Chi si ricorda di Operation Intercept, la spettacolare operazione anti-
contrabbando che doveva chiudere il flusso di marijuana dal Messico agli Stati Uniti?
Fu lanciata con grande fanfara il 21 settembre 1969 e abbandonata nel generale imbarazzo l'11 ottobre - solo 20 giorni dopo.
Le code alla frontiera di San Ysidro erano già più lunghe di due miglia e mezzo dopo un'ora dal lancio dell'operazione, il traffico commerciale col Messico fu immediatamente paralizzato, i danni economici furono enormi, la gente insorse e si rischiarono delle vere e proprie sommosse popolari.
Col bel risultato che...
ci fu una scarsità di marijuana in alcuni stati per un paio di settimane, più immaginaria che reale, nel senso che la gran pubblicità all'operazione spinse chi ne aveva a tenersi le scorte, il prezzo salì leggermente, e...
prima ancora della fine dell'operazione la scarsità era già finita, in quanto i contrabbandieri si erano organizzati per altre vie, prevalentemente aeree, che avrebbero poi continuato a usare negli anni successivi per il traffico di cocaina. Una volta scoperta la vulnerabilità delle difese radar Americane, fecero tesoro dell'esperienza.
Sugli effetti di questa temporanea scarsità vale la pena di citare, per tutti, il professor Charles R. Beye, Chairman of the classics department at Boston University, in una lettera al New York Times:
'Nella loro euforia per avere reso la marijuana più difficile da trovare nelle nostre Università, potrebbero gli agenti antinarcotici federali meditare un attimo sulle ripercusssioni negative della loro campagna?
Molti trafficanti in risposta a questa scarsità stanno mescolando ingredienti di ogni tipo per produrre strani effetti psichici nè voluti nè previsti.
L'alto prezzo della marijuana fa sì che molti ragazzi passino a delle sostanze ben più strane, di cui la colla è solo la più leggera.
L'intensa pressione poliziesca rinforza in loro il senso di essere criminali e quindi antisociali. Inoltre, invece dei soliti studenti, persone più vecchie e dall'aria sospettosamente criminale stanno cominciando a vendere l'erba; evidentemente gli studenti dilettanti stanno venendo esclusi dal sempre più remunerativo business della marijuana e il crimine organizzato sta guadagnando un'altra strada da sfruttare.
Come persona che passa molto tempo coi giovani posso dire che la marijuana è qui per restare. Come padre posso solo sperare che queste leggi ipocrite, crudeli e innaturali e coloro che le fanno rispettare siano eliminate prima che un'intera generazione sia pervertita moralmente e corrotta fisicamente.'
Da uno studio fatto successivemente in California emergevano fra gli altri due fatti:
- In media il prezzo della marijuana era salito da 10,13 $ all'oncia nel maggio del 1969 a 11,87 $ in ottobre. (solo la metà scarsa degli studenti aveva ridotto il consumo al di sotto del livello abituale, l'altra metà era riuscita a fumare come al solito nonostante la "scarsità").
- Il 76% degli studenti intervistati rispondeva di aver aumentato il consumo di una o più droghe diverse (compreso l'alcool) a causa della scarsità di marijuana.
Penso che l'operazione in fondo si commenti da sola, ma mi permetterò di aggiungere due brevi note:
- Chi dice che è possibile fermare le droghe alle frontiere ignora (o finge di ignorare) il volume reale delle merci che transitano alle dogane.
Se è stato impossibile fermare l'afflusso di marijuana con Operation Intercept, figuriamoci quello di cocaina o di eroina che valgono dalle dieci alle cinquanta volte in più per chilo (dipende come si fanno i conti). Quello che i (limitati) sequestri possono ottenere è al massimo di tenere lontani dal gioco i piccoli trafficanti indipendenti, non legati al crimine organizzato.
- Chi dice che è possibile (e ancora lo dicono) fermare la produzione di materie prime per la produzione di narcotici o stimolanti nei paesi produttori non sa (o finge di non sapere):
1) Quanto è grande fisicamente la Bolivia.
2) L'unica ragione per cui il crimine organizzato si approvvigiona di materie prime nei paesi produttori è che tuttora costa meno che prodursi le sostanze sinteticamente in casa propria. Ci sono decine se non centinaia di narcotici e stimolanti sintetici che possono essere prodotti con facilità dagli stessi chimici che oggi raffinano le materie prime dei paesi produttori.
In realtà l'avvento del Crack nelle metropoli americane dimostra che qualcuno lo sta già facendo, ma è un vantaggio?
Tratto da The Consumers Union Report On Licit & Illicit Drugs, 1972 (capitolo 59, pagine 434-442).
Liberamente condensato da M.Livraghi per Agora telematica, Roma.
Della serie: Prohibition Tidbits [di M.Livraghi]