E così la seconda storia che vi voglio raccontare, è quella del Dr. Dole e della dottoressa Nyswander, e dei loro studi metabolici sull'eroina e sul metadone.
Cercherò di farla breve, anche se vista la gran confusione che regna sull'argomento non sarà facile.
Nel 1964, questa bella coppia di ricercatori (si sposarono nel '65) cominciò a fare degli studi sul metabolismo dei tossicodipendenti.
Come molti altri prima (e dopo ) di loro, erano giunti per vie diverse alla conclusione che l'unica soluzione realistica al problema della maggior parte dei tossicodipendenti fosse quella del mantenimento con narcotici ottenuti legalmente, e volevano verificare sperimentalmente gli effetti metabolici di un tale mantenimento.
Cominciarono con due pazienti, entrambi detenuti per possesso di droghe e furto. Entrambi avevano provato varie "cure", compresa la psicoterapia, ed entrambi erano ancora dipendenti dall'eroina e quindi felicissimi di partecipare a un progetto in cui avrebbero ricevuto dei narcotici senza dover rubare o rischiare di essere arrestati per averli.
Cominciarono con piccole dosi di morfina, 15 mg. quattro volte al giorno, ma furono lasciati liberi di aumentare il loro dosaggio a piacere. Entro tre settimane erano arrivati a 600 mg. al giorno. (l'equivalente di circa sei grammi di eroina da strada).
La morfina li assorbì totalmente. Se ne staveno per la maggior parte della giornata seduti passivamente davanti alla TV, e non rispondevano a nessuna delle attività che gli venivano offerte. Se ne stavano lì ad aspettare la prossima iniezione.
Illustravano alla perfezione il problema principale di tutti i programmi di mantenimento a narcotici: quello del dosaggio.
Se un medico dà al paziente meno di quanto gli serve, questi può ottenerne di più da un secondo medico, o comprare degli altri narcotici in strada.
Se glie ne dà quanto ne vuole, può dividere la sua dose con altri, o rivenderne una parte in strada. Il problema viene risolto in vari modi.
Dopo un po' di tempo che un tossicodipendente si fa una certa dose giornaliera, - anche una dose enorme - diventa "assuefatto" a quella dose, e se la cava bene con essa. Questo è senz'altro ciò che sarebbe successo ai due pazienti di Dole e Nyswander se avessero continuato i loro test per un lungo periodo. Alcuni pazienti, oltretutto, sono in grado di stabilizzarsi su dosi abbastanza piccole. Altri "saltano" su e giù di dosaggio.
(Abbiamo visto nel mio precedente testo che il Dr. Halsted si era stabilizzato sui 90-120 mg. al giorno.)
Nel caso di questi due pazienti, una cosa interessante accadde alla fine dei test sulla morfina.
Finiti tutti gli esami clinici, il regolamento prevedeva che fossero disintossicati e rispediti in carcere. La procedura di disintossicazione veniva fatta trasferendoli a metadone e scalando progressivamente le dosi fino a zero.
Una volta stabilizzati a metadone, però, i due medici decisero di aspettare prima di scalare le dosi e di rifare tutti gli esami con questo secondo narcotico. I due pazienti vennero quindi mantenuti per un certo periodo con alte dosi di metadone.
E avvennero dei cambiamenti sorprendenti...
Il più vecchio dei due iniziò a dipingere alacremente, il più giovane continuava a chiedere ai dottori di poter studiare per il diploma di scuola superiore. Entrambi furono mandati a scuola fuori dall'ospedale, dove dormivano e continuavano a prendere quotidianamente il metadone.
Quando questi risultati furono replicati col seguente gruppo di tossicodipendenti, i due dottori cominciarono seriamente a pensare di aver scoperto qualcosa di utile...
I programmi di mantenimento a metadone ebbero un enorme successo nella seconda metà degli anni '60 negli Stati Uniti, per essere poi stroncati politicamente sulla base dei soliti ragionamenti in base ai quali un tossicodipendente non può continuare a "farsi" ma deve essere, volontariamente o meno, "curato", anche quando tutte le ricerche fatte indicavano come anche le migliori e più selezionate comunità di recupero riuscissero a "recuperare" effettivamente meno del 3% dei pazienti.
(Non che il 3% sia poco, ma trovo decisamente sbagliato basare dei programmi di recupero su delle istituzioni che hanno un successo così scarso...)
Il malinteso di base sul metadone è proprio questo: viene considerato solo come farmaco utile alla disintossicazione, per la quale vale nè più nè meno quanto gli altri narcotici, mentre come farmaco di mantenimento pare che abbia degli indubbi vantaggi rispetto alla morfina o all'eroina.
Per concludere, un'osservazione: tutti gli studi seri fatti sull'argomento tossicodipendenza (compresa la commissione Nixon del 1970) concludono che in fondo l'unica soluzione seria al problema dei narcotici è qualche sistema legale di fornire questi farmaci a chi non ne può fare a meno.
Nessuno si sognerebbe di negare l'insulina a un diabetico, ma quando si tratta di narcotici...
... come abbiamo visto ripetutamente in questa conferenza, qualsiasi programma serio che vada a mettere in pericolo un business delle dimensioni di quello dell'eroina avrà necessarimante la vita dura, se non impossibile.
Un'ultima notarella:
Se si definiscono i narcotici (oppio, morfina, eroina, metadone ecc.) come quelle droghe che "addormentano", e gli stimolanti (cocaina, anfetamine, caffeina ecc.) come quelle droghe che "svegliano", non è emblematico dell'ignoranza generale che quei "signori" che commerciano in stimolanti in Sud America si chiamino "Narcotraficantes" ?
Tratto da The Consumers Union Report On Licit & Illicit Drugs, 1972 (capitolo 5, pagine 133-138).
Liberamente condensato da M.Livraghi per Agora telematica, Roma.
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Della serie: Prohibition Tidbits [di M.Livraghi]