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Conferenza droga
Droga Conferenza Moderatori - 21 maggio 1993
IL METADONE E' UN DIAVOLONE
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Introduzione

LE PERSONE DALLA PELLE DELICATA

di Giorgio Inzani

1. IL TEOREMA

Se fossi un cultore dei teoremi (alla Calogero) esaurirei la prefazione a questo secondo opuscolo riportando - senza commenti - alcuni passi di tre documenti, accontentandomi di farli precedere dalla seguente domanda: perché i servizi pubblici per le tossicodipendenze (gli attuali SERT, ex NOT) si vanno sempre più trasformando in uffici di collocamento per le cosiddette "comunità terapeutiche"?

A) »Il divario tra il Nord e le altre zone geografiche del paese rispetto alle presenze dei servizi pubblici e delle comunità terapeutiche residenziali dall'entrata in vigore della legge non si è ridotto ma anzi si è ulteriormente allargato nei confronti del Sud. Infatti dei nuovi 78 servizi entrati in funzione dal 30/6/90 al 30/9/91 ben 38 sono dislocati al Nord, 19 al Centro, 10 al Sud e 11 nelle Isole.

La crescita del numero delle comunità ha, invece, incrementato ulteriormente il divario tra le circoscrizioni geografiche del paese essendo stata di 33 unità al Nord, di 15 al Centro, di 11 unità al Sud e di 7 unità nelle Isole.

Il dato complessivo, relativamente alla dislocazione territoriale dei servizi, dice che il 53,31% dei servizi pubblici e il 58,72% delle comunità terapeutiche sono collocate al Nord, ove peraltro è concentrata la maggior parte dei tossicodipendenti.

Il divario tra il Nord e le altre zone d'Italia non riguarda solo la distribuzione quantitativa dei servizi ma anche le metodiche di trattamento dei tossicodipendenti. Infatti mentre al Nord il ricorso al trattamento farmacologico (Metadone, ndr) da parte dei servizi pubblici è in costante diminuzione e riguarda oramai solo una piccola parte dell'attività dei servizi, essendo effettuato solo nel 16,20% dei casi, al Centro esso è ancora attestato intorno al 51,38% dei casi, al Sud al 42,39% dei casi, e nelle Isole al 48,75% dei casi. [Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento degli Affari Sociali, "Relazione sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, sulle strategie adottate e sugli obiettivi raggiunti nel 1991", Roma, 11/2/92, pagg. 7-8]

B) »Movimento Unitario Volontari Lotta Alla Droga - Muvlad. Elezioni Politiche '92. Le 300 Associazioni famiglie, Comunità, Gruppi - Per una reale politica di servizio e di sostegno al sociale - PROMUOVONO (...) una vasta campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica (...). Ciascuno voterà il partito che preferisce ma saranno segnalati, all'interno di ognuno, i nominativi di quei candidati che si impegneranno ad osservare e a far rispettare, in ogni sede istituzionale, i seguenti principi: (...)

- Esclusione di qualsiasi trattamento farmacologico sostitutivo nel recupero del tossicodipendente (restando salvo il limitato periodo della disassuefazione fisica). (...) .

[Fonte: MUVLAD - Coop. S. Patrignano]

C) »Il tossicodipendente è un malato d'amore; non ha conosciuto l'amore; non sa amare nel modo giusto perché non è stato amato nel modo giusto. La Chiesa Cattolica richiama, attraverso la riscoperta della famiglia, l'impegno delle parrocchie e delle comunità terapeutiche, alla costruzione di un progetto evangelico sull'uomo che recuperi il tossicodipendente ad una vita rinnovata. Sbaglia chi punta a far fronte al dilagare della tossicodipendenza proponendo l'uso delle droghe legali o illegali a carattere sostitutivo. Non esistono altre strade utili a combattere la droga, al di fuori del pieno recupero del tossicodipendente ai valori della vita, della famiglia e della fede cristiana .

[Fonte: Documento vaticano contro la droga presentato dal cardinale Alfonso Lopez Trujillo. "La Repubblica", 9/5/92, pag 16]

2. L'IDEOLOGIA

La tabella ufficiale del Ministro degli Affari Sociali fotografa una situazione agghiacciante, descritta da una "forbice" che negli ultimi trimestri si è andata sempre più divaricando (se all'inizio, prima della legge, avevamo un rapporto 2/3:1/3 e cioè 12mila utenti in trattamento con sostanze sostitutive sul totale dei 18mila utenti, dopo la legge 162/90 il rapporto si è capovolto, 1/3:2/3 e cioè 15mila utenti in trattamento sul totale di 48mila utenti).

Nel mezzo delle due lame della forbice ci sono le migliaia di tossicodipendenti finiti nelle carceri italiane o deceduti soprattutto perché non hanno trovato risposte adeguate da parte dei servizi pubblici che stanno sistematicamente negando l'utilizzo del metadone. Come è potuto accadere ciò?

Come è stato possibile che centinaia di medici operanti all'interno dei servizi pubblici abbiano abdicato al principio basilare del proprio Codice deontologico (la potestà terapeutica) e che gli Ordini provinciali dei medici (salvo rare eccezioni) non siano insorti a difesa della dignità professionale che, nel caso specifico della cura dei tossicodipendenti, veniva conculcata e negata nel momento stesso in cui ad ogni medico di base o libero professionista veniva impedita (da decreti ministeriali) l'esplicazione della potestà terapeutica?

Certo, noi siamo anche consapevoli che, a partire dalla legge 162/90 e relativo decreto De Lorenzo (strano medico costui che ha anche sottoscritto il patto-Muccioli: ma non c'è qualche medico napoletano che chieda al proprio Ordine provinciale almeno la sospensione di De Lorenzo dalla attività medica, così palesemente ferita dalla sua attività politica?), decreto sulla dose media giornaliera e sul metadone, si sia andato costruendo un impianto ideologico che si autolegittima reclamando - non metaforicamente - sempre nuove vittime. Ma quel che colpisce è la complicità di fatto, con questo impianto ideologico, da parte della categoria medica. Chi cerca di opporsi (prescrivendo morfina o Temgesic) lo fa a proprio rischio e pericolo: dipinto dai giornali come "spacciatore" multimilionario e abbandonato a se stesso dai vari ordini provinciali dei medici. La caccia alle streghe (e agli stregoni) è di nuovo aperta. Il "nuovo ordine" avanza sgangheratamente sventolando numeri effimeri per quanto concerne l'ordine pu

bblico (gli inutili - anche se in costante aumento - sequestri di droghe) e per l'inesistente politica sanitaria (aumento degli utenti dei servizi pubblici - per far che? -, aumento sia delle morti per overdose che per AIDS e carceri trasformate in lazzaretti). Ma è nata una nuova ideologia: quella disintossicazionista, tanto affascinante socialmente quanto insostenibile scientificamente.

3. DISPERAZIONE E MORTE

Le cronache degli ultimi mesi ci descrivono la comparsa di una nuova tipologia di morti legata al "mondo della droga" (oltre alle overdosi, all'AIDS, ai morti ammazzati direttamente e indirettamente per il controllo del commercio libero e clandestino delle droghe): si tratta dei figli ammazzati dai propri genitori. Persone che hanno assunto dentro di sé, e in modo totalizzante, l'ideologia disintossicazionista da rimanerne travolti, in un vortice di disperazione e morte. Non so se la maggior parte dei giornalisti - della carta stampata o delle televisioni - si rende conto della propria responsabilità nella creazione di simili "mostri" e di simili tragedie; nei fatti però, quando noi, quotidianamente, cerchiamo di introdurre (con rettifiche, con comunicati stampa) alcuni elementi di ragionevolezza, troviamo costantemente l'ostracismo, il silenzio. Nessuno è disposto a capire. Si continuano a "spacciare" mezze verità a partire da una tautologia indimostrata: la tossicodipendenza ha un'origine psico-sociale e q

uindi il rimedio non può che essere psico-sociale. Nulla di più falso in ambito medico. Perché, così come nessuno si sognerebbe di criminalizzare i "diabetici grassi" (per i loro trascorsi dietetici) negandogli una terapia a base di ipoglicemizzanti orali, oppure gli ipertesi (per la loro reazione "rigida" allo stress) negando loro i farmaci antiipertensivi, anche se ci si trova di fronte a due patologie di origine psico-sociale che abbisognano di terapia medico-farmacologica; non si capisce proprio, nel campo della tossicodipendenza, perché si tende, aprioristicamente, a cancellare e a negare l'approccio medico-farmacologico. Che, soprattutto nel caso del trattamento sostitutivo con metadone in dosi adeguate, è l'unico che ha il supporto ampio e consolidato della letteratura scientifica.

4. LA PELLE DELICATA

Nel fronte frastagliato dei nuovi ideologi non è tutto oro quel che riluce. Infatti se la Rosa Russo Jervolino non può che abbarbicarsi ad una legge che fa acqua da tutte le parti ma che porta pur sempre il suo nome, Muccioli, oltre ad amministrare e difendere i suoi interessi economici, non si perita più di camuffare la sua ideologia totalizzante. Nel caso di Monica Santin, una ragazza di Milano che si era fatta incatenare dai genitori per non "farsi", l'angelo salvifico Muccioli ha infatti affermato: »Con lei ho parlato a lungo. Ha detto di aver accettato di entrare a S.Patrignano perché è convinta che nei momenti di difficoltà saprà trovare chi si sostituirà alla sua volontà . [Fonte: "Corriere della sera", 31/3/92].

Ma anche a Muccioli una domanda deve essere rivolta: quando qualcuno esce dopo 3-4 anni dalla sua comunità "guarito" e ritorna a bucarsi morendo di overdose, cos'è che non ha funzionato?

Un discorso a parte merita l'intervento della Chiesa. Certo questo Papa i consiglieri se li va a scegliere col lanternino. Mi auguro soltanto che i don Ciotti e i don Picchi si facciano sentire, perché, altrimenti, una qualche malignità è possibile avanzarla, relativamente agli interessi materiali della Chiesa nella partita in questione (e che essa ha vantato nella campagna promozionale per rastrellare l'8 per mille dell'IRPEF). E a questo punto una citazione di Ernesto Rossi potrebbe magari risultare opportuna; lui diceva: »Quando si tratta della "roba" i monsignori del Vaticano hanno la pelle delicata come quella della principessina che non riuscì a chiudere occhio tutta la notte per il pisello che le avevano messo sotto sette materassi . Perché in fondo, e questo vale per tutti i nuovi ideologi proibizionisti-disintossicazionisti, la funzione di ogni ideologia, oltre a far velo sulla ragione, è quella di esprimere e giustificare interessi particolari. Dire questo potrà sembrare, a qualcuno, scoprire l'acq

ua calda, ma ritengo che sia il primo passo necessario per trasformare disperazione e morte in speranza e vita, che è quello di cui hanno bisogno, in questo momento, non solo i tossicodipendenti ma anche i loro parenti. Capire che attraverso la responsabilizzazione di ciascun medico (che questa legge deresponsabilizza totalmente) si può costruire un percorso di vita meno allucinante per ogni cittadino tossicodipendente, significa togliere agli ideologi la loro maschera e far capire a loro stessi che c'è anche bisogno della loro parte migliore per cambiare una realtà e una politica che altrimenti finirà per identificarsi con quella dei narcotrafficanti.

5. QUESTO OPUSCOLO

Mentre il primo opuscolo (METADONE PERCHE') sta arrivando al maggior numero possibile di operatori dei servizi pubblici e di cittadini tossicodipendenti, abbiamo sentito l'esigenza e l'urgenza di questo secondo opuscolo. Il titolo scherzoso non inganni, si tratta di un opuscolo di meno facile lettura del primo, ma che vuole approfondire la parte conoscitiva del trattamento metadonico. E' sicuramente un tentativo in controtendenza nei confronti delle grandi tempeste emotive che si accompagnano alle semplificazioni ideologiche, ma è un tentativo che è soprattutto necessario percorrere oggi (il fiammiferino della ragione salveminiana ed ernestorossiana che va tenuto acceso soprattutto nei momenti più bui e ciechi), perché, magari, potremo scoprire, attraverso l'approfondimento di queste cose così umili, che però riguardano la vita quotidiana di migliaia di cittadini tossicodipendenti, quello che scoprì tanti anni fa Altiero Spinelli e cioè »che il pensiero illuminista col suo razionalismo radicale, è in realtà

l'unico vero pensiero rivoluzionario, perché l'unico capace di unire, alla condanna di una cosa ingiusta, la precisa proposta di una cosa migliore .

 
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