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Conferenza droga
Partito Radicale Maurizio - 13 agosto 1993
Proibizionismo sulla droga:
un flagello che sconvolge il presente e ipoteca il futuro.

DAL 15 SETTEMBRE INIZIA LA RACCOLTA DI FIRME SU UNA PROPOSTA DI LEGGE PER LA LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE LEGGERE

dichiarazione di Maurizio Turco - segretario del CORA (coordinamento radicale antiproibizionista)

Per quella che è la nostra esperienza militante, le riforme di cui siamo portatori, dal divorzio all'aborto, dall'obiezione di coscienza al voto ai diciottenni, sono state conquistate in genere dopo cinque anni di attività. E' pertanto possibile prevedere e lavorare affinchè nel 1998 l'Italia possa adottare una legislazione compiuta per una nuova politica sulle droghe.

Nel frattempo, a partire dal 15 settembre, inizieremo a raccogliere le firme su una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione delle droghe leggere (marijuana e suoi derivati). Il problema della droga non è quello delle sostanze proibite ma del mercato clandestino in cui sono state relegate. Ovvero lo Stato e chi fa politica ha dapprima non saputo prevedere e poi rimosso anzichè governare l'emergenza ed ha consegnato l'esclusiva dell'approvvigionamento, della sofisticazione, della vendita alla criminalità organizzata, che non disdegna di avere rapporti con il mondo politico. Alcune di queste sostanze non hanno un alto potere di nocività, i danni psico-fisici sono pari a quelli che possono causare alcune sostanze legali come alcool e tabacco, mentre l'abuso di queste ultime è molto più dannoso della marijuana e dei suoi derivati. Peraltro la sostanza in quanto tale non determina comportamenti criminosi. Legalizzare l'uso della marijuana non significa condividere o giustificare usi, consumi

, abitudini. Se si tiene conto che in Italia si stima ci siano 2milioni di consumatori si comprende che criminalizzarli non ha alcun senso sociale e sanitario, non ha alcun effetto dissuasivo, così come la proibizione non ha effetto preventivo, anzi. Criminalizzare 2milioni di persone, tentare di perseguirli, comporta solo uno spreco di risorse umane ed economiche. Polizia distolta dai propri compiti, tribunali ingolfati da processi stupidi e carceri piene di gente che non ha commesso alcun reato, se non quello di un comportamento diverso che comunque non pericoloso per la società. Tutto ciò non porta a sradicare dei comportamenti ma, se possibile li aggrava. E' in fin dei conti la responsabilità personale che si vuole castrare e piegare a logiche moralistiche proprie di uno Stato etico. Sarebbe più proficuo informare sulla nocività delle diverse sostanze anzichè pubblicizzare le lecite e demonizzare le illecite con l'unico effetto di creare la tendenza ad abusare delle prime ed usare le seconde.

 
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