Ci domanderemo se tutto quello che sta avvenendo, se tutto quello che é avvenuto, sia un frutto aberrante o un errore dovuto all'imprevedibilità del comportamento degli individui; e molti sosterranno che sono mancati i sorveglianti di chi era stato delegato a sorvegliare, una omissione del cattivo governo. Ciò che é avvenuto, le sofferenze e le morti, le mortificazioni e gli atteggiamenti paranoici non sono un mostro originato dalla "follia omicida" bensì si collocano come esito conseguente, come estrema simbolizzazione dell'universo concentrazionario a cui il senso comune del potere sostenuto dalla pubblica stupidità ha condannato una generazione,h al nuovo internamento. Ancora una volta non sono le categorie giuridiche che possono darci una maggiore comprensione dei fatti, il trovare il colpevole o i colpevoli dell'omicidio. Siamo di fronte ad una piccola Norimberga, in cui i crimini di pace, come li chiamava Franco Basaglia, devono trovare il luogo della loro denuncia come imbarbarimento collettivo, dist
ruzione dell'ethos, dei fili della solidarietà, intesa non come sentimento vagamente umanitario, ma come scoperta di ciò che ci connette gli uni agli altri, di ciò che ci chiama a rispondere in solido. Si, Muccioli Vincenzo é responsabile, non di avere tenuto nascosto il fatto al magistrato, ma di avere creato un nuovo manicomio, un luogo di sopraffazione, di delazione, di violenza morale e psicologica, di sfruttamento, dove la regola é uno stile di vita intollerante e promuove la complicità di tutti contro qualunque scelta o punto di vista diverso. La "collina benedetta", nel perseguire l'esistenza del bene, come l'Inquisizione calpesta il bene dell'esistenza in tutte le sue varietà meravigliose; nella "difesa della Vita" non c'é spazio per la vita, nel rispetto delle possibilità diverse da quanto la nostra filosofia possa prevedere. Niente di più facile che due o tre marins, come in Codice d'Onore, siano stati più realisti del re, abbiano esagerato; ma qual é l'esagerazione dell'esagerazione? cosa non é es
agerato a S. Patriganano? c'é un Codice d'Onore a S. Patrignano? e chi ne é responsabile? Anni fa (nel 1982) ci recammo a visitare la comunità in tempi non sospetti; capimmo presto di cosa si trattava, di come le cose funzionassero nel senso che ha portato a i fatti conosciuti. La storia di S. Patrignano si apre con un processo per violenze, e la violenza dell'istituzione che Muccioli ha tentato di contenere in questi anni apparendo agnello é riesplosa: due suicidi anni fa, ed ora l'omicidio. Non la vita, la morte é la cifra di S. Patrignano. In questi anni abbiamo lavorato per chiudere i manicomi, e in alcune parti d'Italia ciò é realtà, e abbiamo lavorato per riallacciare le reti di solidarietà che gli stili di vita moderni distruggono promuovendo i Club di auto aiuto territoriale come risposta alla sofferenza della gente, sia psicologica sia legata all'uso di droga e di alcol. Oggi sappiamo, come ieri, che la lotta contro la violenza segregazionista non ha mai termine, che essa rispunta in forme nuove e
simili, che il manicomio non é solo un luogo fisico... é un luogo della nostra anima.
Luigi Colaianni
Bari
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