Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mar 28 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza droga
Pezzilli Dora - 31 marzo 1993
Avverto subito il prossimo che ho ancora dei dubbi sul referendum, nonostante tutto. E ne spiego i motivi:
L'abbattimento delle norme che regolano la cosidetta modica quantita' e lasciano libero il medico di decidere la terapia danno luogo ad un enorme paradosso.

La legge Jervolino Vassalli per quanto infame legava il concetto di spaccio a ben precise norme di legge che non erano in se' opinabili oltre un certo limite in quanto legate al concetto di quantita' e di ripetitivita' dell'evento.

Senza queste norme e misure la decisione di qualificare il tossicodipendente "spacciatore", non dipendera' piu' dalla norma in se', ma soltanto dall'opinione del magistrato o del Prefetto.

Mi chiedo: w3 ² â àa chi il magistrato e il Prefetto si riferiranno per avere le informazioni necessarie atte a definire il soggetto uno spacciatore o meno? Da quanto ho capito, ritorneremo all'antico metodo, le chiacchere del portinaio, l'opinione del parroco, o peggio ancora il parere del poliziotto.

Voi capite, che per un semplice consumatore di cannabis, questo e' davvero peggio della legge Jervolino, sopratutto per un fatto, perche' a distanza di anni dall'inizio del proibizionismo il panorama politico e' completamente cambiato, Muccioli non e' piu' Dio e Craxi nemmeno, quindi a conti fatti meglio tenersi la Jervolino e puntare tutto sull'abbattimento dell'articolo di principio in Parlamento,.

L'aggravante, se passa il referendum, che intravedo, e' inoltre il fatto che implicitamente in questo modo si andrebbe a confermare per due volte l'assenso nei confronti del divieto ad usare droghe come questione di principio, norma che da sempre contesto, e da sempre ritengo incostituzionale e violenta nei confronti del cittadino.Doppia fregatura insomma.

Quancuno puo' sostenere che in questo modo pero', si ottiene un vantaggio nei confronti di coloro che usano droghe pesanti e che questo e' piu' vicino al concetto di bene comune. Io non sono dello stesso avviso.La nascita di una futura repubblica, che in questo momento si profila all'orizzonte, con la messa in clandestinita' di tutti coloro che fanno uso di droghe leggere, non mi pare sia un prezzo sopportabile per chi crede nel diritto, che per principio non puo' favorire qualcuno a spese di un'altro.Forse sei anni fa, aveva senso questo discorso, oggi il vantaggio sarebbe minimo, (anche per coloro che fanno uso di ero), e lo svantaggio per tutti, massimo.

Dovremmo dire chiaro e tondo che abbiamo cambiato parere, perche' cambiato e' il panorama politico e che il popolo Italian0o e' tranquillamente in grado di saper riconoscere ancora il diritto al proprio corpo, al proprio discernimento alle ragioni che ci hanno sempre distinto come Patria del diritto.

Tenete inoltre presente che, vincendo il referendum, avremmo saltato di pari passo, uno scalino, quello che conduce nella stragrande maggioranza dei casi la persona ad arrivare al buco, sempre per questioni di mercato. Rimanendo lo spinello clandestino, tutto il discorso prevenzione, se ne andra' a quel paese, e ci troveremo in una situazione simile a quella nella quale si trovarono gli indiani d'america con l'alcool.Sarebbe meglio che il Partito Radicale cambiasse idea in questo momento.Chi cambia parere, vuol dire che puo' permetterselo e non vedo nulla di disonesto in questo.

In definitiva il discorso che riguarda il diritto privato e' il piu' radicale che sia mai esistito o sbaglio.?

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail