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Conferenza droga
Fiorenzi Massimiliano - 11 febbraio 1993
STUPEFACENTI: CONDANNATO MEDICO CHE PRESCRIVEVA MORFINA

MILANO, 10 FEB - E' stato condannato a 2 anni e 10

mesi di reclusione il medico Mauro Demolli, accusato di spaccio

di sostanze stupefacenti perche' aveva prescritto dosi di

morfina ad alcuni tossicodipendenti che aveva in cura. I giudici

dell'ottava sezione penale del tribunale di Milano hanno

riconosciuto che il medico prescriveva la morfina solo a scopo

terapeutico quindi, oltre alle attenuanti generiche, gli hanno

concesso anche quelle per il ''particolare valore morale e

sociale''. Il pubblico ministero aveva chiesto per il medico una

condanna a sei anni di reclusione.

Mauro Demolli, assistito dagli avvocati Giuliano Pisapia e

Gabriele Fuga, si e' sempre difeso sostenendo di avere

prescritto la morfina in base ad un programma terapeutico

preciso che prevedeva anche un trattamento di tipo psicologico.

Davanti ai giudici dell'ottava sezione penale del tribunale i

testimoni, ex tossicodipendenti curati dal medico ed esperti del

settore, hanno sostenuto la validita' del trattamento. L'avv.

Pisapia, avvocato difensore di Demolli, si e' dichiarato

soddisfatto dell'esito del processo e ha annunciato che

ricorrera' comunque in appello: ''I giudici, considerate le

attenuanti concesse, hanno ritenuto validi gli argomenti

difensivi. Certo non hanno potuto ignorare la legge Jervolino-

Vassalli, che deve essere cambiata al piu' presto''.

Sulla sentenza ha preso posizione

l'on. Tiziana Maiolo, capogruppo degli ''Antiproibizionisti'' in

comune a Milano. ''La condanna del dottor De Molli - sostiene

l'on. Maiolo - indica una volta di piu' l'urgenza di cambiare la

legge Vassalli-Jervolino sulla droga. E' gravissimo infatti che

i medici siano privati del diritto-dovere a decidere liberamente

le terapie. E' ancor piu' grave che quei medici che hanno

aiutato i tossicodipendenti a evitare l'eroina di strada (quindi

l'overdose e il contagio da Aids) somministrando loro la

morfina, vengano arrestati e condannati''. ''Saranno i cittadini

- sostiene l'on. Maiolo - a stabilire, con il referendum di

primavera se sia il medico o lo stato a dover decidere sulla

salute del cittadino''.

 
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