Di overdose sembra di no...I calcoli per ottenere questa stima sono complicati e non proprio precisi, ma state pur certi che non si discostano molto dalla realtà, perciò meditate su questo dato:
La dose media necessaria a uccidere un uomo adulto è stimata in circa 200 mg. di eroina pura (in una sola dose per via endovenosa).
Il che vuol dire che per morire di overdose un non-dipendente da eroina si dovrebbe iniettare in una sola volta l'equivalente di 20 buste medie da strada. (stimando il contenuto medio di eroina di una busta da strada attorno al 5%, che non è tanto lontano dalla realtà) Un tossicodipendente se ne dovrebbe iniettare molti di più perchè si è già assuefatto al farmaco.
:-o
Non vi tornano i conti? Strano...
O sono matto io o forse vi hanno informato male a voi...
Forse dovrei darvi alcuni ragguagli su come si è ottenuta questa stima.
Ok.
Naturalmente i dati sperimentali sono scarsi, in quanto non è così facile prendere venti tossici e venti studenti normali e iniettargli dosi massiccie di eroina per vedere a che dose schiattano.
Ma in questa civiltà si può benissimo fare con le scimmie...
Il dottor Lawrence Kolb e il Dr. A.G. Du Mez del Servizio Sanitario Pubblico degli Stati Uniti dimostrarono nel 1931 che ci vogliono sette o otto mg.
di eroina pura per chilogrammo di peso corporeo, iniettata direttamente in una vena, per uccidere una scimmia non assuefatta.
Su questa base ci vorrebbero più di 500 mg. (50 buste da strada piene, in una sola iniezione, per uccidere un uomo adulto.
La stima è minore per tener conto fra altre cose anche del fatto che il tossicodipendente da strada potrebbe essere più debilitato e vulnerabile rispetto alle scimmie di laboratorio (che poi è ancora da dimostrare), ma vedete bene che è ancora prudente, soprattutto tenendo conto del fatto che il tossicodipendente è assuefatto e ha bisogno di dosi maggiori.
Maggiori quanto? Bè, ovviamente dipende dalla sua "dose media giornaliera",:-) ma per esempio...
In uno studio condotto a Philadelphia negli anni '20, 1800 mg. di morfina furono iniettati a un uomo assuefatto a forti dosi nel corso di due ore e mezza. Questa dose esagerata non lo fece neanche star male di stomaco.
Nè un improvviso aumento di dosaggio sembra avere alcuna conseguenza.
Sempre nello studio di Philadelphia, a tre pazienti furono somministrate dosi sei, sette e anche nove volte superiori alla loro dose abituale.
Ben lontani dall'ucciderli, questi sovraddosaggi ebbero come risultato cambiamenti insignificanti del ritmo cardiaco e respiratorio, dell'elettro-
cardiogramma, degli esami del sangue e del comportamento del paziente.
Ancora non vi tornano i conti? :-· Mah, sarò matto io...
Qualcuno dirà: vabbè ma se non muoiono di overdose, di che muoiono?
Qui sarebbe semplice rispondere che se l'eroina nella busta media è solo il 5%, nel restante 95% ce n'è abbastanza per ammazzare chiunque, prima o poi, specialmente se iniettato in vena, ma... :-' ma non è così semplice. Sicuramente questa è una delle ragioni per cui i ricchi non muoiono di overdose, [(ma che vorrà dire? non indovinate?..)] ma non l'unica, o perlomeno non sempre in modo diretto.
In questo groviglio reso ancor più aggrovigliato dalla disinformazione corrente, è difficile capire chiaramente come vanno le cose nel torbidume dei rapporti medici e governativi.
E' ancora più difficile guardando dalla parte della strada, perchè proprio tra i tossici stessi si annida la peggior ignoranza in materia. (anche questo vi sembra strano? Ma se fossero stati meno ignoranti in materia forse non ci sarebbero cascati...) Per non dilungarci troppo cerchiamo di fare brevemente il discorso sull'alcool, droga molto comune e facilmente reperibile in occidente.
Com'è difficile essere brevi...
Dunque, normalmente l'eroinomane rifugge l'alcool, finchè trova l'eroina, e anche fra i peggio informati si trova la vaga nozione che "è meglio non bere se ti fai".
Quando l'eroina manca da un po', però, o perchè si tenta di smettere o per temporanea carestia, passata la scimmia dura e instauratasi la famosa "post-addiction syndrome", (quel misto di ansietà, malessere e desiderio irrefrenabile dell'eroina che vanno e vengono e che possono durare anni e anni), sono parecchi gli ex-eroinomani che cascano nel bere.
E qui la soglia di pericolo si alza vertiginosamente, perchè se per disgrazia l'ex tossico si rincretinisce di alcool al punto di perdere il controllo e di procurarsi una dose, o anche solo cede alla tentazione mentre è sbronzo, andrà a iniettare dell'eroina fortemente adulterata in un organismo saturo di alcool...
Quanta gente è morta in questo modo?
Naturalmente è impossibile dirlo, visto soprattutto come i medici legali certificano le morti, ma non vi pare che sarebbe ora di scoprirlo?
Abbiamo prove inconfutabili e in grande abbondanza del fatto che queste morti NON possono essere attribuite a overdose intesa come dose eccessiva di eroina o altri narcotici DI PER SE'.
Ci dev'essere qualcos'altro, e naturalmente c'è, il fatto è che è troppo e troppo confuso e c'è una volontà diffusa di NON sapere quello che uccide di preciso i nostri figli, e soprattutto di non farlo sapere ai tossici.
Per concludere... (ancora non avete capito perchè i ricchi non muoiono?) Voglio dire, senza fare nomi, quanti personaggi famosi soprattutto del mondo della musica ci sono che si fanno di eroina da anni, anche se ormai stanno molto attenti che non se ne parli, e fanno finta di niente e si guardano bene dal morire?
(non tiratemi fuori Janis Joplin o Jimi Hendrix perchè, a parte che sono con tutta probabilità dei tipici casi da mix-eroina-alcool, quella dei ricchi che non muoiono non è ovviamente una legge di natura, è solo una regola indicativa.
E quanti manager, architetti, agenti di cambio, in giacca e cravatta e valigetta 24-ore ci sono che vanno al lavoro tutti i giorni con la loro brava dose di narcotico nelle vene e nessuno si accorge di niente?
(sapeste quanti ne ho visti io, che purtroppo li so riconoscere al volo).
Come fanno?
Bè, evidentemente sono riusciti a informarsi meglio dei loro più sfortunati fratelli di strada, ma soprattutto hanno i mezzi per procurarsi una dose quotidiana adeguata alle loro esigenze senza dover continuamente andare a rota e poi sbattersi per trovar la roba.
Come il Dr. Halsted si era stabilizzato sui 60 mg. giornalieri, ed era diventato il più gran chirurgo d'America (vedi testo 2033), anche loro hanno trovato la loro VERA "dose media giornaliera", cercano di procurarsi roba tagliata decentemente o meglio ancora metadone, e tirano avanti un po' come tirerebbero avanti dei diabetici in una società dove l'insulina costasse come l'eroina.
Della serie: Prohibition Tidbits [di M.Livraghi]