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Conferenza droga
Colaianni Luigi - 22 marzo 1993
L'ecologia dei comportamenti a rischio
Cercherò di esporre le mie relative certezze e le mie perplessità circa l'approccio (parlo del metodo, non delle specifiche proposte) ai problemi alcol e droga correlati che molti sostengono in quest'area e anche fuori, come Luigi Manconi, Arnao e altri amici. Non ho dubbi circa l'analisi comune del proibizionismo e delle sue implicazioni dannose sulla vita di chi usa sostanze tossiche psicoattive e di chi non le usa; l'aspetto che mi sembra sfuggire al dibattito é quello della sofferenza personale e collettiva (famiglia, comunità locale) che io vedo associata allo stile di vita che prevede l'uso. Sofferenza c he viene vieppiù aumentata dal proibizionismo, ma che, credo, non scomparirebbe qualora la legalizzazione o altra soluzione fosse vigente. Lavoro in un Ser.T. di Bari che ha attivato e promosso l'esperienza dei Club di Auto aiuto Territoriale come risorsa della gente per sperimentare stili di vita più evolutivi, liberi dalle droghe. La proposta dei Club é drug-free, che indica il comune impegno a sospe

ndere l'uso dell'intera famiglia di droghe legali e illegali. Tutto ciò nella comunità reale, quella locale, i propri quartieri, che devono diventare "terapeutici". Ritengo che la battaglia per la legalizzazione sia politicamente avanzata; d'altra parte ritengo che le idee che sottendono la filosofia della "riduzione del danno" sia non ecologiche; non faccio l'errore di non vedere il bene per perseguire il meglio, ritengo che l'idea di salute non sia "solo" la riduzione della patogeneticità dei comportamenti a rischio, bensì la riduzione degli stessi comportamenti e soprattutto l'utilizzazione di strategie evolutive per risolvere ciò che ci crea sofferenza. I criteri di base sono legati alle seguenti idee: coscienza del limite (Quohelet,) in chiave ecosistemica; apertura al mondo perché consapevoli dei limiti della coscienza (libro di Giobbe); condivisione delle ragioni della sofferenza personale come modulazione della sofferenza legata alle nostre relazioni significative; superamento della "non attinenza" (

cosa c'entro io? é lui che si droga!) da parte del contesto e rifiuto della delega a riparare da parte deglo operatori dell'aiuto; definizione del problema come un fatto riguardante tutti e non solo la persona che ha i Problemi Alcol/Droga Correlati (PADC) perché siamo tutti a rischio. Credo che il vero dramma di cui i fatti che sono accaduti in questi dieci anni sono indicatore é stata la riproposizione di un punto di vista individualistico, che ha disgiunto le connessioni e quindi la possibilità di comprendere i fatti stessi; la delega a guarire, cioé a controllare l'altro e il suo comportamento sono i presupposti dell'antica ottica manicomiale, dell'elettroshock, dell'intervento di un "esperto" su un qualcosa di morto, di non vivo; cioò che io osservo nel mio lavoro non é solo la sofferenza legata alle condizioni d'uso, ma é una sofferenza sociale, personale, legata alla qualità della vita che non ha ascolto nelle nostre città, che non ha sedi di legittimazione, che non ha altri modi per rivelarsi se no q

ello della follia e dei PADC. Noi riteniamo che ogni persona, ogni famiglia, ogni società che ha un problema abbia al suo interno le risorse per risolverlo in modo funzionale e per cambiare; siamo organismi omeostatici, in perenne pendolarità tra la sopravvivenza e l'integrità; solo chi é parte del problema sarà parte della soluzione; per questo la sola proposta della riduzione del danno mi sembra riduttiva. Non vorrei solo vivere meno male, vorrei vivere al meglio possibile.

Luigi Colaianni - Centro di Ecologia Umana - Bari

OBIETTIVO 17 OMS

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Entro il 1995 in tutti gli Stati membri si dovrebbe avere una riduzione significativa dei comportamenti dannosi per la salute, del consumo di alcol e di prodotti farmacologici, dell'uso di sostanze illecite e di prodotti chimici dannosi, della guida pericolosa e del comportamento sociale violento.

La Regione Europea dell' OMS raccomanda inoltre una riduzione dei consumi del 25% entro l'anno 2000.

Conferenza di Adelaide per la promozione della salute.

 
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