Cosa è davvero il referendum sulla legge "Jervolino-Vassalli" sulla droga? E cosa cambierà con la vittoria del SI'?
Ecco qualche informazione in proposito.
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1. Che cosa non è il referendum:
Non è il referendum sulla punibilità dei tossicodipendenti. Numerosi organi di informazione continuano a ripetere questa definizione, che è, invece, impropria.
Questo referendum, promosso dagli antiproibizionisti, non è un referendum antiproibizionista. La letteralità del quesito e le dirette conseguenze di una vittoria del "Sì" non porteranno alla legalizzazione.
2. Che cosa è il referendum:
Viene richiesta l'abolizione delle sanzioni penali per i consumatori, l'abolizione del criterio della "dose media giornaliera" e la restituzione ai medici dell'autonomia terapeutica.
La Convenzione di Vienna del 1988, ratificata dal Parlamento nel 1990, impone di sanzionare come illecito l'uso personale e non può essere sottoposta a referendum. Perciò, anche in caso di vittoria del "Sì", la detenzione di sostanze proibite resterebbe illecita e passibile di sanzioni amministrative.
3. Che cosa cambierà con la vittoria del "Sì" ?
* Il tossicodipendente potrà farsi curare dal proprio medico di fiducia il quale potrà scegliere la terapia migliore, caso per caso, senza scontrarsi con disposizioni ministeriali ispirate a criteri non di salute ma di ordine pubblico. Nello stesso spirito si aboliranno le norme che obbligano il medico di famiglia a segnalare ai servizi pubblici chi abbia fatto uso di sostanze proibite.
* I consumatori di sostanze proibite non subiranno più, solo per questo motivo, una condanna penale ma solo una sanzione amministrativa. Nessuno considera il carcere utile o educativo per un ragazzo che fuma qualche spinello o per il tossicodipendente. L'articolo 76 della legge e il criterio della "dose media giornaliera" sono, invece, l'autostrada verso la galera.
* Verrà cancellato il criterio della "dose media giornaliera" per distinguere fra consumatori e spacciatori. Al giudice sarà così restituito il diritto-dovere di punire il reato di spaccio sulla base dei fatti.
* L'amministrazione della giustizia potrà essere liberata dal peso e dal costo di decine di migliaia di processi. Oggi il possesso di 15.000 lire di hashish o di 150.000 lire di eroina fanno scattare le sanzioni penali. E quindi un processo, un processo d'appello, un eventuale ricorso in Cassazione. Un reato da poche decine di migliaia di lire si traduce in un costo di decine di milioni per la società. Risparmiando su tribunali e galere potremo avere più soldi per la sanità e per impedire che i tossicodipendenti si ammalino di Aids o di epatite.
* Verrà abrogato il "manifesto ideologico" della legge, dove si afferma (articolo 72): »E' vietato l'uso personale delle sostanze stupefacenti e psicotrope . L'abolizione di questo articolo non avrà alcuna conseguenza pratica ma eliminerà un elemento di "morale di Stato" del tutto anomalo all'interno della tradizione giuridica dello Stato di diritto.
* Non si creerà nessun vuoto legislativo. Dopo il 18 aprile non sarà obbligatorio mettere mano alla legge per adeguarla agli esiti della consultazione referendaria. Il successo del "Sì", tuttavia, potrà dare impulso al processo di revisione della legge 162/90 perché si possa presto giungere a una politica realmente efficace contro il narcotraffico e contro la tossicodipendenza.