Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mer 29 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza droga
Radio Radicale Roberto - 8 settembre 1993
Droga & sport

Inserisco l'articolo di Eddy Ottoz pubblicato oggi dall'Indipendente relativo alle tecniche con cui è possibile sfuggire ai controlli antidoping. Tempo fa Agorà aveva già ospitato un dibattito sulla diffusione del doping nell'ambiente sportivo (in Conferenza Il fatto del giorno). Questo articolo potrebbe essere l'occasione per tornare a discuterne, meglio se con il contributo di chi ha conoscenze e esperienze dirette.

======================================================================

Come, dove, quando si sfugge ai controlli

ECCO IL DECALOGO DEL PERFETTO DROGATO

di Eddy Ottoz - L'Indipendente, 8 settembre 1993

-----------------------------------------------------------------

Abbiamo già detto che gli atleti "puliti" non si sentono tutelati dal sistema: sanno infatti che i disonesti dispongono di risorse infinite e flessibili strategie. I disonesti, infatti, possono, contro il loro nemico cioè i controlli a sorpresa in allenamento (dal decalogo del dopato):

Primo: non farli (praticabile dove esiste ancora il doping di Stato e federazioni e/o comitati olimpici compiacenti che si occupano di sistemare il tutto.

Secondo: farsi avvertire prima. Funziona in quei Paesi che, pur non seguendo un vero e proprio programma "pro doping", chiudono un occhio e nicchiano alle eventuali richieste della federazione internazionale del caso (il cui presidente ha magari bisogno del loro voto al prossimo congresso e cerca perciò di non essere troppo asfissiante). Se non ci si può "ripulire" in tempo, qualcuno troverà pure il tempo di posticipare il test o di manipolare le urine o, al limite, di persuadere il laboratorio (guarda caso, gestito dalle istituzioni sportive) che, al momento, l'ultima cosa di cui si ha bisogno è uno scandalo.

Terzo: evitarli non facendosi trovare. E' la tecnica dei battitori liberi, di chi si allena e dopa in proprio, ma la cui federazione nazionale combatte seriamente questa piaga (ebbene sì, ne esistono, e la nostra Fidal è una di queste). Nella stagione invernale, senza lasciare recapito, ci si trasferisce ad esempio laddove la propria federazione non può venire a effettuare i controlli. Esistono appositi voli charter dalla Finlandia agli Stati Uniti ovvero dal Canada al Galles o all'Austria, dalla Nigeria agli Usa, ecc. La migrazione dalla Germania al Sud Africa, à la Krabbe, non pare efficace.

Quarto: avere sempre pronta, se qualcosa andasse storta, una scorta di pipì al di sopra di ogni sospetto, da sostituire alla propria, con abilità da prestigiatore, al momento del prelievo. Meglio disporre di una vera e propria pipiteca (nel caso di doping di gruppo o di test successivi non è bello far trovare al laboratorio di analisi sempre lo stesso prodotto, Krabbe & c. si sono fatte appunto squalificare).

Quinto: generare volutamente (o approfittare dell'esistente) confusione al momento del prelievo, creando i presupposti per una successiva azione legale presso la magistratura ordinaria, giocando sulle incongruenze tra diritto e sovranità nazionale e regole delle federazioni internazionali, normalmente incompatibili. Butch Reynolds ci ha rimesso 29 milioni di dollari con la causa contro la Iaaf presso la corte dell'Ohio.

Sesto: farsi controllare prima di gareggiare per avere la certezza che la procedura di "de-doping" sia terminata (più tardi si smette meglio è, ma i tempi necessari alla decompressione possono essere variabili). I sovietici avevano a Seul, ad esempio, un nave-laboratorio ormeggiata nel porto dove gli atleti venivano testi prima di ogni gara.

Settimo: non gareggiare. Ad Olimpiadi e campionati internazionali il vincitore viene sicuramente testato e si sorteggia poi almeno un atleta per ogni turno oltre ad uno degli altri finalisti.

Ottavo: in caso di meeting con controllo conoscere in anticipo quali posti in classifica, in quali gare verranno testati e regolarsi di conseguenza. Le informazioni sono segrete ma qualcuna potrebbe essere più segreta di altre. In fondo un piccolo scombussolamento del podio può servire a movimentare l'interesse e magari a gratificare un atleta di casa.

Nono: invece di steroidi anabolizzanti sintetici consumare il buon vecchio testosterone. Ma senza esagerare: il Cio ne ammette la presenza fino a sei volte la quantità di epitestosterone riscontrabile (la normalità dovrebbe essere attorno a 1 o 2 volte, ma il trucco della valigia potrebbe consistere nel prendere anche dell'epitestosterone per abbassare il rapporto tra i due).

Decimo: utilizzare sostanze magari meno efficaci ma molto più dannose e pericolose, che stimolino l'organismo a produrre di più del "suo" testosterone, ma che all'antidoping non si riescono a intercettare. Due a caso: l'ormone della crescita e le gonadotropine corioniche. E la lista non si ferma qui.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail