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Conferenza droga
Parrella Bernardo - 6 ottobre 1993
NEEDLE-EXCHANGE STOPS AIDS.

Il primo ampio studio scientifico sui programmi di scambio-siringhe negli Usa ha dimostrato che tali iniziative bloccano la diffusione di HIV e AIDS tra i tossicodipendenti.

Finanziata dal Federal Center for Disease Control and Prevetion, la ricerca é durata 18 mesi:12 medici della University of California hanno esaminato oltre 35 programmi (legali ed illegali) negli Usa e visionato gran parte delle simili iniziative legalmente in atto in Europa e Asia.

Un terzo degli oltre 315.000 casi di AIDS negli Usa interessano gli iniettori di droghe, i loro partner sessuali, i loro figli (la stima attuale fissa in oltre un milione i tossicodipendenti Usa).

"C'é un evidente diminuzione del rischio d'infezione tra i clienti dei vari programmi. E' ora che il governo rimuova le barriere legali ed amministrative che impediscono i needle-exchange programs" ha affermato il Dr. Peter Lurie, dell'Institute for Health Policy Studies, UC San Francisco.

Sono ancora 11 gli Stati Usa dove é vietato possedere siringhe senza ricetta medica. In California il Governatore Wilson sta vagliando una proposta di legge per legalizzarne la libera circolazione, dopo aver posto il veto ad un progetto analogo lo scorso anno.

Le 500 pagine del rapporto confermano i dati del precedente studio condotto dalla Yale University, New Haven: la diffusione di HIV diminuisce di circa il 33% fra i tossicodipendenti che fanno uso di siringhe nuove. Inoltre, i vari programmi forniscono altri importanti servizi, come informazioni su sesso sicuro e profilattici, test dell'HIV, riferimenti per iniziare i trattamenti di recupero.

Dal 1986, data d'inizio dei needle-exchange organizzati, sono stati scambiate quasi 5,5 milioni di siringhe negli Usa. Ma ovviamente questo non basta per fermare l'epidemia di HIV e AIDS.

"Tali programmi dovrebbero far parte integrale degli sforzi sanitari complessivi volti a fermare il virus tra i tossicodipendenti e dovrebbero entrare di diritto nei progetti di prevenzione ed informazione sulle droghe" ha concluso il Dr. Lurie.

(stralci da un articolo del San Francisco Chronicle, 1 Ottobre 1993)

 
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