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Conferenza droga
Parrella Bernardo - 30 giugno 1993
USA: STOP AI SEQUESTRI DI PROPRIETA'.

LA CORTE SUPREMA USA LIMITA I SEQUESTRI DI BENI E PROPRIETA' NEI CASI DI TRAFFICO DI DROGA.

Importante sentenza emessa ieri (28 giugno1993) dalla Corte Suprema americana. L'unanime decisione dei giudici é la prima significativa presa di posizione ufficiale su uno degli aspetti piú pesanti e controversi della "war on drugs".

Infatti, pur se le notizie al proposito non sono molto note, i sequestri governativi di conti bancari, proprietá immobiliari, attivitá lavorative e quant'altro nei confronti di chiunque fosse sospettato o coinvolto in traffici illeciti era divenuto regola quotidiana nella 'guerra alla droga'. Soprattutto, é stato accertato che oltre l'80% delle proprietá sequestrate finora dal Governo apparteneva a persone poi risultate estranee ai fatti contestati.

Citiamo alcuni casi significativi.

Donald Scott, 61 anni, ucciso dalla polizia di Los Angeles la mattina del 2 ottobre 1992 durante una perquisizione nella sua abitazione. Voci anonime parlavano di frequenti cambi di banconote da 100 dollari e di coltivazione di 3/4000 piante di marijuana. Né droga né altro risultó a suo carico, ma fu dimostrato successivamente che obiettivo della perquisizione era incastrare Scott e sequestrare la sua proprietá, valutata intorno ai 3 milioni di dollari.

Willie Jones, 42 anni, aveva ritirato i suoi risparmi (oltre 9.600 dollari) per l'acquisto di un appezzamento di terreno in Tennesse. Insospettiti dall'acquisto in contanti del biglietto aereo, la polizia cerca droga nei suoi bagagli, non trova nulla, ma sequestra il contante "perché di provenienza sospetta. " Nel 1989 la polizia trova un paio di grammi di eroina in casa di Sue Colenda, in California: niente galera, ma sequestro di denari in banca (79.000 dollari) e gioielli. Prima del processo, il giudice le propone diversi 'scambi accettabili': la Contea avrebbe trattenuto 25.000 dollari e lei avrebbe fatto sei mesi di carcere, oppure 40.000 e tre mesi, o infine 60.000 e una semplice multa. Sue ha scelto l'ultima 'opzione'.

Nella sola California, tra l'89 e il 91 le autoritá locali hanno sequestrato oltre 180 milioni di dollari in proprietá di vario tipo-il 90% delle quali va per legge direttamente ai dipartimenti di polizia ed ai giudici che gestiscono l'operazione. Il tutto é venuto recentemente alla ribalta della cronaca grazie all'attivitá di FEAR (Forfeiture Endagers American Rights) e di ACLU (American Civil Liberties Union) che hanno ingaggiato un gruppo di noti avvocati per difendere le persone coinvolte nei sempre piú frequenti casi di sequestri governativi. Nelle scorse settimane, i giornali si sono occupati ripetutamente della questione e sono stati anche presentati diversi disegni di legge, a livello governativo oltre che statale, per limitare simili operazioni da parte della polizia.

Ora l'importante sentenza della Corte Suprema su un caso verificatosi in Soth Dakota lo scorso anno dovrebbe finalmente fare chiarezza. Richard Austin condannato a sette anni di carcere per possesso e spaccio di cocaina, aveva anche subito il 'sequestro civile' della sua abitazione e della sua attivitá di carrozziere per un valore di diverse centinaia di dollari-entrambe "ottenute con il traffico di droga" secondo la polizia. . La Corte distrettuale e la Corte d'Appello avevano convalidato il provvedimento, ma la Corte Suprema ha deciso che tali decisioni sono in contrasto con l'Ottavo Emendamento della Costituzione Americana il cui scopo "...é limitare il potere del Governo nelle punizioni personali". Nella sentenza si legge altresí che "...i sequestri civili non devono essere collegati a nessuna pena detentiva o precedente penale" e che "...l'Ottavo Emendamento va applicato anche quando il sequestro é una punizione pecunaria." Sul caso, rinviato alla Corte d'Appello per una completa revisione, gli otto giu

dici della Corte Suprema si sono pronunciati all'unanimitá, pur se con lievi differenze nelle motivazioni.

"Per la prima volta abbiamo un'importante strumento a protezione dei cittadini contro gli abusi del Governo", ha dichiarato Nancy Hollander presidente dell'Associazione Nazionale degli Avvocati Difensori Penalisti.

Ancor piú, la decisione costituisce un formidabile precedente per bloccare una delle armi piú pesanti e piú abusate della "war on drugs".

 
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