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Conferenza droga
Pezzilli Dora - 27 gennaio 1993
Domadnda retorica, che aveva sopratutto lo scopo di lasciarmi riflettere nella risposta.Intedno sull'effetto terapeutico che questa topica ha avuto sulla mia condizione vissuta. Qui ed ora.A distanza di cierca ventiquattrore dalla somministrazione della "pillola per l'anima",posso trarre questa positiva esperienza:
Che sicuramente ogni sostanza crea una differenza, anche quella generatata dall'effetto del suono di una mano sola.

Che l'autoaccarezzamento e' una propieta' idonea ad una eta' infantile di crescita, per cui, cio' che fa la differenza tra una persona sola e una che non lo e' e' solo la memoria.

Evitare la introspezione masturbatoria e quindi diventare adulta significa riconoscere che al di la' dei limiti di una sostanza esistono i limiti della persona.

La droga non puo' dare nulla di piu' che questa distanza, quella della consapevolezza, trarne beneficio in modo tale che il risultato sia il prodotto non della sostanza ma della persona, deriva dalla volonta' e dalla coscienza.

Superare il contrappasso che lega il bisogno di carezza autonoma con il bisogno di riconoscimento di una persona, e' propria di una fase adulta della vita, nella quale la confusione tra realta' e sogno e' stata adeguatamente superata.

Per questo c'e' bisogno all'occorrenza di controllo terapeutico di una sostanza.Anche birra.

La decisione va lasciata a chi vive quella esperienza, in liberta' ed in autonomia, il rischio e la pena e di fare di quella persona solo una maschera, una etichetta, mai sufficentemente autonoma.

Questo depreme e crea malattia.

Il gatto si mangia la coda.

Quindi affermo per esperienza, che ogni legge sulla droga che limita in qualsiasi modo l'autonomia della persona sara' destinata a fallire come l'altra, sull'interruzione compromissoria di gravidanza. Io sono ancora convinta che solo la verita' e' davvero rivoluzionaria.Riempiamo come Sandro Pertini voleva una volta, sterminati granai di droga buona, nonviolenta, prodotta anche in piena autonomia, ridiamo liberta' alla scienza, sperando che ne tragga giovamento anche la politica.

Se poi per fare questo, per ottenere questo, saremo costrtti a mettere tra di noi una distanza, necessaria, legittima, ognuno di noi si comportera' come nelle regole della nonviolenza, vi saranno aree di ospitalia' (Croazia-Serbia) dove in un tempo che spero breve per cio' che mi riguardas, sara0' possibile condividere la medesima attrazzione, senza che questo debba scatenare una guerra.

Basta rispettare, le regole della reciproca educazione.

Ci vorra' un supervisore, e per cio' che mi riguarda, credo che come nella miglire tradizione del paradosso radicale e' sufficente, non violentare l'intimita' delle persone, condividere cio' che e' possibile condividere.

La mia obiezione alla legge sulle droghe resta totale.Indipendentemente dalle alleanze governative.Vedere il nascere di nuove Repubbliche che violano perfino la Costituzione precedente, non mi sembra possibile.

Potete comprendere quindi su che base ' stata fatta la nostra Costituzione.Ritengo quindi risolto il paradosso radicale, per fare delle buone opere ci vogliono buone persone, se per fare le opere Cellini ha dovuto dare mano alle stoviglie romane, e' perche' le statue non possono protestare.Io per me, se per sentirmi radicale, saro' costretta a continuare a protestare, pazienza, continuero' a protestare.E' finito il momento di tacere.

 
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