Parigi, 30 set. (Adnkronos)- ''Così come l'abbiamo combattuta per oltre venti anni, la guerra contro la droga è persa''. Questa la clamorosa affermazione resa dal segretario generale dell'Interpol al settimanale francese ''L'Express'' che snocciola i dati della disfatta. A partire dal triangolo d'oro -Birmania, Thailandia, Laos- dove nel 1992 si sono prodotte 3.000 tonnellate d'oppio (contro le 160 del '79) per finire con i proventi registrati l'anno scorso dai trafficanti del pianeta, almeno 500 miliardi di dollari, più di 800.000 miliardi di lire. Una cifra che spaventa per la capacità finanziaria di organizzazioni criminali come Mafia, cartelli latinoamericani e triadi cinesi di penetrare l'economia internazionale. In mezzo c'è un dato incontrovertibile: l'esplosione ovunque della produzione.
Paesi dell'Asia centrale in testa. La stessa organizzazione della cooperazione economica che raggruppa Iran, Turchia, Pakistan, Afghanistan e le ex repubbliche sovietiche Azerbaijian, Kazakhistan, Turkmenistan e Kirghizistan, dove prolifera la produzione di eroina, ha lanciato l'allarme parlando di ''estensione rapida del traffico e del consumo''. L'indice principale viene dall'aumento dei sequestri di droga. Anche in Cina dove, dai 170 chili di eroina sequestrati nell'88, si è passati a quattro tonnellate.
Desolante anche il panorama latinoamericano: dalla crescita dei cartelli messicani al Cile, dove i sequestri sono ottuplicati rispetto al '92, al Guatemala e a Panama, dove aumentano le piantagioni, alla sempre più sofisticata macchina della distribuzione dei narcos negli Stati Uniti.
(Lar/Bb/Adnkronos)
30-SET-93 16:23
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