo l'AIDS sarà debellato."

Commento:

Da quanto riportato sopra sembra emergere un desiderio inappagato di informazione corretta. E' anche significativo che la malattia sia vista senza speranza. Non sembra essere presa in nessuna considerazione la possibilità di arrivare ad una terapia efficace, mentre grande importanza si attribuisce alla prevenzione diffusa e capillare e si stigmatizza l'impostazione sbagliata delle campagne che, almeno inizialmente, hanno fatto riferimento a gruppi o categorie a rischio, ostacolando la diffusione di una informazione adeguata tra i giovani in età scolare. Non si fa cenno alcuno all'opportunità di identificare gli individui infetti e, tanto meno, di isolarli. Correttamente la prevenzione viene pensata come diretta a tutti e, in particolare, ai non infetti, contrariamente a quanto recentemente adombrato in sede vicina al Governo, contrabbandando, nei confronti dell'opinione pubblica, provvedimenti di schedatura (attraverso test obbligatori) per provvedimenti con potenzialità preventive.

 
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