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Conferenza droga
De Andreis Marco - 22 giugno 1993
Le Nazioni Unite e la droga: una svolta?
A leggere il documento del Programma dell'ONU per il Controllo della Droga (UNDCP) introdotto qualche giorno fa in questa conferenza da Roberto Cicciomessere (cfr. scheda n. 2113), si rimane davvero sorpresi. Piacevolmente sorpresi.

L'UNDCP è infatti l'organo di direzione e monitoraggio del regime proibizionista creato dalle tre convenzioni internazionali sulle droghe del 1961, 1972 e 1988. E' quindi in un certo senso la vestale dell'approccio meno flessibile alla droga, quello che predica che, si tratti di domanda o di offerta, bisogna punire e reprimere, reprimere e punire.

Qui leggiamo, invece, che l'abuso di droghe e la sua coltivazione non possono essere fatte scomparire dalla faccia della terra, "così come la malaria non può essere sradicata poiché il suo veicolo principale, la zanzara, non può essere eliminato". In entrambi i casi occorre dunque concentrarsi sulla protezione degli individui e sul trattamento della malattia - che a me pare una posizione finalmente ragionevole e assolutamente condivisibile.

Il documento nota ancora, giustamente, che "nei paesi dove le pene per l'abuso e il possesso di droga sono più dure, il consumatore ha i maggiori incentivi per rimanere nell'ombra" - e dunque per non essere curato e per non collaborare alla lotta ai trafficanti.

Spesso, nel documento, il consumatore viene chiamato "misuser", in luogo del tradizionale "abuser". Infine si invoca esplicitamente una strategia di riduzione del danno attraverso "informazione ed educazione, droghe sostitutive, cura e consiglio, distribuzione di siringhe. Proprio come con la droga legale, la nicotina, si è accettato da molti anni che più le sigarette sono leggere meglio è - anche se l'obiettivo finale è non fumare affatto".

Sono constatazioni, queste, che possono sembrare ovvie - giova ripeterlo - solo se non si considera la fonte. Se a questi criteri dovesse ispirarsi la politica dell'UNDCP nel prossimo futuro, esso diventerebbe finalmente un interlocutore per noi antiproibizionisti.

Resta da vedere se sarà veramente così: il documento è firmato "Sezione Riduzione della Domanda" e potrebbe esprimere le opinioni di una parte sola dell'organizzazione. Ma anche se si tratta solo di un dibattito interno, è chiaro che vale la pena seguirlo.

 
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